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La conferenza di Bogotà (taciuta dai media occidentali)

L’imperatore governa ormai direttamente la provincia Italia-Europa. Resta un dato di fatto inaggirabile la complicità degli stati europei renderà l’occidente europeo estraneo al multilateralismo del pianeta, ormai realtà, e lo condannerà ad una decadenza mai conosciuta prima.

di Salvatore A. Bravo - sabato 9 agosto 2025 - 884 letture

Gustavo Petro

Le parole del Presidente della Colombia Gustavo Petro dovrebbero risuonare nel mondo ed echeggiare nelle coscienze dell’occidente. L’Europa asservita alle politiche economiche/militari degli Stati Uniti è ormai un generico occidente indistinguibile dalla potenza egemone. La sudditanza rende fatalisti e opportunisti. Dall’America del Sud ci arriva una lezione di umanità e di buona politica.

Gustavo Petro Segretario nazionale del partito Colombia Humana e Presidente della Colombia dal 2022 con le sue parole e con l’iniziativa politica intrapresa, entrambe oscurate dai media delle democrazie occidentali, ha mostrato che la “ragion cinica” non è condizione universale e che l’umanità c’è ancora e genera alternative al marcescente capitalismo occidentale. Dobbiamo volgere lo sguardo verso l’America del Sud per sentirci ancora umani nell’occidente disumanizzato.

L’America del Sud ci insegna che è possibile ritrovare il sentiero verso il socialismo e la sovranità nazionale.

La Colombia è legata alla NATO da partenariato. A margine della conferenza di Bogotà su Gaza nel luglio del 2025 il Presidente ha affermato l’intenzione di rompere il legame con la Nato. La difesa degli interesi sovrani di uno Stato, non è nazionalismo, ma risponde agli interessi reali del popolo e tali politiche reti solidali tra popoli opppressi. L’alleanza con la NATO non risponde agli interessi dei popoli, ma agli interessi ecomonici e di dominio delle plutocrazie. Il sostegno ad Iaraele, mentre si consuma il massacro palestinese, svela la verità conosciuta e ignorata la NATO difende l’impero e l’aristocrazia della finanza. Gustavo Petro ha dichiarato:

“Come possiamo stare con eserciti che tirano bombe ai bambini? Il carbone colombiano non può diventare bomba in Israele per uccidere bambini: potranno aumentare i dazi o fare quello che vogliono. Ci aiuteranno altri popoli”.

I popoli dell’America del Sud hanno conosciuto la colonizzazione diretta e indiretta, sono stati oggetto di un genocidio non riconosciuto. Gli Indios dal XV al XIX secolo sono stati vittime di uno sfruttamento e di una decimazione incalcolabile. L’olocausto degli Indios è stato la fonte della ricchezza per gli stati europei. La loro tragedia non fu minore al genocidio dei Pellerossa anch’esso mai riconosciuto dagli Stati Uniti. Il genocidio dei nativi americani è costato circa cento milioni di morti. La morte è stata causata dalle malattie esportate dalla colonizazione aggravate dagli stenti e dall’assenza di cure, dallo sfruttamento e per le condizioni insopportabili a cui sono stati sottoposti. La pratica dell’eliminazione manu militari fu ampiamente utilizzata.

Emancipazione dal sangue dell’economicismo

Il genocidio termina con la consapevoleza collettiva delle violenze assassine subite, giacchè il genocidio dei corpi continua con l’estinzione della cultura dei popoli umiliati, saccheggiati e oppressi. I popoli che subiscono la violenza genocidiaria e colonizzatrice devono affrontare un tormentato e lungo periodo di emancipazione, dopo il dominio diretto, dalle tossine della violenza che continuano a circolare e a inibire lo sviluppo libertario e democratico dei popoli. L’America del Sud sembra avviata verso l’emancipazione culturale, politica e finanziaria che ha neutralizzato le sue energie creative.

Il popolo colombiano come non pochi popoli del Sud America si sta congedando dal doppio genocidio (biologico e spirituale). Un popolo che riconquista la sua storia e ne fa “concetto”, riprogetta il proprio presente e il proprio futuro ripensando il passato e pertanto non può restare insensibile al destino del popolo palestinese. La questione palestinese e la guerra di eliminazione in atto in l’occidente sono sostenute dalla cultura dell’astratto.

L’astratto induce ad astrarre le immagini del presente dalla lunga genealogia di eventi storici che hanno condotto all’attuale stato. L’astratto è nel pensare la propria esistenza come distante rispetto a chi è prossimo, per cui i palestinesi risultano essere uomini e donne di un’altra dimensione. L’astratto è il pregiudizio eurocentrico che induce a pensare che la guerra per “loro è normale”, mentre in realtà è stato l’occidente a trasformare il Medio Oriente in un territorio di conquista e guerra per le risorse energetiche. Il nostro benessere dipende anche dal loro sangue. Si potrebbe continuare a descrivere le stratificazioni dell’astratto di cui si nutre il “male”.

Solo in tal modo è possibile congetturare una ipotesi plausibile che giustifichi il fatalismo con cui in tanti accettano l’ordinario assassinio di donne e di bambini. Il Presidente della Colombia ha dichiarato a tal proposito:

“Dalla Nato dobbiamo uscire, non c’è altra strada: la relazione con l’Europa non può essere con governi che tradiscono il loro popolo per aiutare a sganciare bombe sui bambini”.

I dazi statunitensi non sono temuti dalla Colombia, la quale guarda in direzione di un mondo nuovo “i BRICS” dai quali spera, ed è certa, di ricevere sostegno in questo congedo dal male. Rompere con la NATO per la Colombia è l’inizio di una nuova storia, ovvero fondare ponti con gli stati che si pongono in modo dialettico verso l’atlantismo.

