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La "Carta di Firenze" e la dialettica interna nel M5S

di Sergej - sabato 5 ottobre 2019 - 383 letture

In occasione del decennale del Movimento Cinque Stelle, un gruppo riunito attorno alla Carta di Firenze, come la chiamano, prova a rilanciare dal basso il movimento stesso dopo le vicende di governo che hanno colpito il partito con l’alleanza con la Lega di Salvini prima e ora con il PD / Renzi.

Si autodefiniscono come "quelli che da sempre sotto la bandiera del Movimento parlano con le persone per la strada, con la pioggia o con il sole cocente, mettendoci al servizio delle nostre comunità ai banchetti e nelle piazze". Sono, soprattutto, questi appartenenti al M5s, "attivisti e portavoce - rivendicano - che credono nei valori fondativi del Movimento 5 Stelle e li proteggono con passione" e - da un sito web apposito - si raccolgono sotto la ’Carta di Firenze’ per far sapere che "siamo in tanti a volere un M5s unito e coerente" e, chiariscono, "senza scissioni o correnti". "Da tempo però - è il j’accuse di chi prende posizione ormai apertamente, dopo le riunioni dei giorni scorsi, proprio nel capoluogo toscano - assistiamo al dissolversi di questo progetto politico".

"In nome di una fraintesa responsabilità di governo - è il capo d’accusa - il Movimento ha rinunciato ai propri principi identitari: dalla lotta per la ricostruzione di uno stato sociale massacrato da trent’anni di neoliberismo fino alla battaglia per la conquista della piena sovranità nazionale".

Tanto che, dicono, "riceviamo sia per strada che sul web accuse sempre più sferzanti sulle ’promesse non mantenute’ e sui ’compromessi al ribasso’". "La nostra coscienza di attivisti si ribella - si afferma - e ci impone di riportare il M5s al pieno rispetto dei suoi valori con perseveranza e soprattutto coerenza".

Il primo del manifesto in cinque punti è quello titolato "Trasparenza e democrazia interna", chiede il superamento del feticcio web con la "convocazione di un’assemblea fisica nazionale, Forum degli attivisti, con avvio di un processo di riforma dello Statuto stesso, e attribuzione all’assemblea degli iscritti del potere democratico di esprimersi sulle cariche interne, tutte elettive".

È la parte dispositiva dalle Carta di Firenze, che chiede innanzitutto "revisione dello Statuto e superamento della figura del capo politico mediante l’introduzione di organi elettivi e collegiali a livello nazionale, regionale e provinciale, che abbiano l’autorità di intervenire nella gestione dei conflitti interni nelle aree di competenza".

A seguire, si passa a mettere nel mirino proprio il ’sancta sanctorum’ del Movimento, chiedendo "attribuzione della piena proprietà e della gestione del Sistema operativo Rousseau al Movimento 5 stelle assicurando la massima trasparenza della piattaforma, in particolare verso le richieste di: accesso pubblico all’anagrafe territoriale degli iscritti, verificabilità degli esiti delle consultazioni".

Altro punto: "Miglioramento di ’Tirendiconto’ per aver maggiore trasparenza sulle spese dei portavoce, nonché attivazione di tutte quelle ulteriori funzioni necessarie a garantire un vero processo di informazione, comunicazione e coinvolgimento degli attivisti sui progetti sostenuti grazie alle restituzioni dei portavoce".

E ancora: "Sviluppo effettivo del progetto ’Scudo della rete’, in particolare per i Portavoce locali, consiglieri comunali". Il tutto insieme a quanto chiede il punto 3, intestato "Riorganizzazione dal basso": "Avvio di una riorganizzazione dal basso che valorizzi il ruolo centrale dei gruppi locali e degli attivisti attraverso assemblee territoriali periodiche alle quali siano tenuti - si chiarisce - a partecipare i portavoce eletti, su temi locali e nazionali".

Sono posizioni dialettiche interne al M5S che, rese pubbliche, possono prestarsi facilmente all’uso strumentale da parte degli avversari politici, ma che testimoniano ancora una volta la vitalità politica di questo partito, che nel tempo matura sempre di più da eterogenea espressione del disagio dei cittadini verso lo Stato a organizzazione politica capace di impegnarsi sempre più concretamente nella vita democratica del Paese.

Fonte: RaiNews



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