L’economia del nostro Paese è ferma
Lo dicono tutti in particolare gli studiosi, anche se poi non si stancano di parlare della scarsa efficienza del sistema produttivo. Da non esperto mi domando...
L’economia del nostro Paese è ferma. Lo dicono tutti in particolare gli studiosi, anche se poi non si stancano di parlare della scarsa efficienza del sistema produttivo.
Da non esperto mi domando: quante risorse vengono impiegate in ricerca, in innovazione e in formazione per rendere il sistema più efficiente, più produttivo e più competitivo. Scarsi investimenti e scarsi risultati come dimostrano i dati della grave crisi del settore industriale.
Se non si fanno le dovute scelte economiche c’è ristagno e perdite di quote di mercato con gli inevitabili licenziamenti e aumento della disoccupazione. Una situazione che peggiora, ogni giorno che passa, anche a causa della crisi energetica che trascina l’aumento dei prezzi e la spirale inflazionistica.
Perdurando possiamo dire che non siamo messi bene e che non si vede l’uscita dal tunnel. Soprattutto se ne esce se nel Golfo si aprano spiragli di tregua che portino verso la pace. Si spera ma i tempi non sono brevi. Però qualcosa bisogna farla con il protagonismo dell’Unione Europea in grado di cercare una soluzione al conflitto russo-ucraino e di svolgere un ruolo attivo nel conflitto medio orientale.
Ma quello che maggiormente colpisce in questo contesto di crisi economica e il super sfruttamento dei lavoratori nelle fabbriche, nei cantieri edili, come nella costruzione del consolato americano, nei servizi e in agricoltura. Uno sfruttamento bestiale con salari di fame, in nero, e ambienti insicuri e nocivi. Sono luoghi dove si muore. Non c’è giorno che dei lavoratori lasciano le famiglie come in quest’ultimo periodo.
Alle notizie ci rattristiamo e il cordoglio del presidente della repubblica. Le parole non sono più sufficienti bisogna indignarsi, protestare, lottare perché la dignità, di chi si alza la mattina per andare a lavorare e per contribuire al mantenimento di questo nostro Paese, non può essere calpestata. Non può essere calpestata, ma valorizzata perché senza di loro e il loro impegno questa Italia andrebbe a rotoli.
Non credo che governi e imprese non lo sanno. Lo sanno ma non fanno quello che giusto che sia fatto. Il governo con delle buone leggi e le imprese per il rispetto dei contratti e delle leggi sulla sicurezza e sull’ambiente. Nelle crisi non possono pagare sempre gli stessi. Anche altri dovrebbero contribuire con dei sacrifici molto ma molto inferiori dei soliti noti.
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