La degna rappresentante di un Paese brutto
A commento dell’articolo sulla nostra presidente del consiglio uscito oggi sul NYTIMES.
A commento dell’articolo sulla nostra presidente del consiglio uscito oggi sul NYTIMES.
Dice di essere sempre stata dalla parte sbagliata della storia lasciando intendere che la sua parte era stata cacciata all’opposizione dalla caduta del regime.
Dunque, la Repubblica democratica è la sua parte sbagliata.
Eppure, nonostante ciò, quella Repubblica sbagliata le concesse di vivere di Parlamento. Ha studiato per diventare albergatrice o cuoca - per saccheggiare il Gorgia, diremmo che ha imparato l’arte di spiattellare quel che vuole e far mangiare un cane venduto come maialino arrosto. Poi, cambiò. Pare che volesse calcare le scene teatrali e invece virò verso la politica quando conobbe un manipolo di picchiatori a Colle Oppio (scrisse, non ricordo dove, che lei adolescente odiava il comunismo prima di sapere che cosa fosse).
E così si è messa a far la politica urlante, attaccante, randellante.
E grazie ai berluscones si è immessa nel circuito teatrale di Montecitorio, dove è pagata per qualche decennio a guidare un manipolo di reduci missini. Intanto, come nell’avanspettacolo succede, per un colpo di culo riesce a presentarsi alle elezioni con una coccarda al petto: unica a non aver partecipato a governi tecnici o di "unità nazionale". A spalancarle le porte furono due ego di nuovo conio: Renzi che mandò a casa il secondo governo Conte e Conte che volle rendere pan per focaccia a colui che lo aveva sostituito, Draghi. La deputata Meloni prese la palla al balzo e vinse le elezioni insieme a due partiti trasformisti sempre pronti a stare con tutti pur di mettere i propri scalzacani nei ministeri e foraggiarsi. Meloni vinse perché restò fuori dei giochini di Renzi e Conte. Meraviglia di leader, che vince per astuzia di suocera.
E qui siamo: lei definisce i valori della vera italianità: scaltrezza, mancanza di scrupoli, arroganza e violenza verbale. Il paese è quasi irriconoscibile: molti con le pezze al culo ma pronti a dar addosso "ai negri", molti che se la sfangano come sempre, non pagando le tasse e grattando il fondo del barile, e quasi tutti l’uno contro l’altro, per le ragioni le più varie: che Vannacci rappresenta degnamente. Un paese senza culture politiche ma con il politichese d’assalto, ingiusto e molto ignorante (secondo recenti studi).
Lei è la degna rappresentante di un paese brutto, che non crea e non dice nulla al mondo, se non per la reazione missina di poveraccia arroganza: attaccare altri paesi nel nome delle sacre frontiere. Forse l’Italia è fascista nel midollo, come il grande (e dai fascisti ammazzato) Gobetti scrisse prima ancora di vedere tutto questo.
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