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La notte è con me - appunti di misticismo (continuazione)

Continuazione della nostra riflessione sulla notte e il Misticismo
di Emanuele G. - sabato 24 aprile 2021 - 667 letture

- LA NOTTE E’ IN ME (PARTE 6^)

Abbiamo già svolto un percorso piuttosto facondo nelle precedenti parti in quanto abbiamo toccato alcuni punti essenziali sul connubio NOTTE-MISTICISMO. Ma ritengo opportuno mettere un po’ di ordine in quanto scritto fino ad ora in modo che il discorso assuma quella valenza di chiarezza e linearità che sono necessarie allorquando si affrontano problematiche di simile portata. Dunque:

1. Abbiamo sviscerato che il mio essere propende per la notte in quanto regno dell’immaterialità in opposizione a un giorno poco attento alle questioni dell’anima;

2. Nel corso della notte l’anima di ogni essere vivente vive delle esperienze che non si possono spiegare da un punto meramente scientifico. Qui il razionalismo aiuta ben poco. Forse – ma forse – solo per cucire le varie parti del discorso;

3. La notte vive di “fulgurationes” ossia di lampi di luce che sono l’espressione della manifestazione del divino nel mondo e nel tuo spirito. Sono espressioni del divino molto corte e rappresentano una scossa alla nostra personalità;

4. Personalità che allora si muove verso le alte vette della divinità e ha l’occasione di assistere a dirette manifestazioni del divino come, ad esempio, l’apparizione di Dio stesso;

5. In questi momenti eccezionali per l’esperienza dell’uomo il medesimo si incammina su un percorso di cambiamento e di trasmutazione. Quella trasmutazione che il materialismo del giorno impedisce e ci fa rendere ipocriti;

6. In questo contesto l’esperienza del misticismo rumeno del Novecento è fondamentale poiché simbolizza una frustrata molto pesante al materialismo che ha portato il mondo alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale e alla presente devastante azione del neo-liberismo economico;

7. La mia posizione nasce chiaramente da una presa di visione netta e forte contro il materialismo in quanto solo il misticismo e lo spiritualismo possono salvare un mondo che si è ingabbiato da sé senza darsi delle vie d’uscite. E la drammatica vicenda del Covid-19 lo testimonia in tutta la sua estrema gravità;

8. E’ ora, perciò, venuto il momento di comprendere meglio i caratteri del misticismo per farlo diventare autentico lievito madre di una nuova coscienza cristiana per lo più assopita a causa del materialismo storico imperante;

9. Che il sommo Dio possa aiutarmi in questa opera non facile e complessa, ma che va realizzata se si intende salvare l’uomo da un’estinzione prima di tutto spirituale e poi materiale.

Dalla prossima parte andremo a estrinsecare i caratteri del misticismo in modo tale da avere una visione più precisa di esso.

- LA NOTTE E’ IN ME (PARTE 7^)

Dobbiamo approfondire alcuni punti di riferimento essenziali per capire cos’è il Misticismo e come ha assunto varie valenze nelle più differenti civiltà e Nazioni. Il Misticismo è un sentire umano verso l’assoluto al fine di creare un “sinolo” fra la prorpia persona e l’Assoluto (ossia Dio). Naturalmente per raggiungere l’Assoluto ci deve essere l’annullamento della personalità umana. Aspetto molto delicato nel percorso di avvicinamento al Misticismo. Ad esempio, non sono affatto d’accordo con questa impostazione. E’ un errore imperdonabile annullare l’identità dell’essere umano che vuole giungere allo stato di Misticismo. Anzi un Misticismo consapevole e non pura sottomissione spirituale è un Misticismo che rende più maturo l’essere umano. Poiché fortifica quello che è il pilastro della nostra religione. Massimamente la Fede. Che rafforzamento della Fede ci può essere se si annulla la personalità di quella persona che ha deciso di abbracciare l’Assoluto. Il Misticismo serve a infrangere la sensibilità materialistica dell’essere umano per farlo addivenire a uno stato di puro spirito ossia di Misticismo. Ma lo deve fare non mediante l’annullamento della sua persona, ma con un ragionamento che può essere sintetizzato così:

CREDO UT INTELLIGAM

INTELLIGO UT CREDEM.

Non solo ci deve essere un “sinolo” fra la persona e l’assoluto - cioè Dio - , ma anche fra ragione e Fede. Solo così il Misticismo raggiunge meglio i suoi scopi ossia di far progredire l’essere umano nel contatto con il mondo spirituale, anche a scapito del mondo c.d. “reale”. Si questo aspetto nutro dei dubbi. Il mondo reale ci deve essere perché l’uomo deve costruire negli ambiti dove abita e lavora quelle “comunità di grazia” che permettono allo Spirito Santo espressione dell’Assoluto di entrare nella carne delle complesse e secolari società contemporanee.

