La Catena di San Libero n. 383, 8 giugno 2009

"Tutte queste belle cose che scriviamo sulle elezioni italiane ed europee, io e tutti gli altri, sono in realtà cose futili e senza importanza. Le vere elezioni ci sono già state, le ha vinte la sinistra - Obama in America, i progressisti in India (con una paria eletta vicepresidente), i vari rivoluzionari e riformisti in Sudamerica - e noi siamo ancora qui come tanti polli a guardarci l’ombelico..."
di Riccardo Orioles - lunedì 8 giugno 2009 - 5240 letture

In realtà

Giornale radio. Il "Polo della Libertà" di Silvio Berlusconi batte di misura, con poco più di due punti di vantaggio, l’"Ulivo" di Romano Prodi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha dunque incaricato oggi il dott. cav. Silvio Berlusconi di formare il Governo".

Ma vediamo nel dettaglio i risultati delle elezioni. Forza Italia, al 35 per cento, perde due punti (a causa soprattutto all’astensionismo in Sicilia) mentre la Lega (10, 3 per cento) ne recupera uno grazie al successo della sua campagna "d’ordine" nei paesi più tradizionalisti della Baviera. "Basta con negri, ebrei, zingari, comunisti e omosessuali": uno slogan semplice ed efficace, i cui toni gli osservatori attribuiscono alla necessità di far presa su un target territoriale non certo composto da sofisticati intellettuali ma che ovviamente non comporta alcun pericolo reale per le categorie così indicate.

Il risultato complessivo, 45,3 per cento, non è certo eclatante ma neanche da disprezzare. Difficilmente tuttavia consentirà l’attuazione del programma (Totalmaggioranzen, Fuhrerprinzip, Reich millenario) che il Capo aveva espresso alla vigilia delle elezioni. In fondo, in Italia - fanno notare alcuni - il governo è appoggiato, tenendo conto delle astensioni, solo dal 26,2 per cento degli elettori: "Un italiano su quattro. E con uno su quattro si può a malapena governare, altro che fondare regimi".

A livello di gossip c’è da notare che molti esponenti del Polo non nascondono in privato la soddisfazione per le dure parole pronunciate a caldo da don Angelo Bagnasco (il successore di Baget Bozzo alla guida spirituale del Polo): "Aveu tegnù chiù u scagnu ("avesse tenuto chiusa la bottega" in genovese, ndr), ’stu belìn rimbambì fatt de viagra, avrimm fatt un cul così ai communist". Ma non è detto che il Polo sarebbe riuscito a conquistare la maggiornaza assoluta anche se Noemi fosse rimasta a fare i compiti a casa sua.

Molto più frastagliato, ma non meno compatto, lo schieramento dell’Ulivo, che ha mancato il sorpasso di soli due punti, attestandosi comunque su un onorevole 43,1 per cento. I Democratici (guidati stavolta da un dc combattivo e non da un "comunista" marpione) contribuiscono col 26,2 per cento. Segue Di Pietro (o meglio l’Italia dei Valori, visto che s’è finalmente deciso di abbandonare la personalizzazione) con un ottimo 8 per cento. Poi la Sinistra, (Prc, Sl, Pdci, Verdi) co un buon 6,1 per cento (un anno fa poco oltre il 4) e infine i radicali col loro 2,4 per cento.

"Combatteremo uniti, governeremo uniti, difenderemo uniti i magistrati e la legge di tutti" ha dichiarato subito Di Pietro. "Certo. E uniti organizzeremo organizzeremo il primo sciopero generale unitario di tutti i lavoratori italiani e stranieri" ha aggiunto il leader della Sinistra, Zanotelli. "Giusto. Da oggi c’impegneremo in una opposizione dura e pura - ha concluso Prodi - contro questo governo piduista e razzista, per salvare l’Italia dalla crisi facendo appello alla sua più grande risorsa umana, non i banchieri e i manager ma il popolo dei precari e dei lavoratori. Viva l’Italia".


