La Chiesa di San Francesco Di Paola a Lentini
La Chiesa di San Francesco Di Paola, recentemente restituita alla comunità lentinese dopo un accurato restauro, è un monumento la cui storia risale al medioevo....
La Chiesa di San Francesco Di Paola, recentemente restituita alla comunità lentinese dopo un accurato restauro, è un monumento la cui storia risale al medioevo. Le origini infatti sono da ricercare tra le fondazioni dei Templari, che a Lentini avevano diversi possedimenti e torri, sia lungo il corso del fiume San Leonardo sia nel centro urbano, tra questi la chiesa di Sant’Andrea. Nel 1584 con un atto stipulato a Palermo, don Luigi Amato, cappellano di S. M. e priore della chiesa di Sant’Andrea, donava la stessa ai padri Minimi dell’ordine fondato da San Francesco di Paola.
I monaci ingrandirono la chiesa e l’annesso convento, che furono poi distrutti dal terremoto del 1693. La chiesa fu poi ricostruita con un nuovo assetto architettonico nel 1740.
Nel 1866 la chiesa e il convento furono confiscati dal novello stato sabaudo, con il conseguente allontanamento dei monaci e lo smembramento della chiesa dal convento, che passerà attraverso discutibili atti di compravendita in mano private.
L’attuale edificio ha una pianta centrale o a croce greca, che ricorda molto le chiese dell’architetto palermitano Giovanni Battista Vaccarini, molto attivo nella prima metà del Settecento nella vicina Catania. L’ingresso principale doveva essere a sud, anche se una parte della facciata è stata obliterata da edifici più recenti, con la facciata arricchita da tre finestroni e da un timpano che racchiude il busto di San Francesco di Paola e sopra una croce con la data 1762, data di inaugurazione della chiesa.
Oggi si accede alla chiesa principalmente dal lato ovest, percorrendo una ripida salita delimitata dal muro dell’antico convento o da sud salendo da una scalinata realizzata agli inizi dello scorso secolo. Sul portale ovest, dominato dalla torre campanaria è l’epigrafe CHARITAS, che ricorda la missione dell’ordine di Minimi.
All’interno della chiesa troviamo alcune opere di notevole interesse storico e artistico, come una acquasantiera di pietra bianca, una grande tela del pittore palermitano Francesco Gramignani raffigurante San Michele Arcangelo del 1768, e una tela con San Francesco di Paola, posta sull’altare centrale presumibilmente dello stesso Gramignani e sormontata da un baldacchino ligneo proveniente dal convento dei cappuccini. Una statua di San Antonio di Padova, una raffigurante il martirio di San Sebastiano e una con San Francesco di Paola, posta sull’unico altare in marmo della chiesa, che reca la dedica del barone De Geronimo al santo, come voto di gratitudine per la guarigione della sua bambina.
Di notevole pregio è anche un crocifisso ligneo di scuola romana, posto nel primo altare a sinistra.
La cantoria custodisce un pregiato organo settecentesco restaurato qualche anno fa, mentre la loggia campanaria ospita due campane, la più piccola delle quali ha un piccolo altro rilievo con San Sebastiano.
La chiesa è importante anche perché nel lato sinistro dell’altare principale è una delle testimonianze più antiche della devozione lentinese ai Santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, l’impronta del piede di Sant’Alfio, come recita l’iscrizione latina posta su una piccola lapide, “Impronta del divino ed invitto martire patrono Alfio, che manifestandosi visibilmente insieme ai suoi fratelli Filadelfo e Cirino, discese dal cielo a cacciare dalla città l’esercito degli infedeli”.. Secondo la tradizione infatti, il santo scese dal cielo con i suoi fratelli per scacciare gli infedeli dalla città, lasciando sulla pietra l’impronta del suo piede.
Non si può parlare della chiesa senza citare il sacerdote don Alfio Magno, già primo parroco della chiesa di Cristo Re a Lentini, che da sempre è stato legato a questi luoghi, svolgendo negli ultimi anni della sua vita il ruolo di rettore di San Francesco di Paola.
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