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La Sicilia colonizzata da Israele: il Mangia’s di Brucoli è zona rossa

Un commento di InvictaPalestina e di Catanesi per la Palestina, dopo le rivelazioni di Report.

di Redazione - mercoledì 17 giugno 2026 - 643 letture

Il Mangia’s di Brucoli è zona rossa

Si confermano i timori che avevamo, l’area è interamente sorvegliata e viene controllato anche il transito dei veicoli su strada.

Attorno alla struttura cresce la militarizzazione causata dai sionisti e avallata dai loro complici del governo italiano.

L’ingresso della struttura è presidiato dalla Polizia di Stato e ogni tentativo di dissenso della società civile viene soffocato ancor prima di nascere.

Stamattina 4 di noi sono statə fermatə e identificatə mentre con una macchina transitavano lungo una strada pubblica da zelanti tutori dell’ordine pubblico, subito dopo il passaggio di numerosi pullman con a bordo i turisti israeliani della compagnia Ashtrom in vacanza premio.

Il colosso immobiliare Ashtrom è coinvolto in pesanti violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani per i suoi insediamenti illegali nei territori della Palestina Occupata, per questo è nella black list delle Nazioni Unite.

Per la seconda volta in pochi giorni a Brucoli, e dopo il caso in Sardegna, la medesima azienda Mangia’s resort si conferma al servizio di chi ha commesso crimini di guerra.

Sappiamo che il Diritto Internazionale prevede precisi obblighi, non solo per gli Stati, ma anche per gli individui e per i soggetti privati, tra cui i doveri di non cooperazione, non favoreggiamento e non complicità rispetto a crimini internazionali gravi.

La neutralità che si potrebbe attribuire a un’attività alberghiera viene meno quando l’ospitalità rischia di contribuire – anche indirettamente – all’elusione della giustizia, alla legittimazione pubblica o alla impunità di soggetti coinvolti in gravi violazioni del Diritto Internazionale. Chi si rende complice andrà incontro a varie forme di denuncia e boicottaggio.

Il turismo di lusso non può diventare il salvacondotto attraverso il quale il capitale internazionale della generazione Epstein si insedia nei territori e compra e calpesta i diritti di chi li abita.

Basta alle risorse pubbliche usate per tutelare complici di un genocidio.

La Sicilia, come la Sardegna e la Puglia non sono e non saranno mai colonie sioniste.

Catanesi per la Palestina, 13 giugno 2026


Ennesimo episodio dell’invasione di “turisti” israeliani nei luoghi più suggestivi del nostro paese

Stavolta non si tratta di soldati in gita premio per riposarsi dalle fatiche del genocidio di Gaza, ma di un nutrito gruppo di manager e dipendenti dell’azienda israeliana Ashtrom, con sede a Tel Aviv, che avrebbero prenotato addirittura l’intero resort.

Ora va detto che Ashtrom Group è una delle più grandi aziende israeliane operanti nei settori dell’edilizia, delle infrastrutture e dell’immobiliare, che gestisce grandi progetti residenziali e commerciali sia sul territorio nazionale che a livello globale.

Ma soprattutto va ricordato che, nel 2020, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha incluso Ashtrom Group (insieme alle sue controllate Ashtrom Industries e Ashtrom Properties) nel database ufficiale delle imprese commerciali operanti negli insediamenti israeliani ritenuti illegali secondo il diritto internazionale.

Il report ha evidenziato come le attività del gruppo facilitino direttamente il mantenimento e l’espansione di tali insediamenti. Il coinvolgimento di Ashtrom si articola in diverse aree chiave:

– Edificazione di insediamenti: Fin dagli anni ’70, il gruppo ha costruito migliaia di unità abitative e spazi commerciali in numerosi insediamenti della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, tra cui Beitar Illit, Ma’ale Adumim, Gilo, Ramot e Nof Zion.

– Infrastrutture e barriere di separazione: Ashtrom ha fornito elementi in cemento e materiali da costruzione al Ministero della Difesa israeliano per la realizzazione dei checkpoint militari e dei terminal lungo il muro di separazione in Cisgiordania.

– Infrastrutture di trasporto: Ha partecipato alla fornitura di materiali e alla costruzione del deposito per la Jerusalem Light Rail, una rete ferroviaria leggera che collega i quartieri di Gerusalemme Ovest con gli insediamenti situati oltre la Linea Verde (Gerusalemme Est).

– Strutture detentive: Nel 2021, il gruppo si è aggiudicato l’appalto per l’ampliamento del carcere militare di Ofer (situato in Cisgiordania), realizzando nuove celle destinate alla detenzione di prigionieri palestinesi.

– Sfruttamento delle risorse naturali: L’azienda possiede e gestisce l’impianto di estrazione mineraria Adumit a Mishor Adumim e un impianto di calcestruzzo nella zona industriale di Atarot, attività contestate per l’utilizzo di risorse della terra palestinese a beneficio dell’industria israeliana.

A causa di queste operazioni, Ashtrom Group ha affrontato campagne di disinvestimento etico guidate da università, fondi pensionistici e investitori internazionali. In particolare, il Fondo Pensione Governativo Norvegese (il più grande fondo sovrano al mondo) ha inserito il gruppo sotto osservazione o esclusione etica attraverso il proprio Consiglio Etico Norges Bank.

Diversi comitati studenteschi e amministrazioni universitarie negli Stati Uniti (come la San Francisco State University e la Fresno State) hanno inoltre votato risoluzioni per ritirare i propri fondi d’investimento dalle azioni della società.

Ancora una volta dunque, dobbiamo registrare la presenza sul nostro territorio di “turisti” israeliani che, in modo più o meno diretto, hanno contribuito e contribuiscono al regime di apartheid e ai crimini che quotidianamente lo stato ebraico commette ai danni del popolo palestinese. E il fatto che il nostro stato agevoli la presenza sul nostro territorio di questi soggetti, quanto meno assicurandone la sicurezza e la scorta, è moralmente ingiustificabile e (probabilmente) giuridicamente illegale…

“La vacanza di Ashtrom in Sicilia, azienda israeliana nella blacklist delle Nazioni Unite per le attività nei Territori Palestinesi Occupati. Lo scorso 4 giugno un gruppo numeroso di manager e dipendenti dell’azienda Ashtrom Gorup con sede a Tel Aviv è arrivato al Mangia’s Hotel di Brucoli, in provincia di Siracusa, per trascorrere una settimana di relax. Avrebbero affittato l’intero resort.

Ashtrom è un’azienda israeliana leader nel settore dell’edilizia, nota per il suo coinvolgimento attraverso varie filiali nell’espansione degli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati.

Per questa ragione le Nazioni Unite hanno inserito le filiali di Ashtrom in una black list delle compagnie coinvolte nella realizzazione delle colonie nei territori palestinesi occupati. A queste societàsi attribuivano in particolare la fornitura di servizi a sostegno delle colonie e l’utilizzo di risorse idriche e del territorio.

I dipendenti del gruppo hanno trascorso una settimana all’interno del resort fino al 7 giugno e apprendiamo da fonti interne che oggi un nuovo gruppo legato alla stessa azienda sarà accolto nel resort.

Nel settembre 2025 presso un altro hotel del gruppo Mangia’s, a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna, aveva suscitato forti proteste l’arrivo di un gruppo di israeliani, tra cui sarebbero stati presenti anche soldati dell’esercito israeliano.”

di Manuele Bonaccorsi e Madi Ferrucci, InvictaPalestina.



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