La riapertura della discarica di Grotte San Giorgio
Il progetto di riapertura ha messo in allarme i cittadini di Lentini e Carlentini, i cui territori si trovano fin troppo vicini alla discarica catanese.
10 maggio 2026
Per esperienza capisco quello che può avvenire in una campagna elettorale, ma non capisco questa polemica così accesa sulla discarica di Grotte San Giorgio, dopo che movimenti, associazioni, sindacati e forze politiche abbiamo costruito e condiviso insieme un documento di una certo valore e importanza. Che abbiamo sottoposto all’attenzione del commissario al Comune in un incontro, dove eravamo quasi tutti presenti, compreso il sindaco di Carlentini firmatario del documento unitamente al già sindaco Lo Faro.
La prossima settimana bisognerà verificare se il commissario e il sindaco abbiamo fatti i passi necessari verso il governo regionale per il ritiro del decreto che di fatto autorizza l’apertura della discarica per la profilatura dei cumoli, per farli più armoniosi, con lo sversamento di 120 mila tonnellate di immondizia e, nello stesso tempo, di sapere se sono stati fatti i passi necessari per il ricorso al Tar.
Spero che martedì, il giorno della presenza del commissario al Comune, si possono avere delle notizie. Non aggiungo altro, sperando di ritrovarci sempre insieme a prescindere degli orientamenti politici, per il bene della salute delle donne, le più colpite dal male oscuro, e non meno degli uomini del comprensorio di Lentini, Carlentini, Francofonte e dei comuni limitrofi.
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12 maggio 2026
Pensavo di andare a trovare il commissario al Comune di Lentini dottore Marco Puglisi per aver notizie su quanto discusso nell’incontro di martedì scorso, ma sono stato raggiunto da una telefonata del sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, che mi annunciava, d’aver interessato, d’intesa con il commissario, l’avvocato Gianluca Rossitto di verificare i presupposti del ricorso al Tar del decreto emanato dal dirigente generale dell’assessorato del territori e dell’ambiente arch. Calogero Beringheli del 23/04/2026., che prevede l’apertura della discarica per colmare i vuoti con 120 mila tonnellate di spazzatura " trattata", invece dell’avvio di un progetto di bonifica e di messa in sicurezza.
In attesa della notizia dell’avvocato Rossitto bisogna non fermarsi e che il governo regionale possa ritirare il provvedimento prima di arrivare al Tar e che s’impegni per la bonifica Chiamando a questo compito anche i commissari giudiziari, mettendogli in testa, che chi inquina deve pagare, soprattutto quando c’è la moneta, dei barili sotterrati e ritrovati.
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