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La mafia nel siracusano - primo semestre 2018

In rapporto della Direzione Investigativa Antimafia, primo semestre 2018, relativo alla Provincia di Siracusa.
di Redazione - sabato 16 febbraio 2019 - 6174 letture

Così come in tutta la Sicilia orientale, il territorio siracusano risente della pressione delle consorterie catanesi, alle quali fanno riferimento i sodalizi locali, che operano mantenendo una sorta di pax mafiosa. L’azione delle organizzazioni criminali siracusane, quindi, per quanto ridimensionata dalle recenti attività di contrasto [1], continua a trovare linfa vitale in questa strategia di “tacita tregua”, e nelle salde coalizioni con le consorterie etnee. Nel contempo, emergono diversi eventi destabilizzanti la sicurezza pubblica: si tratta, in particolare, delle intimidazioni dirette ad operatori economici che, nel semestre in esame, si sono manifestate con una certa recrudescenza, con l’obiettivo di far avvertire alla popolazione la pressione del controllo criminale del territorio.

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Provincia di Siracusa: clan e famiglie mafiose nella Provincia (Fonte: DEA)

Per quanto attiene alla mappatura delle consorterie, nel territorio urbano di Siracusa insistono due organizzazioni criminali denominate, rispettivamente, BOTTARO – ATTANASIO e SANTA PANAGIA, quest’ultima frangia “cittadina” del più poderoso e ramificato gruppo NARDO-APARO-TRIGILA, a sua volta legato a Cosa nostra catanese.

Nello specifico, il clan BOTTARO-ATTANASIO esercita il proprio potere nell’agglomerato urbano siracusano, risultando particolarmente attivo nelle estorsioni e nello spaccio di stupefacenti, grazie anche ai tradizionali legami con il clan catanese CAPPELLO. Il clan SANTA PANAGIA, attivo nella stessa area cittadina ed il cui leader storico è attualmente detenuto, vanta, invece - come accennato - forti relazioni con la famiglia etnea dei SANTAPAOLA, attraverso i collegamenti con il gruppo di famiglie NARDO-APARO-TRIGILA [2], presente nel territorio provinciale, anch’esso saldamente legato ai citati SANTAPAOLA-ERCOLANO.

Nei territori della frazione di Cassibile e del comune di Pachino (SR) operano, rispettivamente, il clan LINGUANTI (rappresentante, in quella fascia di territorio, una filiazione dei TRIGILA) ed il clan GIULIANO, dedito, ancorché non in via esclusiva, al traffico di stupefacenti, saldamente legato al clan CAPPELLO di Catania.

Con riferimento alle principali manifestazioni economico-criminali, il traffico e lo spaccio di stupefacenti continuano a qualificarsi, insieme alle estorsioni, quali canali privilegiati di sostentamento economico dei sodalizi.

Le consorterie che insistono nella città di Siracusa e nei dintorni sfruttano la fascia costiera jonica come canale di approvvigionamento degli stupefacenti, specie di hashish e marijuana dall’area balcanica [3].

Allo stesso modo, si confermano le tradizionali modalità di traporto ed occultamento della droga [4], ad esempio a bordo di autovetture [5], con il coinvolgimento anche di donne [6].

Tra le indagini condotte nello specifico settore [7], nell’ambito del semestre in riferimento, alcune sono di diretta riconducibilità ad organizzazioni mafiose.

In un caso [8], in particolare, è emersa l’adozione del cosiddetto modello Scampia, ovvero con piazze di spaccio organizzate per turni e dotate di “vedette”, piazzate per monitorare gli spostamenti degli investigatori. Anche in un’altra indagine [9] è emerso come gli indagati conducevano servizi di osservazione dell’attività delle Forze dell’ordine.

Per quanto concerne le estorsioni, spesso direttamente collegate all’usura, anche per la città di Siracusa si ritiene possa valere il principio in base al quale il fenomeno rappresenti, oltre ad una redditizia forma delittuosa, anche una modalità di controllo economico e sociale del territorio [10]. Nei casi più estremi questa forma di ingerenza porta all’acquisizione delle aziende e alla sostituzione dei proprietari con soggetti prestanome.

