"La scuola non è un’azienda": a NOVA Siracusa il tavolo tematico per la riforma scolastica

Tra i temi emersi dal libero dibattito tra gli ospiti: estensione della filosofia in tutti gli istituti, stop alla burocrazia e alle classi pollaio, no alla militarizzazione e mense scolastiche gratuite.

di Giuseppe Castiglia - sabato 23 maggio 2026 - 432 letture

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La scuola non è un’azienda a NOVA Siracusa il tavolo tematico per la riforma scolastica (1)

SIRACUSA – Un profondo ripensamento del sistema scolastico italiano, che parta dai contenuti per arrivare alle infrastrutture, mettendo al centro il pensiero critico e il benessere degli studenti. È quanto emerso all’interno di uno dei partecipati tavoli tematici promossi durante l’evento "NOVA Siracusa". Un’iniziativa che ha dato spazio a diversi incontri, lasciando agli ospiti la libertà di prendere la parola, proporre e confrontarsi apertamente.

Nel tavolo dedicato all’istruzione, studenti, docenti e cittadini hanno animato un dibattito orizzontale e ricco di spunti per una riforma scolastica pensata dal basso.

Oltre i Babilonesi: più spazio all’attualità e alla filosofia Ad aprire le riflessioni sui programmi didattici è stato Gabriele Mangiameli, esponente del Network Giovani del Movimento 5 Stelle di Lentini, che ha definito l’attuale offerta formativa anacronistica. "Non possiamo perdere anni a studiare a memoria Assiri e Babilonesi e non arrivare mai a trattare la storia contemporanea e la geopolitica", ha sottolineato il giovane.

La proposta emersa è svecchiare i programmi e introdurre la filosofia fin dal primo anno in tutte le scuole, compresi gli istituti tecnici e professionali, per allenare i ragazzi al dialogo e al pensiero critico. Una necessità ritenuta urgente anche in risposta alle recenti scelte del Ministero dell’Istruzione, duramente criticate al tavolo per aver depotenziato dai programmi autori chiave per comprendere il ’900, come Spinoza e Karl Marx, a favore di figure controverse come Giovanni Gentile.

La voce dei docenti: l’intervento di Maria Cunsolo Il dibattito si è arricchito grazie alla partecipazione attiva del corpo docente. Particolarmente incisivo è stato l’intervento della professoressa Maria Cunsolo, che ha sollevato questioni cruciali sul vero ruolo dell’istruzione oggi.

La docente ha ribadito con forza che la scuola non deve mai trasformarsi in uno strumento di indottrinamento o in un terreno di competizione aziendale, ma deve rimanere il luogo d’elezione per la formazione di cittadini liberi e consapevoli. Dal confronto libero tra i professori in sala è emersa anche una netta contrarietà alle prove INVALSI – considerate invasive e snaturanti rispetto al vero giudizio degli insegnanti – e una forte preoccupazione per la crescente militarizzazione delle scuole, lanciando un appello a tornare a un’educazione fondata sui diritti umani e sulla pace.

Burocrazia, Alternanza Scuola-Lavoro e Dirigenti "Monocratici" L’incontro ha scattato una fotografia impietosa delle condizioni lavorative e organizzative degli istituti:

L’aziendalizzazione e i progetti: I troppi progetti mattutini (incluse le attività di ex Alternanza Scuola-Lavoro, ritenute spesso inefficaci nei licei) sottraggono tempo prezioso alla didattica. L’idea proposta è di spostare queste attività nelle ore pomeridiane, ispirandosi al modello anglosassone.

L’età pensionabile: Lavorare fino a 67 anni, specialmente nelle scuole dell’infanzia, è stato definito insostenibile. Abbassare l’età pensionabile favorirebbe inoltre l’ingresso di giovani docenti, riducendo la distanza comunicativa con gli alunni.

La gestione democratica: Un docente di filosofia ha puntato il dito contro l’eccessiva burocrazia e il potere "monocratico" affidato ai Dirigenti Scolastici dalla riforma della "Buona Scuola". La proposta avanzata è di istituire organi collegiali vincolanti (composti da docenti, personale ATA, genitori e studenti) per le decisioni cruciali come il PTOF e l’assegnazione dei bonus.

La mensa scolastica come "Infrastruttura di Salute Pubblica" A chiudere il cerchio sulle riforme strutturali è stato l’intervento di Salvatore Genovese, che ha spostato l’attenzione sulle scuole primarie e sul servizio di refezione.

Denunciando i preoccupanti tassi di obesità infantile e le sperequazioni economiche tra le famiglie, Genovese ha lanciato una proposta radicale: la mensa scolastica deve diventare universale e gratuita per tutti i bambini. Non più un servizio a domanda individuale, ma un Livello Essenziale di Prestazione (LEP), un’infrastruttura di salute pubblica che garantisca a tutti, senza distinzioni di reddito, il diritto al benessere e alla socialità.

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