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La Sardegna ha approvato una legge sul salario minimo per chi lavora negli appalti pubblici

di Redazione - giovedì 9 aprile 2026 - 530 letture

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una legge che introduce una sorta di salario minimo nei contratti legati a appalti e concessioni pubbliche, fissando una soglia di nove euro l’ora per le retribuzioni.

Con questo provvedimento la Sardegna si unisce ad altre regioni, tra cui Puglia e Toscana. La presidente della Sardegna Alessandra Todde, del Movimento 5 Stelle, ha detto che «con questa legge si fissa un principio chiaro: il lavoro deve essere tutelato e adeguatamente retribuito». L’aula ha dato il via libera al testo con 27 voti favorevoli e l’astensione dell’opposizione (17 votanti). La norma istituisce anche un comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro e per garantire che le misure introdotte vengano applicate.

I partiti che fanno parte del governo Meloni sono storicamente contrari al salario minimo legale. E tutte le leggi regionali finora approvate – che non riguardano propriamente il salario minimo che per definizione dovrebbe valere per tutti i lavoratori – menzionano il termine “salario minimo”, dando così un significato politico paragonabile alle loro iniziative. La soglia di nove euro l’ora indicata dalla legge sarda, così come dalle altre leggi regionali, è peraltro la stessa della proposta di legge sul salario minimo che i partiti di opposizione avevano presentato nel 2023. Una proposta di legge che venne poi molto modificata dai partiti di maggioranza, molto discussa in parlamento e che fu infine accantonata proprio per l’opposizione della maggioranza.

Fonte: Il Post.



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