L’arte di ascoltare / di Plutarco

(Plutarco di Cheronea, L’arte di ascoltare, 47 F - 48 C)
di Redazione Antenati - sabato 21 maggio 2005 - 4119 letture

Alcuni allievi non vogliono avere seccature quando sono per conto loro, ma ne procurano all’insegnante, facendo continuamente domande sugli stessi argomenti, come uccellini implumi che stanno sempre a bocca aperta verso la bocca altrui e vogliono ricevere tutto già pronto e predigerito dagli altri. Così "la strada corta diventa lunga", come dice Sofocle, non solo per loro, ma anche per gli altri: infatti, interrompendo di continuo l’insegnante con domande vuote e superflue, come se fossero in gita, intralciano l’andamento regolare dell’insegnamento, che subisce interruzioni e ritardi. Ai pigri, poi, raccomandiamo che, una volta che abbiano compreso i punti essenziali, mettano insieme il resto da soli, e guidino la ricerca con il ricordo (di ciò che hanno già appreso), e, dopo avere accolto la parola altrui come un principio ed un seme, la sviluppino e la accrescano. Infatti la mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma, come legna da ardere, ha bisogno solo di una scintilla che la accenda, che vi infonda l’impulso alla ricerca e il desiderio della verità.


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