Il postberlusconi

Riepilogo. Da oggi comincia il postberlusconi. Vincono Lega, Repubblica e Di Pietro. Perdono Noemi, Topolanek, Berlusconi e i poveri coglioni come me, di sinistra. Il sud non vota più, o per protesta o perché non ha mai capito davvero questa faccenda delle elezioni. Il bipolarismo è una buffonata, la legge elettorale vigente falsifica i risultati. I leader più cialtroni sono i miei di sinistra, che hanno messo la mia scheda (Fava, Vendola e Ferrero: nessuno è stato capace di dialogare) nel tostapane. Nei democratici, un combattivo Dc s’è rivelato più efficace di tutti i vari marpioni ex Pci: confermarlo (o lui, o Rosy Bindi, o dalla Chiesa). A destra c’è solo un italiano su quattro: basta inciuci e basta timidezze. Il governo, comunque, ora si chiama governo Bossi.

* * *

Cosa potrebbe tenerci insieme (per vincere alla prima elezione) quale potrebbe essere il collante comune? La Cgil e l’antimafia. La prima sta funzionando, ma non interessa Di Pietro (e non abbastanza al Pd). La seconda potrebbe essere sostenuta da tutti (e in Sicilia, ad esempio, dovrebbe essere sempre l’unica lista della sinistra e dintorni) ma, per mancanze umane e politiche dei suoi leader, non è all’altezza. In notabili dell’antimafia (Rita Borsellino, Fava, Crocetta, Lumia, ecc.) hanno corso ciascuno per sè, da primedonne. Il migliore Lumia (per la coerenza). La peggiore Rita (slogan: "Finché c’è Rita c’è speranza"). Non so ora chi di loro sia stato eletto e chi no: ma a questo punto, per la gente comune, non ha importanza.

* * *

Tutte queste belle cose che scriviamo sulle elezioni italiane ed europee, io e tutti gli altri, sono in realtà cose futili e senza importanza. Le vere elezioni ci sono già state, le ha vinte la sinistra - Obama in America, i progressisti in India (con una paria eletta vicepresidente), i vari rivoluzionari e riformisti in Sudamerica - e noi siamo ancora qui come tanti polli a guardarci l’ombelico.

Negli anni Trenta l’Europa, con le sue atroci malattie politiche, poteva ancora rovinare il mondo: comandava lei. Adesso può fare al massimo un po’ di baccano: il mondo è della Cina, dell’America, del Brasile, dell’India - delle nazioni moderne, territoriali, e non delle nostre piccole, divise e presuntuosissime città-stato. Non faremo un favore a nessuno ammettendo - con degnazione - che forse la razza bianca non è più Razza Superiore. Semplicemente, ci faremo accettare nel mondo, in questi pochi decenni in cui ancora possiamo farlo a buon prezzo.

In Italia, poi, c’è da ridere. La donnetta di Treviso o Varese, rozza e incolta, il borgataro accoltellatore di Torbellamonaca, il borghese palermitano puzzolente di monnezza, decidono la nostra politica coccolati dai nostri "politici" cialtroni il cui massimo scopo nella vita è di trovarsi a cazzo di fuori in qualche villa kitsch con statuette e piscine e un paio di dozzine di giovani e meno giovani bagasce. E là fuori, nel mondo, ci sono l’India e Obama.


Solidarios

Numerosi lettori hanno scritto per esprimere solidarietà a Graziella Proto dei Siciliani (vedi "Catena" del 5 giugno) e offrire il loro appoggio. Ne pubblichiamo di seguito alcuni, preceduti dalla "Lettera dalla Sicilia" ha dato origine al caso. * * *

Lettera dalla Sicilia

Graziella Proto, amministratrice e redattrice dei Siciliani anni ’80, sta perdendo la casa per via dei vecchi debiti del giornale. L’antimafia è bella e tutti appoggiano l’antimafia, si capisce: però le cambiali, oltre vent’anni fa, le ha dovuto firmare Graziella.

I Siciliani, una rivista "storica" e elogiata da tutti, vendeva fra 15 e 30mila copie. Però - imprenditori siciliani... - non aveva uno straccio di pubblicità, e quindi ci voleva qualcuno che firmasse cambiali. E questo qualcuno era Graziella.

La cooperativa faceva parte della Lega delle Cooperative, che però in quel periodo aveva grossi affari coi Cavalieri. Il giornale era un fiore all’occhiello - stando ai discorsi - della Federazione della Stampa, dell’Ordine, dei compagni perbene di tutt’Italia e in genere dei progressisti. Però le cambiali le firmava Graziella.

