La poesia della settimana: Carmen Yanez

La poetessa di questa settimana è la prova vivente del falso storico che vede la donna abbinata alla definizione "sesso debole".
di Piero Buscemi - martedì 17 luglio 2012 - 1558 letture

Piccola Storia

Uccelli senza nome
 nascevano dalla sua bocca,
 in alberi senza nome inciampava,
 ma l’uomo non era cieco
 né sordo
 e sentì il gracchiare,
 la nota primigenia.
 Il vento produsse la tempesta
 e cominciò la danza dei rami.
 Da lì le stagioni
 e tutto fu colore,
 la festa fino all’alba
 il suo cuore colmo
 l’ebbrezza infinita.

Così cominciò la scrittura
 il muto.

Pioveva a catinelle.
 Dalla terra sorsero gli esseri
 e parlavano per lui.

Carmen Yáñez è nata nel 1952 a Santiago del Cile. Nel 1975 scompare nelle mani della poliza politica di Pinochet. Scampata all’inferno di Villa Grimaldi (luogo di tortura della DINA), rimane in clandestinità fino a quando, nel 1981, riesce a raggiungere la Svezia. Nel 1982 pubblica la sua prima raccolta poetica Cantos del camino. Dal 1997 vive in Spagna, nelle Asturie, dove si trasferì con il marito Luis Sepúlveda : la terra delle mele da cui prende il titolo la sua ultima raccolta.


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