In tale contesto si segnala, nel semestre in argomento, l’arresto di un affiliato ai NARDO [11], conseguente ad una condanna per reati associativi con finalità estorsiva, aggravati del metodo mafioso. Anche nel periodo in esame sono stati registrati episodi intimidatori nei confronti di pubblici funzionari, o di figure impegnate in attività sociali [12].

Tali episodi, allo stato non direttamente riconducibili alla criminalità organizzata, hanno comunque destato allarme sociale [13].

In tal senso, si inquadra anche l’esito dell’attività investigativa condotta in relazione ad un attentato dinamitardo commesso nel precedente semestre ai danni di un curatore fallimentare [14].

Sempre nel semestre sono stati individuati gli autori degli atti di intimidazione subiti dal primo cittadino di Siracusa e da un assessore comunale [15] nel novembre dello scorso anno. Nell’ambito dell’attività di indagine è stato riscontrato come i destinatari della misura cautelare si siano resi responsabili anche di alcuni episodi di minaccia ed intimidazione verbale compiuti nei confronti dello stesso primo cittadino e dell’assessore pro-tempore alla mobilità, ai trasporti e alla polizia municipale, con l’intento di far sospendere l’applicazione del regolamento di polizia urbana.

In ordine al settore politico-amministrativo, anche nella provincia di Siracusa sono emersi episodi di corruzione, fenomeno che danneggia gravemente la funzionalità degli Enti locali.

Si fa, in particolare, riferimento alle risultanze di un’indagine [16], conclusa nel mese di aprile 2018 e riferita alla raccolta e traffico illegale di rifiuti, nella quale sono emersi casi di corruzione che hanno coinvolto anche pubblici funzionari del Comune di Melilli (SR), professionisti ed imprenditori del settore dei rifiuti.

Sul piano del condizionamento delle competizioni elettorali, vale la pena di richiamare l’arresto di un esponente politico regionale per il reato di scambio elettorale politico mafioso, in concorso con due soggetti affiliati alla famiglia CRAPULA, egemone nell’hinterland avolese [17]. L’indagine ha permesso di documentare come, in occasione delle recenti elezioni regionali, l’esponente politico avesse accettato la promessa di due soggetti i quali, in cambio dell’erogazione di denaro e di altra utilità, procuravano voti utili alla sua rielezione, avvalendosi della forza intimidatrice e della condizione di assoggettamento data dalla loro appartenenza alla predetta famiglia mafiosa.

Da rilevare, infine, sul piano del contrasto al potere economico delle consorterie mafiose che, nel semestre, è stata confiscato, all’esito di un procedimento di prevenzione patrimoniale avviato dalla DIA, un patrimonio di 9 milioni di euro riconducibile ad un soggetto condannato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso e considerato prestanome della consorteria APARO-NARDO-TRIGILA [18].


Fonte: Rapporto primo semestre 2018, Direzione Investigativa Antimafia.


[1] Nel periodo all’esame, sodali del clan BOTTARO –ATTANASIO, anche in promiscuità con la famiglia APARO, sono stati colpiti da misure custodiali emesse nell’ambito delle attività investigative “Bronx” e “Tonnara”, più avanti meglio descritte, nel corso delle quali venivano disarticolati importanti consessi, gestori di ingenti traffici di stupefacenti. In particolare, le attività hanno complessivamente condotto all’arresto di 34 soggetti e consentito il recupero di ingenti quantità di stupefacenti di varia tipologia.

[2] L’area settentrionale della provincia, comprensiva dei comuni di Lentini, Carlentini, Francofonte ed Augusta, ricade ancora oggi sotto l’influenza della famiglia NARDO. A tal riguardo, in data 16 maggio 2018, i Carabinieri hanno tratto in arresto, in esecuzione dell’OCCC n. 338/18 SIEP, emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Catania il 15 maggio 2018, un affiliato alla citata consorteria NARDO, per l’espiazione di pena residuale per il reato di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’area meridionale comprendente i comuni di Noto, Pachino, Avola e Rosolini è, invece, da tempo sotto il controllo della famiglia TRIGILA. Si registra, inoltre, nel comprensorio di Avola, la presenza, in apparenza residuale, ma contrassegnata da un’operatività concreta, della famiglia CRAPULA. Al riguardo, il 16 aprile 2018, a Rosolini (SR) ed Avola (SR), i Carabinieri, nell’ambito dell’operazione “Belial”, più avanti meglio descritta, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti, tra gli altri, di un deputato regionale, ritenuto vicino alla citata famiglia CRAPULA per il reato di scambio elettorale politico mafioso. La zona pedemontana (Floridia, Solarino, Sortino), infine, è sotto l’influenza degli APARO

