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La Milano contro la guerra e quella delle sfilate di moda

Grande manifestazione per la pace. E per il lusso. Due mondi inconciliabili

di Adriano Todaro - lunedì 28 febbraio 2022 - 2264 letture

Migliaia di persone si sono ritrovate ‒ sabato 26 febbraio, alle 15,30 ‒ nello spazio fra il Castello Sforzesco e Largo Cairoli, a Milano. Da lì è partito un corteo enorme, lunghissimo che ha “invaso” tutto il centro di Milano. Complice la bellissima giornata, con un cielo azzurrissimo, senza una nuvola, famiglie intere, giovani, anziani, centri sociali, collettivi, studenti hanno voluto dire il loro “no” alla guerra, no a Putin, no alla Nato e alle armi.

La manifestazione era sostenuta anche dall’Arci, dai sindacati di base, dai Sentinelli, dai Fridays for Future, oltre che dai circoli Anpi, da Rifondazione comunista e Sinistra italiana. Tantissimi gli aderenti di Emergency, bandiere dei sindacati di base, giovani che issavano in alto cartelli fatti in casa, con cartoni dove c’erano scritte frasi e poesie contro la guerra. Tantissime, ovviamente, le bandiere ucraìne, gialle e blu e questo colore appariva anche sui visi di tantissime ragazze. Ad aprire il corteo principale è stata una lunga bandiera della pace che i manifestanti hanno tenuto sopra le loro spalle, sotto la quale hanno giocato, per tutto il percorso, i bambini che hanno partecipato alla manifestazione con le loro famiglie.

Quello che colpisce di questo corteo, è proprio l’aspetto generazionale. Ci sono ragazzini e ragazzine di 15, 16 anni e quelli che sono scesi in piazza negli anni passati contro le guerre in Jugoslavia fino all’Afghanistan. Qualche slogan ricorda ancora la guerra del Vietnam e fra i “veterani” delle manifestazioni ci sono anche loro, con le loro bandiere della pace. Un lungo serpentone umano per dire in modo netto, come si diceva qualche anno fa, “senza se e senza ma”. Per dire che noi siamo qui e siamo contro la guerra, contro le distruzioni, per l’autodeterminazione di tutti i popoli. Ma anche un monito nei confronti di chi ridicolizza le persone che scendono in piazza per la pace: guardate, sembrano dire, i giovanissimi e gli anziani, che siamo scesi in piazza perché le guerre portano solo distruzione e afflizione, siamo qui per dire un “no” convinto a chi vuole allargare la guerra, siamo dalla parte dei popoli che soffrono, contro chi negli anni del Covid ha continuato a vendere armi e ad arricchirsi.

Un lunghissimo serpentone alimentato anche da un altro corteo degli studenti delle scuole superiori partiti da Porta Venezia che dopo avere attraversato le vie del centro, hanno raggiunto la manifestazione principale. L’inizio del corteo era aperto da uno striscione con la scritta: «No alle guerre sulla nostra pelle. Né con la Nato né con la Russia». Quando in piazza Duomo sono giunti i cittadini ucraìni e hanno intonato il loro coro nazionale, è salito un grandissimo applauso da parte dei manifestanti. D’altronde a Milano vive la comunità ucraina più grande d’Italia, composta da circa 20 mila persone. Sono soprattutto donne, arrivate qui per lavoro, che sono adesso preoccupate per le loro famiglie lasciate in Ucraìna, sotto i bombardamenti. Le donne che curano i nostri anziani e i nostri bambini. Una bellissima manifestazione, dunque, con il Monumento equestre di re Vittorio Emanuele II contornato da tanti striscioni inneggianti la pace. Sembrava che Vittorio Emanuele, sotto i grandi baffi, se la ridesse.

Attorno alle 17, mentre piazza del Duomo si riempie di colori e di manifestanti, a poca distanza da questo luogo simbolo delle proteste democratiche, in piazza della Scala un altro assembramento di persone. Sono tantissimi, giovanissimi. Tutti incolonnati attorno a palazzo Trussardi. Non si può circolare. Poliziotti e vigili urbani faticano a far defluire il traffico. Chiedo a un poliziotto tutto affannato cosa stia avvenendo. «Una sfilata di moda», mi risponde sgarbatamente. Già, mi era passato di mente. Sabato 26 febbraio è il quarto giorno della “Milano Fashion Week”, la grande kermesse della moda, la grande fiera per la collezione Autunno/Inverno 2022-23. A un certo punto c’è agitazione fra i giovani in coda. È arrivata una limousine dalla quale scendono due ragazze scosciate che si mettono in posa per i fotografi. Urla e gridolini emotivi. Scattano i telefonini per immortalare il momento. E la pace? Sta nell’altra piazza. Due mondi inconciliabili.


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