La mamma di ferro

Gli interventi varati dal Governo sull’onda di emozioni possono certo fruttare consensi, ma “non è così che si cura la piaga".

di Augusto Cavadi - mercoledì 13 settembre 2023 - 827 letture

La mamma di ferro era il titolo con il quale “Libero” ha annunciato i recenti provvedimenti del Governo sulla criminalità minorile. A me è suonato irrispettoso nei confronti dei maestri di strada napoletani e di quanti sono impegnati sul campo educativo: siffatti provvedimenti non dovrebbero essere preceduti da un ascolto attento di chi possiede una conoscenza non ideologica dell’adolescenza?

Massimo Ammaniti, intervenendo nel dibattito, ha obiettato: " Non è così che si cura la piaga", invitando il legislatore (sulla scia anche di un pensiero di Falcone) a calarsi nel modo di pensare e di agire degli adolescenti. È necessario, preliminarmente, superare alcuni pregiudizi: non si tratta di mettere ordine (con la forza delle divise) a cervelli impazziti a causa degli ormoni della sessualità né l’adolescenza va considerata un periodo di immaturità. Una più attenta osservazione ci informa che il cervello di un adolescente non è squilibrato, ma in ristrutturazione: una ristrutturazione, orientata all’acquisizione di importanti funzioni, che potrà arrivare (in condizioni favorevoli) anche dopo i vent’anni di età.

Proviamo a riassumere schematicamente il funzionamento della mente adolescente. Gli aspetti più salienti sono: a) ricerca di novità; b) forte coinvolgimento sociale; c) intensità delle emozioni; d) esplorazione creativa.

Descritta in questo modo la mente adolescente presenta sia pericoli sia potenzialità preziose. Ad esempio la ricerca di novità e di forti emozioni può comportare conseguenze negative, perché minimizza il contesto e trascura alcuni effetti, ma anche diventare curiosità verso la vita, progettualità e spirito di avventura. Considerazioni simili si possono fare per le altre caratteristiche della mente adolescenziale. Sembra proprio che sia possibile sfruttare le potenzialità di un adolescente, ma è necessario ripensare agli obiettivi scolastici ed immettere importanti risorse per potenziare il sistema educativo. Anche un aiuto alla genitorialità è un progetto perseguibile.

Invece i provvedimenti del Governo - proprio grazie al titolo di “Libero” - richiamano alla mente un famoso esperimento di Harry Harlow effettuato negli anni Cinquanta del secolo scorso. Ad una scimmietta molto sofferente, che non si alimentava e che era stata privata delle cure materne, venivano portati due "regali" : una mamma di ferro con un biberon pieno di latte ed una mamma di morbida stoffa ma senza latte. La scimmietta affamata non andava a nutrirsi presso la mamma di ferro, ma andava a strusciarsi con la mamma di stoffa. Ho riflettuto, da psichiatra e psicoterapeuta, sui provvedimenti governativi e sull’offerta di nutrimento che ( non) contengono: purtroppo non ne ho visto in favore di servizi essenziali nelle scuole del Centro-Sud, per esempio tempo pieno e mense scolastiche. Tali servizi, associati a una revisione creativa dei programmi scolastici, potrebbero risultare una cura appropriata a sopperire alle carenze educative, affettive e sociali dell’ambiente in cui vivono gli adolescenti. Al contrario, constatiamo che le risorse destinate al sistema educativo stanno diminuendo pericolosamente. Gli interventi varati dal Governo sull’onda di emozioni possono certo fruttare consensi, ma “non è così che si cura la piaga".

Mario Mulé


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