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L’incidente ferroviario di Rometta di 18 anni fa

8 morti, tra i quali un macchinista e una famiglia marocchina falcidiata. 47 i feriti
di Piero Buscemi - lunedì 20 luglio 2020 - 1027 letture

In tempi di ricorrenze, e di queste l’Italia è piena tanto da poter inserire gli eventi nel calendario tradizionale con l’impegno di aggiornarlo periodicamente, ci è sembrato giusto ricordare l’incidente ferroviario di Rometta nel messinese tirrenico, avvenuto il 20 luglio di diciotto anni fa e che coinvolse il treno espresso 1932 con la tratta Palermo-Venezia.

Fu un incidente causato dall’incuria dell’uomo o per meglio dire, della ditta che si occupava della manutenzione. Il cedimento di un giunto, giudicato idoneo dal Compartimento delle Ferrovie di Palermo, dopo un’iniziale prudenza che aveva ridotto la velocità massima a 60 km/h nel tratto interessato dalla manutenzione e che fu ristabilita un mese prima dell’incidente a 120 km/h.

Quello che ne seguì e che è passato alle cronache come la strage della Freccia della Laguna, ha dimostrato la sufficienza e la criminalità dell’azione di manutenzione svolta e i conseguenti nullaosta sull’idoneità del tratto oggetto della tragedia. Scongiurata l’ipotesi di un problema legato alla locomotiva, che era stata revisionata poco tempo prima, le indagini della Procura della Repubblica si indirizzarono proprio su quel giunto ritenuto affidabile che di fatto fu la causa principale del deragliamento del treno e della morte di otto persone.

In piena sintonia con molti casi analoghi registrati negli in varie parti d’Italia, il processo si trascinò per quasi dieci anni, quando a dicembre del 2011 il tribunale confermò la responsabilità di quattro indagati che non condussero con la giusta perizia la manutenzione del tratto ferroviario coinvolto, ma che consentì la prescrizione per l’accusa di omicidio colposo, per la quale il PM aveva avanzato la richiesta di condanna a 27 anni.

Tre anni dopo, la Corte d’Appello di Messina scagionò due dei quattro indagati, confermando la condanna per gli altri due tecnici, la cui pena fu condonata. Si dovette aspettare giugno del 2016 per rimuovere i rottami del convoglio che avevano dato vita ad una sorta di museo dell’orrore e furono necessari 140.000 euro per le operazioni di smaltimento.

Ci sembra davvero doveroso ricordare questa tragedia, dando risalto proprio ai protagonisti che per un’ennesima strage impunita, rischierebbero di essere dimenticati per sempre. Utilizziamo questa lista di esseri umani che perdettero la vita quel lontano 20 luglio 2002 per lanciare un monito, forse solo uno spunto di riflessione per chi oggi parla ancora di progetti avveniristici coma la costruzione di un ponte tra le due sponde dello Stretto di Messina o che pensa di fare cassa di risonanza lanciando accuse infondate nei confronti dei migranti. Se non addirittura pavoneggiarsi per aver ordinato lo smantellamento di un centro accoglienza.

Le vittime della tragedia di Rometta:

il macchinista Saverio Nania

famiglia marocchina composta da Ali Abdelhakim, Hanja Abdelhakim, Miloudi Abdelhakim, Fatima Fauhreddine

Placido Caruso

Giuseppina Mammana


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