Il misticismo ha assunto varie tipologie a secondo si era in Grecia, in India, in Israele e nel Mondo Cristiano.

GRECIA

Per la Grecia il Misticismo era per certi versi un viaggio iniziatico e misterico. In sintesi, si intende fuggire dal mondo materiale per assomigliare sempre più al divino. In questo frangente la filosofia diventa un mezzo di assimilazione al divino come estrinsecato da Filone Alessandrino e dal neoplatonismo di Plotino. Fra l’altro il platonismo è presente della teologia del sufismo arabo

INDIA

L’anima umana anela a ricongiungersi con l’Assoluto che è definibile come “Uno”. L’unione fra l’anima umana e l’ “Uno” è paragonabile ad un’unione erotica poiché può avvenire anche mediante un amplesso. Il Buddismo, invece, non crede della divinità personale e crede piuttosto in un afflato universalistico.

ISRAELE

Qui sono gli Angeli i veri protagonisti del Misticismo. Ad esempio, c’è il Misticismo degli Esseni. La corrente più nota è quella del “qabbalah” (ossia “tradizione”). Nasce nel 13° secolo, ma è preceduta dalla letteratura mistica del “merkabah” (ossia “carro”). In questo caso il carro è quello dell’ascensione al cielo di Elia.

CRISTIANESIMO

Il Platonismo ha molto influenzato il Misticismo cattolico. Un misticismo che dovrebbe riguardare “erga omnes”, ma che secondo San paolo dovrebbe essere ristretto a pochi fedeli iniziati. Per Sant’Agostino il Misticismo può essere un regalo della grazia del Signore. Comunque sia l’inziatore nel cristianesimo della filosofia del Misticismo è pseudo-Dionigi l’Aeropagita secondo uil quale il Misticismo è una forma di conoscenza superiore e immediata delle realtà celesti. Sulle posizioni di Sant’Agostino San Tommaso d’Aquino. Poi venne una moltitudine di mistici quali San Bernardo, Ildegarda di Bingen, Caterina da Siena e più recentemente Santa Teresa d’Avila e Giovanni della Croce.

Dalla sintetica analisi delle succitate quattro civiltà si capisce che tutto nasce da un rapporto fra l’essere umano e l’Assoluto. Un rapporto – a secondo la civilizzazione – diverso e vario. Ma il punto focale rimane che tipo di rapporto abbia da instaurarsi fra l’essere umano e Dio. E il Misticismo è uno strumento di questo particolare rapporto di amore fra noi e Dio.

- LA NOTTE E’ IN ME (PARTE 8^)

