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Una politica "positiva" e... la partitocrazia.

«Quale credibilità potrà essere riconosciuta a questa ottima proposta se viene presentata nel contesto di un sistema politico che non si è liberato della partitocrazia ?»
di Gaetano Sgalambro - lunedì 28 dicembre 2020 - 635 letture

Dal Commento al “Progetto di Giustizia e Uguaglianza” di Tomaso Montanari (Roma, 18/6/’17 – Ass. Alleanza popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza”) FB.:-28 dicembre 2017 -

Dalla gran parte sana della società civile, stanca di una classe politica dimostratesi incapace di recuperare il paese dalle sabbie mobili in cui la stessa l’ha relegato, si leva pressante la domanda di un suo radicale ricambio e di una politica nazionale "positiva". E qual altra migliore occasione si può creare se non quella di organizzare una coalizione civica che si ponga l’obiettivo di sviluppare e portare in parlamento progetti politici fondati sull’articolo 3 della Costituzione? Articolo che in se compendia tutti i valori democratici propri di un paese civile.

Ma quali garanzie di coerenza si potranno offrire ai cittadini se preliminarmente non si procede alla istituzione diello status giuridico dei partiti, fondato su un apposito statuto, nel cui oggetto sociale sia contemplata la realizzazione degli obiettivi del suddetto art.3? Quale credibilità potrà essere riconosciuta a questa ottima proposta se viene presentata nel contesto di un sistema politico che non si è liberato della partitocrazia?


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