[3] Il 7 febbraio 2018, a Cassibile di Siracusa, i Carabinieri hanno rinvenuto sulla spiaggia un sacco di iuta contenente 25 kg di hashish in panetti.

[4] Il 18 febbraio 2018, a Carlentini (SR), la Polizia di Stato ha proceduto all’arresto di un soggetto, sorpreso mentre era intento a trasportare 42 kg di marijuana

[5] Il 9 febbraio 2018, a Siracusa, i Carabinieri hanno tratto in arresto 2 pregiudicati, ritenuti responsabili di detenzione a fini di spaccio di oltre 2 kg di cocaina, confezionata in due plichi ed occultata all’interno del cruscotto dell’auto a bordo della quale viaggiavano.

[6] Il 27 marzo 2018, a Siracusa, la Polizia di Stato ha tratto in arresto una donna, responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, ponendo sotto sequestro circa 7 kg di marijuana ed oltre 1 kg di hashish, oltre ad un certo quantitativo di sostanza da taglio. Il 20 gennaio 2018, in Floridia (SR) e Melilli (SR), i Carabinieri, nell’ambito dell’operazione denominata “Basito”, davano corso all’OCC emessa il 18 gennaio 2018 dal GIP del Tribunale di Siracusa (p.p. 662/17 RGNR e 6328/17 RG GIP) nei confronti di 10 soggetti, a vario titolo ritenuti responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti di diversa tipologia (marijuana, hashish e cocaina).

[7] Il 23 maggio 2018, a Siracusa e provincia, i Carabinieri, nell’ambito dell’indagine “Megara”, eseguivano l’OCC emessa il 9 maggio 2018dal GIP del Tribunale di Catania (p.p. 13749/2016 RGNR e 2522/2018 RG GIP) nei confronti di 11 soggetti, a vario titolo ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché di detenzione e porto illegale di armi. L’indagine ha consentito di disarticolare un’organizzazione (che, inizialmente unitaria, si è poi scissa in due compagini contrapposte, con l’omicidio ed il ferimento di due compartecipi che gestivano alcune delle più redditizie piazze di spaccio dell’hinterland aretuseo) ed il sequestro di oltre 4 kg di sostanze stupefacenti di varia tipologia.

[8] Il 20 febbraio 2018, a Siracusa e Marano di Napoli (NA), i Carabinieri, nell’ambito dell’indagine “Bronx” notificavano l’OCC emessa il 13 febbraio 2018 dal GIP del Tribunale di Catania (p.p. 2608/2015 RGNR e 2429/2017 RG GIP) nei confronti di 18 soggetti, alcuni dei quali affiliati alla famiglia APARO ed al clan ATTANASIO, egemoni nella cintura urbana di Siracusa, a vario titolo ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Nel corso dell’attività sono stati sequestrati circa 8 kg di stupefacenti di varia tipologia, oltre a denaro contante provento dell’attività delittuosa

[9] Il 27 febbraio 2018, a Siracusa e Messina, i Carabinieri, nell’ambito dell’indagine “Tonnara”, eseguivano l’OCC emessa il 16 febbraio 2018 dal GIP del Tribunale di Catania (p.p. 1060/2016 RGNR e 339/2017 RG GIP) nei confronti di 16 soggetti, appartenenti ad un’associazione riconducibile al clan BOTTARO – ATTANASIO, e ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti del tipo cocaina (nel corso dell’attività ne venivano sequestrati oltre 3 kg).

[10] Il 3 giugno 2018, i Carabinieri di Augusta (SR), in esecuzione di un provvedimento custodiale hanno tratto in arresto un pregiudicato per i reati di usura, estorsione, violazione di domicilio e lesioni.

