La difficile convivenza con i rifiuti

Fino ad oggi i rifiuti hanno costituito un incubo per la nostra vita quotidiana. Così non va. Eppure la possibilità di costruire un avvenire meno complesso passa proprio da loro.
di Emanuele G. - venerdì 26 ottobre 2012 - 3243 letture

La cronaca di tutti i giorni ci informa quanto difficile sia la nostra convivenza con i rifiuti. Gli esempi sono davvero innumerevoli. Discariche illegali a cielo aperto. Sciopero dei netturbini. Incapacità di gestire i rifiuti. Commissariamenti straordinari per ovviare ai disastri quotidiani nel settore della raccolta rifiuti e del loro conferimento. Termovalorizzatori si o no? Tariffe sempre più care. Insomma, i rifiuti ci tolgono il sonno. Rappresentano una difficoltà a rapportarci con il mondo esterno. Ciò provoca un continuo stress sull’ambiente e sul territorio. Con feedback particolarmente negativi in termini di qualità della nostra vita quotidiana. Da qui l’urgenza di affrontare la questione una buona volta per tutte. In quanto non ci possiamo più permettere una difficile convivenza con i rifiuti. Quanto segue è una mini guida per riflettere su alcuni aspetti che ritengo essenziali al fine di costruire un efficiente sistema di raccolta dei rifiuti.

Alcune leggende metropolitane – La differenziata così com’è costruita non serve molto all’igiene urbana. Per svariati motivi. Prima di tutto, siamo sicuri che molta della differenziata che viene spacciata per differenziata sia una vera raccolta differenziata dei rifiuti? Non basta fare una cernita più o meno corretta per dire che si fa la differenziata. Spesso la differenziata presunta tale ha determinato uno scadimento dell’igiene urbana poiché molti comuni si sono buttati su una “falsa differenziata” ed hanno abrogato di fatto servizi essenziali quali lo spazzamento delle pubbliche vie oppure la pulizia delle caditoie. Per non parlare dello sconcio della raccolta porta a porta. Ma avete visto le aree urbane dove si applica tale sistema di raccolta? Non è raro vedere sacchetti sventrati che conferiscono una pesante nota di disdoro alla pubblica via. Il porta a porta avrebbe un altro senso se si imponesse l’utilizzo di pattumiere.

Gestione del territorio – Sembrerà strano, ma una corretta gestione dei rifiuti aiuta il territorio ad essere meglio governato. Vedete, è una questione psicologica. Quando uno straniero osserva che una città e il suo comprensorio sono pulite dal punto di vista dell’igiene pubblica ne deduce che il territorio riceve infinite cure tese alla sua tutela e valorizzazione. Il che fa scattare immediatamente un’associazione mentale: ambiente pulito = territorio governato. Una corretta gestione dei rifiuti è la prima forma di gestione del territorio. Bisogna pensare a questa semplice equazione se si intende costruire un efficiente sistema di “management” dei rifiuti. Fra l’altro un ambiente pulito è un indice fondamentale per giudicare la qualità della vita di un territorio. Per non parlare di motivazione all’incremento dei flussi turistici. E tutto parte da un’avveduta gestione dei rifiuti.

Gestione emergenziale – La gestione emergenziale è stata la norma nel Meridione negli ultimi vent’anni. Visto che attraverso la normale amministrazione non si riusciva a venire a capo della complessa materia si è via via deciso di affidare la gestione dei rifiuti a un assetto emergenziale che si è rivelato altrettanto pernicioso. Prima di tutto, ha di fatto abbassato – e di molto – la qualità del servizio di raccolta dei rifiuti nei comuni. Ha dato, in contemporanea, il via a un incredibile dilapidazione di fondi pubblici che sono serviti esclusivamente a tenere in piedi un sistema clientelare che non ha precedenti in Italia. Infine, ha contribuito in maniera drammatica a inquinare il territorio del Meridione trasformandolo – sia terreni che acque – in un’immensa discarica dove era lecito conferire di tutto senza badare alla pericolosità del rifiuto che si andava a depositare. A un quadro già di per sé allarmante si deve aggiungere un altro danno le cui conseguenze si sentiranno (ahimè) in avvenire. La gestione emergenziale dei rifiuti ha svolto il ruolo di detonatore per un maggiore controllo del territorio da parte delle mafie in tutto il Meridione.

