L’ucraina sapiente

di Alberto Giovanni Biuso - domenica 7 giugno 2009 - 2348 letture

Accade in un Liceo di Napoli, e analoghi casi si verificano probabilmente in numerosi altri, che una studentessa ucraina molto brava non possa sostenere l’esame di stato e diplomarsi. È «la logica conseguenza delle nuove norme varate dal governo. Il ministero dell’Istruzione, infatti, per compilare l’anagrafe dello studente deve rilevare i dati relativi a ogni singolo candidato. Compreso il codice fiscale, che, successivamente, passerà al vaglio dell’agenzia delle entrate» (Fonte: Repubblica del 7.6.09). Una ragazza studiosa, poliglotta, diligente, i cui genitori svolgono un lavoro onesto non può presentarsi all’esame, perché straniera e clandestina. Legioni di studenti italiani asini, svogliati, ignoranti, otterranno invece il loro diploma che attesterà il falso, vale a dire conoscenze che non possiedono. È uno degli effetti dell’ossessione xenofoba della Lega Nord condivisa dall’intera maggioranza parlamentare e dal governo italiano. Un effetto che conferma da un’ottica particolare l’insensatezza, ormai, degli esami, dei diplomi, del valore legale dei titoli di studio, medi e universitari.

Ai diplomi andrebbe semplicemente sostituito un attestato che indichi il nome della scuola o dell’università che lo ha rilasciato, l’anno, la durata complessiva del corso di studi, le materie seguite, la durata dei singoli corsi e ogni altra informazione utile a ricostruire l’effettivo percorso formativo di ogni studente. Voti e “pezzi di carta” non certificano più niente se non la potente inerzia degli apparati burocratici che li rilasciano. Ma sembra che i primi a non capirlo siano gli stessi studenti, ossessionati dal voto invece che dall’apprendimento. L’abolizione del valore legale dei titoli di studio potrebbe spezzare la connivenza tra docenti che non fanno nulla ma promuovono tutti (anche col 28-30 “politico” all’Università) e studenti che protestano solo quando temono bocciature o voti bassi e accettano con rassegnazione o complicità, invece, insegnanti liceali impreparati e docenti universitari che non si presentano a lezione o che la svolgono soltanto in parte; che propongono identici programmi nei corsi triennali e in quelli specialistici; adottano libri inadeguati al livello universitario; mostrano scarsa originalità scientifica sia nelle lezioni che nei testi. Il venir meno del valore legale dei titoli di studio -nonostante i rischi e le possibili controindicazioni del rimedio- cancellerebbe almeno un simile squallore. A quel punto, infatti, scuole secondarie e corsi universitari di basso livello culturale e didattico chiuderebbero per mancanza di allievi, come meritano. E gli studenti pigri o incapaci non toglierebbero spazio e risorse a chi, invece, possiede talento e volontà. Come la clandestina di Napoli.

www.biuso.eu


Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Bolli
8 giugno 2009, di : Alberto Giovanni Biuso

Il Ministero, intanto, ha chiarito che il codice fiscale sarebbe «funzionale all’Anagrafe degli studenti. Nel caso in cui uno studente ne fosse sprovvisto, non ne subirebbe alcuna conseguenza. Per cui non c’è nessun motivo per cui la ragazza di Napoli non possa affrontare l’esame di maturità». Ottima notizia. Rimane il problema, -universale- delle promozioni e delle lauree alle quali non corrisponde una reale preparazione. E dei certificati che attestano il contrario.

Nel 1959 Luigi Einaudi sosteneva «non avere il diploma per se medesimo alcun valore legale, non essere il suo possesso condizione necessaria per conseguire pubblici e privati uffici, essere la classificazione dei candidati in laureati, diplomati medi superiori, diplomati medi inferiori, diplomati elementari e simiglianti indicativi di casta, propria di società decadenti ed estranea alla verità ed alla realtà; ed essere perciò libero il datore di lavoro, pubblico e privato, di preferire l’uomo vergine di bolli». («Scuola e libertà», in Prediche inutili, Einaudi, 1959, p. 57). Naturalmente “l’uomo vergine di bolli” può essere benissimo il raccomandato di turno. Ma non è già così? Anche adesso che di bolli dello Stato siamo invece marchiati tutti?