La Flotilla è stata fermata ancora una volta
L’Ong protesta: ’Atto di pirateria’. Fra i fermati: gli italiani Tony La Piccirella, barese, e il messinese Antonio Mazzeo.
E’terminata poco dopo le 22.30 di sabato sera [26 luglio 2025], ora italiana, la corsa solitaria della barca Handala della Freedom Flotilla.
E ora gli attivisti, fra cui due italiani, attendono il rimpatrio. Il 37mo tentativo in 18 anni dell’Ong di rompere simbolicamente il blocco sulla Striscia di Gaza, ridotta ora alla fame, è stato interrotto dai soldati dell’Idf, saliti a bordo, ripresi in diretta streaming dalle webcam dell’ex peschereccio norvegese, dove hanno identificato i 21 attivisti da 10 Paesi, fra cui gli italiani Tony La Piccirella, barese, e il messinese Antonio Mazzeo, due cronisti di Al Jazeera e due parlamentari della sinistra francese, dirottando la barca sul porto di Ashdod, dov’è approdata 12 ore dopo.
Copione quasi identico a quello applicato in giugno al veliero Madleen, con a bordo Greta Thunberg. "L’esercito di occupazione israeliano ha abbordato con la forza la nave Handala, impegnata in una missione civile e umanitaria verso la Striscia di Gaza. Si tratta di un’azione illegale e violenta, compiuta in acque internazionali o comunque non soggette alla giurisdizione israeliana, che configura un grave atto di pirateria navale e violazione del diritto internazionale", è il commento ufficiale della Freedom Flotilla Coalition, che in una nota chiede il "rilascio immediato" di tutti gli attivisti.
"Le autorità israeliane - aggiunge l’Ong filo-palestinese - li stanno detenendo illegalmente, in violazione della loro libertà personale e delle Convenzioni internazionali", citando la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), che stabilisce che "nessuna forza militare ha il diritto di assalire un’imbarcazione civile in acque internazionali senza giustificazione legale, tanto più se essa è impegnata in una missione umanitaria".
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha riferito di averne parlato con il collega israeliano, Gideon Sa’ar, dicendo che i due italiani ad Ashdod sono assistiti dal personale dell’Ambasciata e che agli attivisti Israele offre due opzioni: firmare una dichiarazione e andare subito in aeroporto con l’assistenza diplomatica, oppure venire fermati presso una struttura detentiva con rimpatrio forzato dopo 72 ore, spiegando che uno dei due ha scelto la prima e l’altro la seconda, senza specificare fra La Piccirella e Mazzeo.
I 21 attivisti a bordo si sono fatti trovare dai soldati tutti seduti sul ponte con le mani alzate e con indosso il giubbotto salvagente, senza fare resistenza: una postura alla quale erano preparati, nella consapevolezza del loro isolamento, della pura simbolicità del loro gesto, rivolto soprattutto ai bambini di Gaza, come lo era il carico di latte in polvere e giocattoli. "Se ci fermeranno - aveva protestato sabato La Piccirella, al telefono con l’ANSA - sarà perché i governi non hanno protetto la missione".
Fonte: ANSA.
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