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La favola dei ricchi

di Victor Kusak - venerdì 29 maggio 2026 - 287 letture

Quando i ricchi lasciarono la terra quasi nessuno se ne accorse. All’epoca si discuteva che i poveri dovevano essere eliminati giacché tanto fastidio arrecavano e non facevano altro che volersi ribellare e attentavano alla vita dei ricchi persino dentro i bunker costruiti dai ricchi per preservare la vita dei ricchi e si facevano fare ai poveri calcoli su quanto tempo sarebbe stato necessario per questa eliminazione e cose del genere, ma poi passò per i cieli questo pianeta pieno zeppo di metallo giallo e allora i ricchi non seppero resistere e presero le loro astronavi che solo loro ricchi avevano e si trasferirono tutti in questo pianeta. I ricchi si sa avevano la mente più svelta dei poveri, e per questo erano ricchi, e così presero la palla al balzo.

Quando i ricchi lasciarono la terra quasi nessuno se ne accorse, dicevamo. I poveri continuarono per un po’ a fare la vita dei poveri. Le guerre continuarono a fare le guerre, gli assessori continuarono a fare gli assessori, e le automobili ad andare in giro per le strade. E così via. Per forza di cose o forza d’inerzia. Poi qualcosa cambiò. E per dirla come cosa curiosa, furono i bottoni i primi a scomparire. I bottoni quelli delle camicie e dei pantaloni. Una scomparsa prima in sordina poi sempre più diffusa. E la gente ci fece l’abitudine, non se ne accorse quasi nemmeno.

Io più o meno a quell’epoca mi lasciai con la mia ragazza e lei se ne andò per l’ennesima volta con un altro ma stavolta non so bene io nemmeno come accadde, non abbiamo più avuto modo di rivederci né io di scrivere quella cosa che volevo scrivere sulla nostra storia un po’ per farmi bello un po’ per fare un po’ di soldi con questa storia. Ma mi accorsi dei bottoni, e poi di come una volta senza bottoni anche le altre cose cominciarono a cambiare. Ai supermercati si continuò ad andare ma solo perché lì c’era la possibilità di incontrare qualcuno. Negli uffici dato che nessuno più si affacciava dalla porta del direttore generale a sbraitare cose assurde, si continuò per un po’ a fare le stesse cose di sempre ma con più tranquillità e nessuno andò a bussare alla porta del direttore generale per vedere che fine avesse fatto. Persino i telegiornali pian piano smisero di inventarsi le notizie, dato che non dovevano più vendere cose e i programmi meteorologici cominciarono a indovinare il tempo che faceva ma a quel punto erano diventati davvero troppo noiosi e nessuno li guardava più per cui smisero di farli.

Quando i ricchi lasciarono la terra le cose cominciarono a cambiare ma del resto sarebbero comunque cambiate lo stesso per cui non si può dire che ci fu tutta questa differenza. E quando qualche centinaio di millenni dopo il pianeta che aveva accolto i ricchi passò di nuovo vicino alla terra, un tizio vide la nuova stella, si grattò la seconda coda dietro e si limitò a godersi il chiarore delle tre lune nel cielo. Sbadigliò. E il pianeta giallo passò oltre l’orizzonte.


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