La Sicilia è di nuovo in fiamme

Le Madonie sono avvolte da fiamme e fumo della rigogliosa vegetazione in cenere. Lunga la dorsale dei Nebrodi le fiamme si vedono in lontananza...

di Luigi Boggio - giovedì 23 luglio 2026 - 775 letture

La Piana arde sotto i raggi solari e l’arsura d’acqua. I monti Sicani bruciano da continue vampate di fuoco alimentate dai venti di scirocco.

Le Madonie sono avvolte da fiamme e fumo della rigogliosa vegetazione in cenere. Lungo la dorsale dei Nebrodi le fiamme si vedono in lontananza e preoccupano non poco gli abitanti immersi lungo quei sentieri di pini e di querce.

Enna sugli Erei ha vissuto delle giornate drammatiche con le fiamme che erano alle porte dell’ospedale di Sant’Anna.

Da noi a Lentini le fiamme hanno avvolto la corona montagnosa con le fiamme verso la parte degli Iblei. Vaste zone del massiccio dell’Etna sono andati a fuoco terrorizzando gli abitanti della cintura pedemontana.

Sui Peloritani lungo la strada attraversata dall’Imperatore che "il sole non tramontava mai" un vento contrastante dominava su quella via alimentando dei focolai sparsi. Fiamme che sono opera soprattutto di menti criminali.

L’incuria dell’uomo sul grande patrimonio boschivo c’è, ma c’è anche una politica forestale della Regione non adeguata alla cura, prevenzione e rigenerazione di tutte quelle vaste aree abbandonate.

Ci vuole una diversa organizzazione che passi anche dal ricambio generazionale del personale forestale, di nuovi mezzi tecnici da terra e una flotta di aerei Canadair.

Ci vuole una diversa visione della cura dell’immenso verde che popola le nostre montagne e i comuni delle zone Interne. Anche il verde delle nostre città.

Come nel quadro della prevenzione ci vuole pure un rafforzamento del corpo dei vigili del fuoco. Che proprio oggi hanno perso un loro collega, in provincia di Caltanissetta, mentre compiva il proprio dovere. Doveva stare in caserma, ma è uscito lo stesso per aiutare i suoi compagni impegnati a spegnere un rogo di vaste proporzioni.

Alla famiglia vicinanza in questo momento di dolore, al governo basta parole di circostanze. Assunzioni in rapporto al fabbisogno, riconoscimento usurante del lavoro e alti salari perché li meritano.


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