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La sconfitta culturale della sinistra

"Non contenti di fornicare apertamente con la parte ricca del Paese infischiandosene dei poveri cristi, si sono dedicati a fare venire l’orticaria un po’ a tutti condendo l’amara sbobba che ci propinavano con spocchia ed ipocrisia intollerabili per chiunque..."
di Marista Urru - venerdì 25 aprile 2008 - 3497 letture

E’ normale che a sinistra si sia ancora un po’ “rintronati” per la sconfitta subita; quello che è un po’meno normale è che non si cerchi assolutamente di capire seriamente quello che è successo e ci si abbandoni ad analisi quanto meno improbabili e risibili.

Dopo due lunghi anni di colpi bassi e liti bottegaie tra i componenti della sinistra di lotta e di governo, dopo aver stupidamente sbeffeggiato “i ricchi” come unico contentino per lo zoccolo duro, si sono dedicati di impegno a impoverire i poveri ed arricchire Banche, Sindacati, Industriali Assicurazioni , Coop, profondendo ogni attenzione agli Affari e al businness, come ormai è consolidata prassi di buona parte dei politici, e non solo.

Non contenti di fornicare apertamente con la parte ricca del Paese infischiandosene dei poveri cristi, si sono dedicati a fare venire l’orticaria un po’ a tutti condendo l’amara sbobba che ci propinavano con spocchia ed ipocrisia intollerabili per chiunque.

Perse le elezioni, non ancora contenti dello sfacelo e della confusione in cui hanno gettato la propria base, invece di fare un poco di sana autocritica, almeno sulla enorme mole di danaro pubblico tolto ai cittadini e riversato come già detto principalmente a favorire i poteri forti e in parte distribuito a pioggia a zittire il proprio elettorato minuto e le rispettive consorterie, hanno dato miserevole spettacolo dello scollamento totale con la società, ricercando i reali motivi della sconfitta subita in motivazioni irreali.

Si sono cullati nella pia illusione che gli Italiani siano cretini ( quindi lo sarebbero anche quanti a sinistra hanno preferito non votarli affatto, e sono stati molti), oppure come uno stralunato Diliberto ha sostenuto in più trasmissioni con notevole sprezzo del ridicolo , hanno evocato la caduta della identità marxista ed l’abbandono dei simboli di falce e martello ( dimenticando clamorosamente che lui stesso quei simboli non li ha eliminati, ma i voti sono scappati lo stesso).

Diliberto, Rizzo ed altri in sostanza ancora si illudono che se resusciteranno il cadavere del conflitto di classe, quello della rivoluzione proletaria, quello dei vecchi simboli, della identità marxista, intesa a modo loro, insomma con l’aiuto di illustri defunti , potranno portare indietro le lancette dell’orologio, cancellare la realtà del presente in cui ormai simili icone non trovano spazio e riportare l’Italia magari a prima della caduta del muro di Berlino

Credono e sperano ancora di poter imbonire operai e poveri ( i proletari non esistono più per mancanza di prole), con belle e radiose promesse di “sol dell’avvenire”, mentre politici di ogni colore e casacca si abboffano felici, sfrecciano in auto con scorta, frequentano a spese nostre alberghi da 1500 euro a notte, indossano cardigan del costo di almeno due mesi di pensione, scorrazzano in aereo di Stato, accumulano stabili e partecipazioni azionarie in banche, vivono in appartamenti di lusso, concorrono alla assegnazione di case popolari di pregio, togliendole a chi di dovere, ed in altre simili amene occupazioni impegnati, dimenticano di governare il Paese.

Trascurano, novelli signorotti medievali, il piccolo particolare che esistono anche le necessità della gente comune, quella che nei loro impossibili e un po’ folli desiderata dovrebbe esser paga di parole, canzonette, mancette, e al massimo di qualche pacca sulle spalle, una salamella e una birretta; dimenticano o non si sono accorti che il tutto è cambiato : i media moderni permettono anche al popolo di essere informato, a dispetto della disinformazione abbondantemente curata dai potenti media di Partito , di Sindacato, di Confindustria, di Padronato in genere. Il mondo ormai è dietro l’angolo, molti hanno visto con incredula meraviglia in TV, polacchi, albanesi e rumeni venuti in Italia per svolgere una professione, andarsene delusi perché sarebbero in sostanza stati pagati meno che al loro Paese.

