La parata urbana di Marinella Senatore porta i corpi in strada
L’AQUILA – "Il mio corpo sta qui nella strada, il mio corpo scassato, storto, dritto, non importa, però è il mio corpo", aveva detto Marinella Senatore raccontando il senso del progetto. È partita da questa idea di presenza la parata urbana di The School of Narrative Dance, che oggi ha attraversato il centro storico dell’Aquila dal Maxxi fino a Collemaggio.
La manifestazione, organizzata dal Maxxi L’Aquila nell’ambito del programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, è partita alle 16 in punto. In corteo era presente anche la presidente della Fondazione Maxxi, Maria Emanuela Bruni. Alla giornata hanno preso parte alcune personalità istituzionali, tra cui il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il presidente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, Rinaldo Tordera.
Il corteo ha attraversato Fontana Luminosa, largo Tunisia, piazza Regina Margherita, i Quattro Cantoni, corso Vittorio Emanuele II, la Villa comunale e viale Collemaggio, fino al piazzale della basilica. La parata ha messo insieme generazioni diverse, persone con disabilità, gruppi sportivi, musicisti, danzatori, performer e cittadini nello stesso spazio pubblico.
Tra i gruppi coinvolti la Corale 99, la Corale 24, il Conservatorio con arpa, percussioni, marimbe, quartetti, soprani e sassofoni, le Cantrici di Euterpe, la Music Together Band, Folkavacca, Paq Center, Zero Gravity, Diversamente Danza, Progetto Ritmica, Asd Ritmica, Lab Anna Basti, Vriksha Yoga, Kintsugi Yoga, Libera mia, Atelier Contemporaneo, Arte in movimento e la Quadriglia di Scanno.
In corteo anche le majorette di Collarmele, le Majorette Golden Girls, sbandieratori, bandierai, pupazze, tombolo, karate, skater, Ju Parchetto, Brucaliffo, Sfera, Ens, Silvia Di Gregorio, Punto Luce, Rossella Pezzuti, United, National Maxxi e gli Amici di Giggio.
Tra i momenti più seguiti le performance di Zero Gravity, con azioni acrobatiche, parkour, breaking e freestyle anche su musica classica. Nel percorso sono entrate canzoni pensate per la parata, tra cui il brano originale "Pena del alma", insieme a interventi vocali, percussioni, cori, majorette, stendardi e azioni diffuse.
Sulle stoffe portate dai partecipanti sono comparse frasi nate nei laboratori artistici del progetto, tra cui "Siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo" e "We rise by lifting others", tradotta come "Ci solleviamo sollevando gli altri". A Collemaggio il finale ha riunito gruppi e partecipanti in una danza collettiva davanti alla basilica, chiudendo la parata con una jam session tra musica, corpi e movimento comune.
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