L’economia del nostro Paese è ferma

Lo dicono tutti in particolare gli studiosi, anche se poi non si stancano di parlare della scarsa efficienza del sistema produttivo. Da non esperto mi domando...

di Luigi Boggio - sabato 30 maggio 2026 - 528 letture

L’economia del nostro Paese è ferma. Lo dicono tutti in particolare gli studiosi, anche se poi non si stancano di parlare della scarsa efficienza del sistema produttivo.

Da non esperto mi domando: quante risorse vengono impiegate in ricerca, in innovazione e in formazione per rendere il sistema più efficiente, più produttivo e più competitivo. Scarsi investimenti e scarsi risultati come dimostrano i dati della grave crisi del settore industriale.

Se non si fanno le dovute scelte economiche c’è ristagno e perdite di quote di mercato con gli inevitabili licenziamenti e aumento della disoccupazione. Una situazione che peggiora, ogni giorno che passa, anche a causa della crisi energetica che trascina l’aumento dei prezzi e la spirale inflazionistica.

Perdurando possiamo dire che non siamo messi bene e che non si vede l’uscita dal tunnel. Soprattutto se ne esce se nel Golfo si aprano spiragli di tregua che portino verso la pace. Si spera ma i tempi non sono brevi. Però qualcosa bisogna farla con il protagonismo dell’Unione Europea in grado di cercare una soluzione al conflitto russo-ucraino e di svolgere un ruolo attivo nel conflitto medio orientale.

Ma quello che maggiormente colpisce in questo contesto di crisi economica e il super sfruttamento dei lavoratori nelle fabbriche, nei cantieri edili, come nella costruzione del consolato americano, nei servizi e in agricoltura. Uno sfruttamento bestiale con salari di fame, in nero, e ambienti insicuri e nocivi. Sono luoghi dove si muore. Non c’è giorno che dei lavoratori lasciano le famiglie come in quest’ultimo periodo.

Alle notizie ci rattristiamo e il cordoglio del presidente della repubblica. Le parole non sono più sufficienti bisogna indignarsi, protestare, lottare perché la dignità, di chi si alza la mattina per andare a lavorare e per contribuire al mantenimento di questo nostro Paese, non può essere calpestata. Non può essere calpestata, ma valorizzata perché senza di loro e il loro impegno questa Italia andrebbe a rotoli.

Non credo che governi e imprese non lo sanno. Lo sanno ma non fanno quello che giusto che sia fatto. Il governo con delle buone leggi e le imprese per il rispetto dei contratti e delle leggi sulla sicurezza e sull’ambiente. Nelle crisi non possono pagare sempre gli stessi. Anche altri dovrebbero contribuire con dei sacrifici molto ma molto inferiori dei soliti noti.


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