Solo ignorando questa realtà si può arrivare a sognare di resuscitare lo Zombie marxista. Non si sono resi conto che le solite vecchie parole di odio, le canzoni, gli spettacoli, la invasione kulturale, gli sforzi di pagatissimi attori, cineasti, canzonettiste, antiberluscones e simili, si sono infranti di fronte alla realtà prosaica della terza settimana ed alla realtà del nuovo ordine sociale non più nettamente diviso in classi, le vecchie classi si sono mescolate, e non se ne sono neanche accorti.

Si sono mai chiesti a che classe appartiene per esempio l’impiegato che è rimasto disoccupato e va alla Caritas con la famiglia? O il pensionato che proveniendo dalla classe media , si ritrova con una pensione svalutata, ma affitto e spese triplicate, quindi ormai povero? hanno mai considerato che i tanto odiati ed osteggiati artigiani i tanto osteggiati piccoli commercianti che vengono distrutti ad arte ( e so quel che dico) per fare posto alle Coop, agli Affari di Banche e simili, sono in realtà ex operai, o figli degli operai ? Hanno mai capito che distruggere a favore delle multinazionali l’agricoltura, gli toglie il voto contadino, che i contadini affamati ed usurati non si possono contentare delle tiritere finto-equo e solidale o pseudo biologico sotto sotto pro- multinazionale?

Solo chi sta bene ed ha la pancia piena come sindacalisti e politici può ignorare simili realtà. Solo chi ha la saccoccia piena può come i nostri sindacati immaginare che per i nuovi poveri, toglier l’ICI sia cosa da poco e già mestano e protestano per pretendere quelle soluzioni di sgravio fiscale a loro più “utili”, alla faccia delle necessità della gente comune, dei soliti esclusi : piccoli artigiani, pensionati, popolo delle partite IVA, demonizzato questo ultimo per coprire le autentiche fornicazioni col grande capitale e le poche grandi industrie, alla faccia della classe operaia, sempre più povera, sempre meno sicura e sul lavoro e nella vita di tutti i giorni, lasciata come tutti i poveri in pasto alla malavita.

Un modo di pensare, di sentire , di operare, fuori della realtà; una sconfitta quella della sinistra prevedibilissima , nata da un gap culturale enorme e per molto tempo ancora incolmabile.

Capire che i bisogni essenziali sono cambiati, che non basta più un pugno di soldarelli, una mancetta, che l’unione scellerata Industria/Sindacato su cui molti di loro hanno prosperato e si sono arricchiti, non può più essere. Capire che i Contadini, gli Agricoltori non sono buoi da attaccare al carro di interessi “Altri” con l’aiuto di Associazioni Contadine chiaramente compiacenti, che i Contadini, gli Agricoltori sono cambiati, è poi tanto ostico? Pare di si.

Allora non resta che farsi da parte visto che non si ha nè la consapevolezza di come la società cambia, nè quella degli enormi danni apportati, nè soprattutto la volontà di rimediare, come mostra chiaramente anche il Veltroni post elettorale.

In questo modo purtroppo si lascia il cerino in mano ad un centro destra che è "il meno peggio" e che non so proprio quanta consapevolezza abbia di quel che servirebbe al Paese.

Sta di fatto che destra o sinistra ormai non cambia molto : la società è in cammino e non si fermerà ad aspettare furbetti e vecchie cariatidi.

Credo che siamo giunti prossimi al punto in cui ideologie, suggestioni , carote e bastoni, non servono più.

Si avvicina credo il momento in cui chi vuole esser classe dirigente, deve esser capace di agire per il bene comune e non solo portatore di vessili ed inni del tempo che fu.


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La sconfitta culturale della sinistra
25 aprile 2008, di : emanuele gentile

Sono perfettamente d’accordo con te Marrista...

Visto il vuoto pneumatico espresso dalla c.d. "sinistra radicale" è meglio votare Lega.

