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La Democrazia in Grecia, in Italia in Sicilia

In Grecia pochi mesi fa con il 36%, oggi con il 61%, vince la Democrazia! Tsipras ha rimesso nelle mani del Popolo la scelta di accettare o meno il cappio finanziario che i poteri non elettivi dell’UE stringono al collo dei cittadini del sud Europa, ed il Popolo, a dispetto di tutte le pressioni internazionali, ha detto NO.
di Giuseppe Castiglia - mercoledì 8 luglio 2015 - 2296 letture

Una prova di coraggio e coerenza politica che non ha uguali nel nostro continente. Solo pochi giorni fa Renzi dichiarava che non avrebbe mai fatto ricorso al referendum, la Merkel che il tempo delle trattative era scaduto.

Pare che in Europa non ci sia paura più grande che la libera espressione democratica. Questa Europa trema se il Popolo si esprime a salvaguardia dei propri interessi anziché tutelare quelli delle banche che da oltre un decennio continuiamo a salvare e finanziare col denaro pubblico.

Lo strumento referendario poi fa tremare tutte le oligarchie, è incontrollabile. È gia successo in Italia nel 2011, quando, dopo 16 anni in cui nessun referendum raggiungeva il quorum, 27.000.0000 di italiani si sono recati alle urne per dire che i servizi pubblici locali a partire dall’Acqua Bene Comune non sono merce su cui fare profitto e non possono essere privatizzati, che la strategia nucleare è anacronistica e pericolosa per il pianeta, così come lo è il petrolio a fronte delle rinnovabili, che i cittadini sono uguali di fronte alla legge.

Chi se li ricorda? Gia nel 2011 l’allora governo Berlusconi legiferò contro la volontà popolare, e dopo di lui Monti, Letta ed oggi Renzi tentano di aggirare l’esito referendario con provvedimenti legislativi volti ad obbligare, de facto, accentramenti e privatizzazioni, per regalare decenni di investimenti pubblici nelle mani di privati, di multinazionali quotate in borsa, di poteri economico-finanziari che hanno come unica mission il profitto ed il controllo delle risorse e dei beni pubblici essenziali. La beffa in tutto ciò è che mentre l’Europa dei forti mette in sicurezza i servizi pubblici locali, dall’acqua all’energia, dalla gestione dei rifiuti ai trasporti, riportandoli in mano pubblica dopo anni di privatizzazioni, la classe politica italiana svende i beni che erroneamente ritiene di poter gestire in nome del Popolo sovrano.

I tanti politici italiani che oggi provano a cavalcare il successo di Tsipras e del suo Popolo avremmo voluto vederli sulle barricate in difesa della Democrazia in Italia; avremmo voluto vederli gridare che lo “sblocca Italia” e la legge di stabilità sono incostituzionali perché favorendo le privatizzazioni ledono la volontà popolare che è sovrana sullo stesso Parlamento, oltre che mettere sul mercato un patrimonio comune che appartiene anche alle generazioni future, che dovranno riacquistarlo a caro prezzo, quello che imporrà il mercato.

Ed a Rosario Crocetta, il Presidente della “rivoluzione” in Sicilia, vorremmo ricordare che il suo governo si è insediato promettendo ai cittadini ed ai Comuni la gestione pubblica delle Acque. Che la proposta di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali promossa dai movimenti ancor prima dei referendum giace in parlamento regionale, cosi come quella di iniziativa Popolare nazionale del 2007, mentre anche il terzo Assessore all’energia e servizi di pubblica utilità da lui nominato appare più sensibile ai dictat del Governo Renzi che alla volontà popolare e dei comuni siciliani. È forse utile ricordare che l’intero Parlamento regionale è stato eletto con un numero di voti inferiore ai SI ottenuti in Sicilia per l’Acqua Pubblica nei referendum del 2011, e che un atto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche sarebbe a questo punto, ad un passo dal commissariamento di Renzi sull’acqua, un atto dovuto.

Se la parola Democrazia ha ancora un significato nel nostro Paese, nella nostra Regione,, ripartiamo da quei 27.000.000 di SI, per rendere omaggio al Popolo greco ed a quello italiano.

Antonella Leto

Primalepersone www.primalepersone.eu


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