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La città è di tutti ma Milano procede diversamente

Si è svolto venerdì 22 maggio 2026 un presidio organizzato dall’associazione Basta morti in strada. I cittadini si sono riuniti all’incrocio di viale Pirelli ...

di Silvia Zambrini - mercoledì 27 maggio 2026 - 551 letture

Si è svolto venerdì 22 maggio 2026 un presidio organizzato dall’associazione Basta morti in strada. I cittadini si sono riuniti all’incrocio di viale Pirelli angolo via Vizzola dove, pochi giorni prima, ha perso la vita Frank Apisa investito da un automobilista mentre attraversava lungo le strisce assieme alla moglie Pamela tuttora in gravi condizioni presso l’ospedale Niguarda.

Al presidio erano presenti diversi abitanti del quartiere Bicocca che, di Frank, pastore protestante di origine statunitense, hanno ricordato l’umanità e l’impegno civico in un’area milanese particolarmente problematica. Come ogni volta in queste tristi occasioni si è camminato lungo le strisce di attraversamento con continuità intervallata da alcuni minuti di parentesi per far passare i veicoli: a dimostrazione che questi spazi appartengono ai pedoni.

Rallentare agli incroci sempre, e in ogni caso, è norma imprescindibile del codice della strada; una norma che, a Milano, viene via via ignorata e si privilegia la velocità come trattandosi di un diritto acquisito in nome della metropoli dinamica: opponendosi alle zone 30, agli autovelox, ai dossi che costringono i veicoli a decelerare. Come diceva uno dei partecipanti all’evento, applicare delle cunette lungo le tratte nelle zone più a rischio è una cosa che si poteva fare da tempo, e con costi minimi. ​

Durante l’incontro è stato rivolto un pensiero alle due sorelle investite da un pirata di strada (di cui una mortalmente) pochi giorni prima in via Carnia, anch’esse mentre attraversavano lungo le strisce. In questo secondo caso i media si sono soffermati sull’esito positivo dell’automobilista agli alcol e droga test ma la velocità, come in entrambi casi (anche se nel primo l’automobilista era sobrio e ha prestato soccorso), rimane la principale causa di incidenti in Italia. Aggravata, solo a volte, dallo stato di alterazione per alcol e stupefacenti (cosa comunque riprovevole).

Diversamente dal mancato rispetto della segnaletica, superare i limiti di velocità, non rallentare in prossimità di attraversamenti e altre situazioni che lo richiedono, implica una volontà, un modo di agire che a Milano si sta consolidando. Senza, dall’alto, per ora, adeguati interventi. Col conducente stesso che, a tragedia avvenuta, avrebbe preferito fosse stato meno facile eludere le regole.​

La città è delle persone: questo il messaggio che si vuole ribadire quando ci si incontra in occasioni come venerdì sera scorso. Occasioni che, ogni volta, si vorrebbe fosse l’ultima.


Questo articolo è stato diffuso da Fana.one, su cui è possibile vedere anche un video.



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