Nel documento precedente (parte 7^) abbiamo individuato le caratteristiche sintetiche del Misticismo e come viene declinato in alcune civiltà tale principio. Cerchiamo di approfondire il discorso riguardante le caratteristiche fondamentali del Misticismo. Ho affermato che lo scenario del Misticismo è la notte e che l’aspirazione verso l’assoluto non deve tagliare qualsiasi collegamento con la realtà materiale che ci circonda. Certo alcuni prendono la decisione di isolarsi dal mondo sensibile, ma è un errore. Un grave errore. Per il semplice motivo che Dio ci ha dato il mondo per viverlo, non per astrarsi da esso. Il palcoscenico dell’azione di un cristiano è il mondo, la Terra. Vorrei capire in cosa consiste questo Misticicismo che si autoesclude da qualsiasi contatto con il mondo. E’ un atto di egoismo. Di puro egoismo. Tu scegli di estraniarti dal mondo per seguire un comprensibilissimo procedimento di auto-rigenerazione del tuo io in contatto diretto con l’Assoluto che per noi cattolici è Dio. Ma Dio non ci vuole estraniati dalla realtà in cui ci troviamo. Anzi ha invitato tutti a diffondersi per le strade del mondo a portare la buona novella a tutti gli altri esseri umani sparsi per il globe terracqueo. Pertanto durante la notte la persona che vuole iniziare un processo di Misticismo non lo fa solo per sé, ma anche a nome del resto dei suoi consimili. Lui durante quei momenti di purissima spiritualità chiede la Fede per se stesso e per tutti i suoi fratelli e sorelle diffusi lungo le strade del mondo. E’ un periodo di grande emozione per quel singolo. Perché non è di tutti i giorni vivere un’esperienza di tale potenza e particolarità. Sono instanti che durano un’eternità perché l’anima della persona si unisce in “sinolo” con l’Assoluto” e vive un matrimonio spirituale assolutamente originale e fortificante. L’essere umano si mette a disposizione dell’Assoluto per essere un buon cristiano nella vita di tutti i giorni. E solo di notte un’esperienza del genere può manifestarsi perché ci sono delle condizioni singolari ed ideali. La prima delle quali non è il silenzio. Ciò è fin troppo prevedibile. Ma la condizione essenziale è quella solitudine capace di poter vivere al massimo l’esperienza dell’incontro con l’Assoluto. Un Assoluto che il credente vede, con cui ci parla, che ha interazioni con Lui e che riceve dall’Assoluto gli insegnamenti per essere un buon cristiano nella vita di tutti i giorni. E’ un “Roveto Ardente” che si mette in opera. Un “Roveto Ardente” che si articolo su uno sgranarsi emozionante e commovente di fasi e processi che hanno nella preghiera il momento di massimo coinvolgimento fra l’essere e l’Assoluto. Durante quegli instanti la temporalità e la spazialità cessano di esistere ed è come se si vivesse in una terza dimensione in cui tempo e spazio non esistono e tendono a scomparire. Ciò è un indice di assoluta libertà perché bisogna essere liberi in modalità assoluta per incontrare l’Assoluto. E’ proprio l’abbandono che è l’obiettivo del Misticismo. L’abbandono nell’Assoluto per riceve le stigmate del cristiano modello che va incontro alla realtà peino di Fede e di Carità. Quando l’esperienza termina l’essere non avverte nulla. Sente solo che quell’aurea di santità che abbracciava l’esperienza del Misticismo si è dissolta. Il silenzio della notte rende questo dopo ancora più significativo e profondo. La notte diventa allora lo strumento mediante il quale l’Assoluto fa comprendere che egli è sempre presente. Semplicemente non si manifesta. Si manifesterà in base a particolari condizioni. L’essere che ha vissuto tale straordinaria esperienza si sente leggera e libera veramente. Pronta a testimoniare il suo essere cristiano nella società materialistica ed indifferente che siamo riusciti a costruire non rispettando in maniera preoccupante i principi della nostra religione. Il Misticismo ha come obiettivo fortificare lo spirito del cristiano e dargli la forza di testimoniare ovunque la propria Fede.

- LA NOTTE E’ IN ME (PARTE 9^)

L’accoppiata notte – Misticismo è quanto di più bello che l’esperienza umana possa vivere. La notte con i suoi affascinanti silenzi è il giusto ambiente dove si esplica la più alta esperienza spirituale che un essere umano possa vivere. Ossia il Misticismo. In quei momenti l’essere umano ha la netta sensazione di condividere con un altro (l’Assoluto) un’esperienza unica. Un’esperienze che non solo lo mette in contatto con l’Assoluto, ma anche con tutte le creature che Dio ha creato: i suoi consimili, le piante, gli animali, i fiumi, le montagne e tutto ciò che sta sopra/al livello/sotto la Terra. In quei momenti di indiscutibile bellezza l’essere umano entra in contatto mediante l’Assoluto con le dinamiche che fanno funzionare sia il Mondo che l’Universo. E viene a conoscere informazioni importanti che gli permetteranno nella vita di tutti i giorni di essere un cattolico vero ed autentico. Cioè capace di interpretare e implementare le leggi divine nella realtà quotidiana. Solo la notte può portare a questi risultati. La notte è una condizione della vita del nostro globe particolare dove accadono avvenimenti che di solito non accadono nel resto del giorno. Tutto questo alla fin fine diventa predisposizione all’attivazione del Misticismo e all’entrata nella vita di ognuno di noi dell’Assoluto. Ciò non viene inteso dalla teorie materialistiche per cui solo le ideologie, i valori economici, i prodotti materiali importano. Mentre vengono dimenticati i valori veri. Quelli più puri ed autentici che attengono esclusivamente alla persona umana e che il Misticismo porta a pieno compimento e maturità. Mi pare che sia venuto il momento di riscoprire la spiritualità poiché il mondo non sta andando da nessuna parte, ma anzi in una sola distruzione: una distruzione prima di tutto morale di esso e poi materiale. Quanto si sente l’urgenza di un cambio di passo che non deve passare solo con accordi internazionali, ma mediante la presa di coscienza che la spiritualità è l’unico frano a questa deriva materialistica del mondo contemporaneo. Aprire il mondo all’esperienza della spiritualità sarebbe un mezzo per risolvere i nostri problemi drammatici che ci trasciniamo oramai da anni. Quanti effetti positivi potrebbe apportare al mondo lo spiritualismo poiché renderebbe meno utilitaristici i rapporti fra gli esseri umani e ci sarebbe un afflato comune verso un’autentica palingenesi. Evento in grado di aprire le porte del mondo alla presenza dell’Assoluto nella storia dell’umanità. Un Assoluto che non è un tiranno che vuole imporre le proprie leggi, ma un Assoluto padre caritatevole di ogni creatura del mondo. Ed ecco perché non sono affatto d’accordo con quanti sperimentano il Misticismo come una esperienza puramente personalistica. Così si cade nell’egoismo che non è segno di un vivere cristianamente la propria vita, ma un modo per considerare la fede e il contatto con l’Assoluto un aspetto del tutto personale e privatistico. Così non deve essere. Ciò confligge con il concetto di universalità del sentire religioso. L’Assoluto ha una valenza generale “erga omnes” come anche la Pietà, la Carità, la Misericordia, la Grazie, la Fede e ogni valore che si ricollega all’Assoluto. Di conseguenza due sono le cose da ritenere. L’Assoluto è l’unica possibilità che il nostro pianeta ha per trovare una via di uscita alla sua “via crucis” e che il Misticismo non è una proprietà privata che è gestita come gli più aggrada da chi lo sperimenta. Su questi due versanti deve costruirsi un nuovo mondo dove il Misticismo che riceve il suo zenith nel corso della notte (per cui ogni notte è santa) deve essere l’afa/omega della nostra vita sia come persone singole che come persone socializzanti. In questo caso è necessario costruire una socialità che si basa sul concetto delle “comunità di grazia”. C’è tanto da fare – ne ho consapevolezza – ma quando senti Dio che ti indica una strada non puoi far altro che seguirla e capire quali doni sarà in grado di darti.