L’informazione – Mi interesso molto alla c.d. “comunicazione istituzionale” e noto – con sommo dispiacere – che chi dovrebbe informare la gente sulla problematica dei rifiuti o non lo fa oppure la effettua in modalità del tutto erronee. Eppure l’informazione è e deve diventare uno degli assetti strategici per vincere la battaglia sul fronte di una corretta gestione dei rifiuti. Nei comuni del Settentrione ci si spende da anni per informare come si deve il cittadino delle mille sfaccettature che ruotano attorno a una questione sì delicata quale quella del rifiuto. I risultati eccezionali sono il frutto di un lavoro costante nel tempo e di un continuo raffinamento delle tecniche per giungere con sempre maggiore facilità al cittadino. Un cittadino consapevole diventa l’attore protagonista che può decidere se la gestione del rifiuto può avere successo o meno. Se non c’è informazione – come accade nel Meridione – la situazione non può che volgere al peggio.

La qualità del rifiuto differenziato – E’ un argomento poco considerato. Eppure un rifiuto differenziato di buona qualità è la “condicio sine qua non” per avviare un ottimale processo di recupero del medesimo. Ad esempio, un contenitore di vetro sporco è già una condizione ostativa al suo recupero. La condizione ideale di conferimento sarebbe la pulizia integrale del contenitore. Un materiale avviato alla differenziata che non ha certe caratteristiche provoca un aggravio di spese da parte di chi lo recupera non solo in termini temporali (il processo dura di più), ma anche economico (si spende di più per renderlo ottimale). A monte ci deve essere un efficiente sistema di informazione del cittadino in grado di fargli capire che il rifiuto avviato alla differenziata è da presentare con alcune precauzioni tali da permettere un conferimento e un trattamento agevoli e rapidi.

Normativa europea – L’Europa come si sa è un continente privo di materie prime. Da questa constatazione di base si origina l’attuale normativa comunitaria in materia di rifiuti. Il rifiuto, per i legislatori europei, deve diventare la vera materia prima dell’Europa. Quindi è stato approvato nel corso degli anni un corpus normativo che intende favorire al massimo il recupero energetico dei rifiuti. Recupero da agevolare, promuovere e finanziare in ogni modo. Agli occhi del legislatore europeo il veder distrutto un rifiuto costituisce oramai un delitto molto grave. Esso, invece, va recuperato poiché i benefici – di diverso tipo – che noi possiamo ricavarne sono innumerevoli. Sul rifiuto si gioca una partita strategica per il nostro continente poiché operando su questo versante si rilancia la tutela dell’ambiente e si istaura un nuovo modo di fare economia.

Sanzioni – Un sistema si regge anche sulle sanzioni. Che ci devono essere. Ma non solo per i cittadini. Devono riguardare massimamente quelle amministrazioni comunali che dormono sulla definizione di un’efficiente raccolta differenziata dei rifiuti. Ad esempio in Germania i comuni che ancora conferiscono i rifiuti in discarica vengono sottoposti a pesantissime ammende amministrative affinché si passi alla raccolta differenziata senza perdere tempo. E’ una modalità che dovrebbe essere introdotta in Italia. A dir il vero la legislazione italiana prevede ammende per quei comuni che non raggiungono i minimi stabilità dalla normativa vigente, ma appaiono irrilevanti. Cosa possono rappresentare per un comune come Carlentini (Sr) che ha un bilancio di 45 milioni di euro un’ammenda di 70.000 euro? Una minuzia che alla fin fine abitua i comuni a dormire sull’attivazione di una vera raccolta differenziata.

Troppi imballaggi – Quando si fa la spesa il consumatore è investito da una tale mole di imballaggi da rimanervi sepolto. Vassoi di tutte le dimensione. Celophane in quantità industriale. Scatole e scatoline a profusione. Ciò determina che nel sacchetto standard dei rifiuti gli imballaggi abbiano un loro peso ed ingombro. Sproporzionati. Orbene, è urgente attivarsi anche su questo versante. Imponendo, ad esempio, la vecchia carta oleata o buste di carta. Oppure rendendo disponibili nei supermercati le scatole che hanno contenuto i brick del latte. Ecco si potrebbero ottenere delle economie in scala non indifferenzi. Su due versanti. Risparmi consistenti sul costo economico degli imballaggi in giro e riduzione molto evidente della loro quantità.

Ho passato in rassegna alcuni argomenti che reputo essenziali per far uscire finalmente la vexata quaestio dei rifiuti che contribuisce a rendere la vita – e lo ripeto – di noi tutti cittadini un percorso ad ostacoli. Se riuscissimo ad affrontare tale problema con efficacia otterremmo un sicuro risparmio, un ambiente meno “stressato” e un fattore di attivazione di un ciclo economico virtuoso. Non mi pare che abbiamo altre soluzioni alternative al riguardo.


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