La responsabilità in politica, un tema molto sentito

Ripropongo con modifiche un articolo che ho pubblicato su Giro di Vite cinque anni fa. Non finiremo mai di dibattere sulla responsabilità in politica in quanto ne costituisce uno dei principi cardine.
di Emanuele G. - venerdì 14 dicembre 2012 - 1377 letture

Noto, nelle cose della politica, provando indicibile sofferenza, il dissolvimento di uno dei principi cardini della politica. Mi riferisco al principio di responsabilità che dovrebbe essere la musa ispiratrice della diuturna azione di ogni uomo politico.

L’uomo politico non è un’entità a sé stante perché il suo ambito di attività non attiene alla sfera della pura individualità, ma a quella degli interessi diffusi e generali. Per altro verso, sempre l’uomo politico, non è in possesso di un potere monocratico che lo rende del tutto libero dagli obblighi verso la società. Bensì, insistono su di lui doveri di rappresentanza di interessi visto la sua funzione di “tramite” fra la società e le istituzioni.

Una riflessione su questo principio è d’obbligo. Senza alcun dubbio. Quello che bisogna ristabilire è la comunicazione fra società e politica che si è quasi del tutto bloccata in questi anni. Come si fa a rilanciare l’idea di una politica utile al paese se si prescinde dal principio di responsabilità?

Suggerisco di partire da un’analisi, attenta e rigorosa, delle modalità con cui si esplica l’azione dell’uomo politico. Modalità che sono individuate da una serie di parametri guida.

Il primo attiene alla funzione di “complessità degli interessi”. Tale funzione individua la complessità strutturale degli interessi che un uomo politico rappresenta. Gli interessi possono variare dall’interesse di un singolo a quello in cui si rappresentano gli interessi di noi tutti cittadini.

Altro parametro di riferimento è il “grado di rappresentanza”. La funzione qui esprime la modalità di rappresentanza degli interessi che sono in capo all’uomo politico. La modalità assume il valore di solo quando l’uomo politico persegue il suo interesse oppure quello di tramite allorquando svolge la funzione di rappresentanza degli interessi diffusi e generali della società.

Un ultimo parametro può essere individuato nel “coefficiente di realtà”. La presente funzione intende registrare il modo con cui l’uomo politico si rapporta alla realtà in cui è operante. In tal caso la realtà è o dipendente dall’interesse dell’uomo politico oppure dell’insieme degli interessi presenti nella società.

Ora siamo in grado di comprendere meglio la qualità della sua azione. Anche in riferimento al suo valore etico. Un’azione è responsabile quando la gli interessi afferiscono al generale, il suo grado di rappresentanza è di tramite e il suo rapporto con la realtà è di insieme degli interessi. Quando un’azione rappresenta e sviluppa tali funzioni, allora essa è corretta dal punto di vista del principio di responsabilità. Questa è la situazione ideale in cui si afferma il succitato principio.

Che cos’è quindi un’azione politica retta dal principio di responsabilità? Possiamo definire azione politica responsabile “quell’azione che rappresenta gli interessi di tutti mediante la funzione di tramite e che è dipendente dagli interessi di tutti.”

Abbiamo bisogno di questo tipo di politica per riallacciare i legami sempre più flebili fra politica e cittadini. Su questo fronte si dovrà spendere la politica in occasione delle prossime elezioni politiche previste per il febbraio dell’anno nuovo. Una politica che metta al centro il principio di responsabilità è l’unica in grado di assicurare un vero riformismo. Riformismo di cui il nostro paese ha un drammatico bisogno per modernizzarsi sul serio.


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