- LA NOTTE E’ IN ME (PARTE 10^)

Immaginiamo anche visivamente l’atto del Misticismo in modo da avere un quadro il più circoscritto e preciso del fenomeno.

• L’ambiente dove si svolge il Misticismo è la notte che diventa l’ancella del Misticismo e permette all’esperienza del Misticismo di raggiungere i migliori risultati;

• L’iniziazione all’esperienza mistica avviene per “fulguratio” o lampi di luce. Si manifestano nel tuo animo e la tua persona comincia ad addentrarsi in un’esperienza unica per la sua vita;

• L’iniziato è solo con la sua coscienza e apre il suo io all’incontro totalizzante con l’Assoluto;

• L’Assoluto si manifesta con le succitate “fulguratio” che fungono da debutto dell’altissima esperienza di incontro con l’Assoluto che per ogni cristiano rappresenta il massimo della propria esperienza cristiana;

• Non è un dialogo di parole quello fra l’iniziato e l’Assoluto. Sono i principi morali e etici dell’iniziato che entrano in contatto con l’Assoluto in maniera silenziosa in quanto in tali situazioni il silenzio è ricco di parole e suggerimenti;

• L’Assoluto si fa vedere e ciò rafforza l’unicità dell’esperienza. Poter assister alla manifestazione plateale dell’Assoluto è il momento decisivo dell’esperienza mistica;

• In quei momenti l’iniziato comincia a cpire veramente il “quid” del suo essere catolico e ciò lo spingerà ad esserlo nella vita di ogni giorni perché il Misticismo non deve significare distacco totale e per sempre dal mondo, ma un momento in cui l’iniziato riceve le stigmate della santità perché ognuno di noi è santo;

• Il cuore si riempie di gioia e diventa la casa dove albergheranno i principi di Grazia, Misericordia, Carità e Pietà. Ovverossia le basi teologiche della vita di un buon cristiano;

• L’esperienza finisce quando un’altra “fulguratio” fa la sua comparsa. In quel preciso momento l’Assoluto scompare fisicamente, ma rimane nel tuo cuore a fungere da motore primo della tua Fede;

• Tu, iniziato, non ti isolare dal mondo. Non serve a nulla una Fede personalistica ed egoistica. La Fede va diffusa su tutta la terra come nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato più di una volta. E’ il mondo il proscenio nel quale si manifesta la potente amorevole azione dell’Assoluto. Chi ha vissuto l’esperienza del Misticismo deve diventare un modello per gli altri suoi consimili e costruire quelle “comunità di grazia” come ripeteva spesso il Servo di Dio il nostro caro e devoto Don Luigi Giussani.

Ecco, in maniera sintetica, il percorso dell’esperienza mistica che andremo ad approfondire nelle pagine successive.

Emanuele Gentile

Continua ./..

- La foto è stta presa dal sito: https://www.diocesisora.it/istituto/ufficio-per-linsegnamento-della-religione-cattolica-notiziario-n8/

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