[11] Eseguito, come già citato, il 16 maggio 2018, in esecuzione del Provvedimento di carcerazione n. 338/2018 SIEP emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Catania il 15 maggio 2018

[12] Il 7 febbraio 2018, a Siracusa, personale della Polizia di Stato interveniva per l’incendio dell’autovettura del responsabile di un centro antiviolenza; il 22 febbraio 2018 un attivista politico della cittadina aretusea rinveniva, all’interno della cassetta postale in prossimità della propria abitazione, una busta recante una cartuccia inesplosa ed un biglietto dal chiaro tenore minatorio in dialetto locale; il 10 marzo 2018, a Rosolini (SR), è stata data alle fiamme l’autovettura del Vice Comandante della Polizia municipale; il 22 aprile 2018, a Ispica (RG), ignoti autori, utilizzando del liquido infiammabile, incendiavano la residenza estiva di un familiare di un consigliere comunale di Rosolini (SR); il 18 maggio 2018, in Augusta (SR), il locale sindaco subiva il danneggiamento degli pneumatici anteriori della propria autovettura.

[13] Il 5 marzo 2018, in Floridia (SR) ignoti incendiavano un bar; il 26 marzo, a Siracusa, ignoti appiccavano le fiamme allo spazio esterno e ad un ombrellone di pertinenza di una pasticceria; in data 21 marzo 2018, un’azienda agricola di Pachino (SR) è stata danneggiata da un incendio divampato da due differenti inneschi; il 29 marzo 2018, in Priolo Gargallo (SR), i Carabinieri intervenivano presso uno stabilimento balneare per l’incendio di una struttura in legno; il 3 aprile 2018, a Siracusa, la Polizia di Stato interveniva per l’esplosione di un ordigno in un pub; il 14 maggio 2018, una macelleria riconducibile ad un pregiudicato, affiliato al clan BOTTARO-ATTANASIO, è stata danneggiata da un incendio doloso.

[14] Il 10 aprile 2018, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’OCC emessa il 7 aprile 2018 dal GIP del Tribunale di Catania (p.p. 194/18 RGNR e n. 2545/18 RG GIP) nei confronti di 3 soggetti ritenuti contigui al clan GIULIANO, per i reati di violenza e minaccia a Pubblico Ufficiale, aggravata dal metodo mafioso e danneggiamento aggravato.

[15] Il 19 maggio 2018, a Siracusa, nell’ambito dell’operazione “Prometeo”, i Carabinieri davano esecuzione all’OCC emessa il 15 maggio 2018 dal GIP del Tribunale di Siracusa (p.p. 8574/2017 RGNR e 2206/18 RG GIP) nei confronti di 4 soggetti, a vario titolo ed in concorso tra loro ritenuti responsabili dei reati di tentata estorsione aggravata e continuata, nonché di danneggiamento aggravato dell’autovettura del sindaco protempore di Siracusa. I destinatari, pregiudicati esercenti l’attività di parcheggiatori abusivi e legati da vincoli di parentela con la famiglia URSO, inserita nel clan mafioso URSO-BOTTARO, egemone nella città di Siracusa, incendiavano l’auto della massima carica comunale in seguito all’applicazione del c.d. DASPO urbano.

[16] P.p. 2784/17 RGNR DDA, emesso il 28.03.2018.

[17] Il 16 aprile 2018, a Rosolini (SR) ed Avola (SR), i Carabinieri, nell’ambito dell’operazione “Belial” davano esecuzione all’OCC emessa il 9 aprile 2018 dal GIP del Tribunale di Catania (p.p. 13470/20117 RGNR e 2750/2018 RG GIP) nei confronti di un deputato regionale, ritenuto responsabile del reato di scambio elettorale politico-mafioso, in concorso con due soggetti contigui alla famiglia CRAPULA.

[18] I beni confiscati, con Dec. conf. n 113/2018 della Corte di Appello di Catania, emesso l’1 dicembre 2017, erano stati sottoposti a sequestro in data 28 novembre 2011, in esecuzione del Decreto n. 41/10 MP, emesso il 19 novembre 2011 dal Tribunale di Catania


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