Loro almeno capiscono la realtà in cui operano. Hanno costruito un partito davvero popolare con classe dirigente espressione della base e con sezioni aperte quasi sempre. Loro vivono il territorio in cui operano.

Alcuni dati sulla recente performance elettorale della Lega:

CAMPIONE: 4000 COMUNI DEL NORD

In 1000 comuni la Lega ha superato il 15%, in 500 il 25% e in ben 800 sono il primo partito arrivando anche al 50/60%!

La vogliamo dire tutta la vertià? E’ un bene che i vari Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto, Mussi e Giordano stiano fuori dal Parlamento. Ormai non rappresentavano nulla, solo i loro interessi di "casta".

E hanno fatto bene Prodi, Berlusconi e Montezemolo ad aver attaccato il sindacato. Sono portavoce dell’Italia che non vuole lavorare. Infatti, l’Italia è l’unico paese europeo dove esistono sindacati per i pensionati! Quindi per gente che non lavora... Mentre la quota di lavoratori in attività rappresentati dai sindacati è scesa dal più 50 % degli anni ottanta ad un misero 30 % di oggi.

A questo punto meglio costruire una nuova sinistra piuttosto che puntare su tutti questi cadaveri e ideologie annesse.

La sconfitta culturale della sinistra
25 aprile 2008

Grazie Emanuele, effettivamente mi vado convincendo man mano del fatto che la Lega potrebbe fare del bene in questo Paese, proprio per la sua vicinanza al territorio, il pragmatismo e la voglia di fare. Vivo nei pressi di Roma, che effettivamente e per forza di cose , è il centro delle camarille e del non fare ma molto prendere del ceto burocratico che ovviamente qui la fa da padrone impunito. Ci vorrebbe la Lega, io ci spero.

marista

La sconfitta culturale della sinistra
27 aprile 2008, di : Mirco Govoni

27/04/2008 Ehi ragazzi, vediamo di continuare a usare il cervello: anche se la batosta fa male rivoltarsi come cani rabbiosi contro tutto e tutti non serve a niente. Se poi devo sentire "viva la Lega"!("ha da venì baffone!", "quando c’era Lui i treni viaggiavano in orario") mi si accappona la pelle: certo la Lega è l’ultimo vero partito rimasto, conosce il territorio e lo sa governare (ma non lo tutela, lo usa!), ma è un partito razzista, che sfrutta i peggiori sentimenti, la paura verso ciò che non si capisce (il loro concetto di cultura si ferma alle sagre di paese)e l’odio verso un nemico inesistente (lo straniero, l’Europa, lo Stato).
La sconfitta culturale della sinistra
28 aprile 2008

L’analisi di Marista è perfetta. Mirco non riesce a capire che si perde proprio per la superficialità di tutti quelli come lui, con le banalità che dice che purtoppo non servono per mangiare. Se i leghisti sono quelli delle sagre e bla bla, mi verrebbe da rispondere: bene, almeno lì si banchetta! In questi anni sono state affamate le categorie più povere con l’aiuto dei sindacati (e dei loro falsi referendum), degli industriali, delle Coop e via dicendo. Se Mirco pensa il contrario evidentemente ha i soldi in tasca e può permettersi il lusso di giocare al comunista come quegli intellettuali, cantanti, attori e tutta l’altra gente col portafoglio pieno. L’operaio purtroppo NO!
La sconfitta culturale della sinistra
28 aprile 2008, di : aldo

concordo pienamente con l’articolo. hanno perso totalmente il contatto con la realtà. lo vedo nel mio piccolo, in provincia di siracusa. la cosiddetta sinistra, non ha la minima idea di quali siano i problemi reali.

e, soprattutto, non ha compreso i nuovi poveri.

almeno il centrodestra, sappiamo che è il nemico. ma questa sinistra era pure peggio....era come un "falso amico"

ed è inutile dire "la gente non capisce". anzi, la gente capisce benissimo.altrimenti crocetta a gela non sarebbe stato rieletto con il 60% per cento dei voti circa.

forse, si può vedere il bicchiere mezzo pieno: bertinotti e pecoraro scanio - ma anche veltroni e rutelli - sono finiti. e forse il loro spazio può essere riempito da noi