Non si tratta solo di nuovi rapporti economici, ma di una nuova consapevolezza identitaria. Un popolo senza identità è impotente ed è supino alla legge del più forte. Un popolo che ha la chiarezza della propria identità è capace di difendere gli interessi di tutti i popoli che hanno subito l’umiliazione assassina del dominio.

Nella Conferenza di Bogotà i trenta stati partecipanti hanno dichiarato che il tempo dell’impunità è terminato. In tale parole c’è l’eco dei trascorsi genocidi che non sono stati riconosciuti e che hanno alimentato il senso di onnipotenza e di impunità dell’occidente. Le misure della Conferenza sono le seguenti:

Con la presente annunciamo le seguenti misure, da adottare in base ai quadri giuridici e legislativi nazionali degli Stati:

1. Impedire la fornitura o il trasferimento di armi, munizioni, carburante militare, equipaggiamento militare correlato e prodotti a duplice uso a Israele, ove opportuno, per garantire che la nostra industria non fornisca gli strumenti per consentire o facilitare genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e altre violazioni del diritto internazionale.

2. Impedire il transito, l’attracco e la manutenzione di navi in qualsiasi porto, se applicabile, all’interno della nostra giurisdizione territoriale, nel pieno rispetto del diritto internazionale applicabile, inclusa la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), in tutti i casi in cui vi sia un chiaro rischio che la nave venga utilizzata per trasportare armi, munizioni, carburante militare, equipaggiamento militare correlato e prodotti a duplice uso a Israele, per garantire che le nostre acque territoriali e i nostri porti non servano da canali per attività che consentono o facilitano genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e altre violazioni del diritto internazionale.

3. Impedire il trasporto di armi, munizioni, carburante militare, equipaggiamento militare correlato e articoli a duplice uso verso Israele su navi battenti la nostra bandiera, nel pieno rispetto del diritto internazionale applicabile, inclusa la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), garantendo la piena responsabilità, incluso il cambio di bandiera, per il mancato rispetto di questo divieto, e di non fornire aiuto o assistenza al mantenimento della situazione creata dalla presenza illegale di Israele nel Territorio Palestinese Occupato.

4. Avviare una revisione urgente di tutti gli appalti pubblici, al fine di impedire che istituzioni pubbliche e fondi pubblici, ove applicabile, sostengano l’occupazione illegale del Territorio Palestinese da parte di Israele, che potrebbe consolidare la sua presenza illegale nel territorio, e garantire che i nostri cittadini, le nostre società ed entità sotto la nostra giurisdizione, nonché le nostre autorità, non agiscano in alcun modo che possa comportare il riconoscimento o la fornitura di aiuto o assistenza al mantenimento della situazione creata dalla presenza illegale di Israele nel Territorio Palestinese Occupato.

5. Rispettare i nostri obblighi di garantire l’accertamento delle responsabilità per i crimini più gravi ai sensi del diritto internazionale attraverso indagini e procedimenti giudiziari solidi, imparziali e indipendenti a livello nazionale o internazionale, in conformità con il nostro obbligo di garantire giustizia a tutte le vittime e la prevenzione di crimini futuri. 6. Sostenere i mandati di giurisdizione universale, ove e laddove applicabile nei nostri quadri giuridici costituzionali e giudiziari, per garantire giustizia a tutte le vittime e la prevenzione di crimini futuri nel Territorio Palestinese Occupato.

Sottolineiamo che queste misure costituiscono un impegno collettivo a difendere i principi fondamentali del diritto internazionale; Riconoscendo le violazioni del diritto alla salute, chiediamo al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) di commissionare un’indagine immediata sui bisogni sanitari e nutrizionali della popolazione di Gaza, di elaborare un piano per soddisfare tali bisogni in modo continuativo e sostenibile e di riferire in merito prima dell’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”.

La Conferenza di Bogotà taciuta dai media occidentali, i quali utilizzano lo spazio per l’informazione pagata dai cittadini con spettacoli, cibo e storie di vip con i loro amorazzi estivi, insomma panem et circenses, ha l’intento di porre fine all’impunità.

Il diritto internazionale è solo il velo di Maya dei potenti, pertanto è solo uno strumento che serve a punire i dissenzienti dell’ordine internazionale. La Colombia è entrata nella banca dei paesi BRICS nel 2025, tale scelta ha lo scopo di rendersi indipendente dagli Stati Uniti e dal ricatto del dollaro, essa, di conseguenza può ora avviare una politica estera conforme agli ideali socialisti. Si giunge a tale svolta dopo un lungo e tormentato processo partecipato. Da noi in occidente e in Italia siamo all’anno zero, per cui rischiamo di essere la provincia dell’impero al servizio dell’imperatore di turno.

L’imperatore governa ormai direttamente la provincia Italia-Europa. Resta un dato di fatto inaggirabile la complicità degli stati europei renderà l’occidente europeo estraneo al multilateralismo del pianeta, ormai realtà, e lo condannerà ad una decadenza mai conosciuta prima. La politica è scelta progettuale ed economica ed etico a cui aderire. L’economia senza etica attuale è programma genocidiario e suicida.

La Colombia con il suo progetto politica ci rammenta l’urgenza di ricongiungere ciò che l’astratto ha parcellizzato. La filosofia può riportarci nel concreto della storia e della vita, ma bisogna volerlo collettivamente e abbandonare l’economicismo spietato in cui siamo. Siamo immersi nel sangue della storia in questa estate di dolore, se continueremo a fuggire da noi stessi sarà la storia a travolgerci.


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