Graziella Proto, in questi venticinque anni, è stata uno dei più seri e validi - e meno propagandati - giornalisti antimafiosi. Negli ultimi anni, sempre di tasca sua, ha fatto una bellissima rivista, Casablanca, ed è riuscita a portarla avanti per quasi tre anni. Nel primo numero c’erano la Borsellino, la Alfano, il Riscatto della Sicilia, il Movimento delle donne, la Sinistra. Nessuna di queste nobili signore s’è fatta mai sentire, non fosse che per ringraziare. Infatti Graziella, per i pochi che avevano la bontà di conoscerla, era quella che firmava le cambiali. Nessuno l’ha mai citata - ad esempio - per la rischiosissime inchieste sui ragazzini di Paternò ammazzati da Santapaola.

Non sappiamo cosa ne pensa Graziella. Ma noi pensiamo che parlare di informazione e di antimafia è una presa in giro se non si salva chi ha fatto informazione e antimafia non per un anno o due, ma per venticinque. Bisogna che intervengano coloro che debbono, subito e con urgenza. Sarebbe intollerabile vedere una Graziella vittima della mafia (vera) e dell’antimafia (a parole).

Pino Maniaci e Riccardo Orioles

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Associazione Antimafie "Rita Atria" wrote:

< Dobbiamo ringraziare costantemente questo Stato per ricordare le vittime di mafia e presentare il conto ai vivi. Quindi la mafia ottiene un risultato pieno: uccide Pippo Fava e distrugge la vita di Graziella Proto e di altri. Si parla di pignoramento della casa di Graziella Proto al momento dell’omicidio Fava la presidente della cooperativa Radar proprietaria della testata I Siciliani di Pippo Fava (giornalista dalla mafia ucciso il 5 gennaio 1984). Facciamo un appello a tutti affinché dalle commemorazioni si passi ai fatti.

Quel pignoramento è un insulto alla memoria di Pippo Fava e soprattutto è un atteggiamento inaccettabile da parte dello Stato nei confronti di chi nel tempo con atti concreti ha saputo resistere. Gli sconti li facciamo solo ai piloti, cantanti, etc... ma quel fallimento doveva essere condonato per dignità. Vi preghiamo di scriverci per essere informati sulle forme di protesta che attueremo, al momento ci stiamo organizzando

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mila wrote:

< la notizia su graziella mi ha molto colpita, la diffondo e inoltro a chiunque per far sì che tutti sappiano >

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massimo mingrino wrote:

< Come possiamo aiutare Graziella concretamente, noi semplici cittadini? Attendo fiducioso un riscontro. A presto. Massimo >

Serena Malavasi wrote:

< Io vivo al nord ma conosco sommariamente la storia de I Siciliani e vorrei, per quanto nelle mie possibilità, contribuire a sostenere Graziella >

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Lia Didero wrote:

< Ciao. qualche info in più, che magari si cerca di organizzare qualcosa, quassù nelle marche, in sostegno di Graziella? >

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Pia Covre wrote:

< Sono davvero straziata nel cuore per il contesto in cui siamo immersi, e mi sento come una povera farfalla rinchiusa in un bicchiere. Quando riusciremo a venir fuori da questo incubo che è diventato il SISTEMA italiano ci vedremo attorniati da macerie proprio come i terremotati... Si può far girare un appello a favore di Graziella per pagare i vecchi debiti? Io sono candidata alle europee ma ho rinunciato a spendere per la campagna e ho destinato i soldi della stampa a due onlus per bambini, ma potrei girare qualcosa anche per quella rivista che ha avuto così tanta importanza nel costruire una coscienza antimafiosa. Fammi sapere come posso fare >

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Ariel Paggi wrote:

< Tenendo conto degli affari che fa in tutto il paese, Sicilia compresa dovrebbe pagare la Uniccop >


Benito D’Ippolito wrote:

Rileggendo Pippo Fava

< È una frase retorica bella e trita e bugiarda, la frase che dice che quando muore una persona buona cento altri sorgono a prendere il suo posto. Quegli occhi che videro la luce sono spenti per sempre. Quelle mani, quella voce, per sempre ridotte a nulla. Quell’inesausta voglia di vivere divorata per sempre dall’orco. Restano le opere, frutto dei giorni e dell’orgoglio di essere vivi. Restano queste parole che adesso rileggo e che prolungano la lotta di un giusto. Quel che non muore è solo quel che lasci, quello che agli altri doni, la decisione presa, una volta per sempre. >


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