La sconfitta culturale della sinistra
3 maggio 2008

Certo Aldo, credo tu sia giovane, e quello che credo di capire intendi dire e cioè che se delle vecchie star si fanno da parte non è poi male,lasciano il posto ai giovani, credo sia più che giusto. comincio ad individuare una generazione di giovani positivi ed entusiasti, non ci speravo più, ero stata poco lungimirante. Persino nel paese in cui vivo, che credevo morto al mondo, si cominciano ad evidenziare, è una consolazione ed una speranza. Spero che , come sta succedendo miracolosamente da noi, gli anziani li aiutino e non facciano come fecero gli anziani con la mia ed altre generazioni : le soffocarono privilegiando in genere , più spesso i soggetti più lekkini e obbedienti.. gli effetti li vediamo e subiamo ancora. Comunque, guardiamo al futuro, sperando che in qualche modo almeno un nucleo di anziani "illuminati", non solo passino la mano, ma sappiano mettere la loro esperienza a disposizione di chi per legge di natura li deve sostituire. Non è facile, ma la speranza va coltivata e l’idea espressa
La sconfitta culturale della sinistra
3 maggio 2008, di : Un Socialista

E’ VERO CHE LA CULTURA DI SINISTRA AL MONDO D’OGGI E’ PERDENTE, PAZIENZA CI CONSOLEREMO CON UN CYNAR O CON UN LUCANO SPONSORIZZATO SULLE BENEAMATE RETI TELEVISIVE NAZIONALI O SULLE FIN TROPPE TESTATE GIORNALISTICHE. TROPPA DEMOCRAZIA FALSA E QUALUNQUISMO ESASPERATO. CARISSIMI GIOVANI SIETE CONTENTI CHE LA SINISTRA NON ESISTA PIU’ IN PARLAMENTO? NON LAMENTATEVI MAI PIU’ DELLE MORTI BIANCHE ALLORA O FATELO CON UN POCO DI ROSSORE IN VISO PERCHE’ LA SINISTRA CULTURALMENTE L’HA AMMAZZATA IL VOSTRO TRAFFICHISMO, IL VOSTRO TENTATIVO DI EMULARE I DIVI TELEVISIVI. VIVETE VITE DI PLASTICA E CARTONE SENZA IDEALI NE SPERANZA. ANDATE A QUEL PAESE!
La sconfitta culturale della sinistra
3 maggio 2008

X un socialista.

Non è colpa dei giovani se la sinistra sta fuori, forse un giro. Non son i ragazzi che si sono autoeducati al futile, all’odio inutile, all’apparire piuttosto che al fare. La meritocrazia non è stata fatta fuori dai ragazzi di oggi, non loro si sono arricchiti con gli affari di una classe politico/ burocratica avida che si è presa tutto ed ha lasciato alla base che la aveva eletta "le spoglie" del nemico da sbranare.

Non è colpa dei giovani se l’avidità acceca e non si è pensato che simile, va con simile. Ed i ragazzi, precari, senza lavoro, senza futuro.. si parlano, si confrontano, e facilmente scoprono che.. sono stati tutti ugualmente fregati dalle vecchie cariatidi..in nome di fatti di 60 anni fa su cui le vecchie cariatidi si sono arricchite vergognosamente. E se non son fessi, si metteranno a lavorare al loro futuro,senza guardare le tessere, e se ne fregheranno delle chiacchere, degli spettacoli, dei guru stramiliardari della Kultura, delle mummie che a ottanta anni e più, ancora tengono banco, delle filippiche di chi ha avuto, ha ed avrà.. in sostanza alla faccia loro, se non si danno una mossa buttando certa zavorra a mare. Cultura, storia, sono un valore e non una arma!!!!!!

Con tutto il rispetto per gli ideali che però non vanno usati come una clava contro chi non la pensa come noi, esattamente così si ammazza un Paese, così si ruba il futuro ai nostri figli, è VERGOGNOSO che non lo si voglia capire.. 60 anni di divisioni ed odio.. BASTA, che ognuno faccia la sua parte e lavori per il paese Italia.

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