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La “Vucciria” di Renato Guttuso ospite a Messina

La Vucciria è uno dei dipinti più celebri del pittore siciliano e rappresenta con realismo il famoso omonimo mercato di Palermo.

di Redazione - mercoledì 3 marzo 2010 - 7430 letture

Fino al 13 marzo 2010, il quadro del maestro Renato Guttuso della “Vucciria” esposto permanentemente nella sala delle Armi dello Steri, sarà l’attrazione più importante della II edizione della “Notte della Cultura” di Messina.

L’opera sarà ammirabile nel foyer del Teatro Comunale, nella cui volta l’artista bagherese realizzò i noti affreschi di Colapesce, 120 metri quadrati di pittura su vari pannelli assemblati al soffitto del Vittorio Emanuele per la riapertura del teatro nell’aprile del 1985.

L’allestimento metterà in risalto il quadro ricreando suoni e dialoghi propri dei mercati siciliani, attraverso affermati attori messinesi. L’obiettivo della “Notte della Cultura” è di dare alla cittadinanza e ai visitatori un assaggio della varietà della città e la possibilità di vivere in maniera più partecipata la vita culturale di Messina.

La Vucciria è uno dei dipinti più celebri del pittore siciliano e rappresenta con realismo il famoso omonimo mercato di Palermo. Il prestito è stato concesso dal rettore Roberto Lagalla al sindaco di Messina che ne aveva fatto espressa richiesta.

vucciria

Renato Guttuso all’anagrafe Aldo Renato (Bagheria, 26 dicembre 1911 – Roma, 18 gennaio 1987) è stato un pittore e politico italiano.

Figlio di Gioacchino, agrimensore e acquerellista dilettante, e di Giuseppina d’Amico - che preferiscono denunciare la nascita a Palermo il 2 gennaio 1912 per contrasti con l’amministrazione comunale di Bagheria dovuti alle idee liberali dei coniugi - il piccolo Renato manifestò precocemente la sua predisposizione alla pittura.

Influenzato dall’hobby del padre e dalla frequentazione dello studio del pittore Domenico Quattrociocchi e della bottega del pittore di carri Emilio Murdolo, il giovane Renato iniziò appena tredicenne a datare e firmare i propri quadri. Si tratta per lo più di copie (paesaggisti siciliani dell’Ottocento ma anche pittori francesi come Millet o artisti contemporanei come Carrà), ma non mancano ritratti originali. Durante l’adolescenza iniziò anche a frequentare lo studio del pittore futurista Pippo Rizzo e gli ambienti artistici palermitani. Nel 1928, appena diciassettenne partecipa alla sua prima mostra collettiva a Palermo.


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