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L’anti-TESI on line

Ve l’immaginate se Einstein, Fleming, Fermi o le decine di altri geni, le cui scoperte hanno migliorato il mondo in modo decisivo, avessero tenuto sotto chiave i risultati dei loro studi e li avessero elargiti solo dietro lauto compenso?

di titty - mercoledì 10 maggio 2006 - 14495 letture

Bei tempi quando i laureati (e i professori universitari) facevano a gomitate per riuscire a diffondere (gratuitamente !!!) urbi et orbi i risultati dei propri studi, alimentati dal sanissimo principio che il proprio ingegno è un dono che acquista valore solo se messo LIBERAMENTE a disposizione di TUTTI!

Giorni fa invece, con mia grande sorpresa, volendo consultare liberamente una tesi di laurea su uno dei tanti siti Internet preposti alla divulgazione delle tesi, ho ricevuto dalla Redazione del sito un’allucinante risposta del tipo: “Spiacenti ma non può consultarla gratuitamente, perché la tesi è considerata un’opera dell’ingegno, che è proprietà del singolo, che quindi ne richiede un ovvio compenso per la consultazione”.

Ridere o piangere? Ve l’immaginate se Einstein, Fleming, Fermi o le decine di altri geni, le cui scoperte hanno migliorato il mondo in modo decisivo, avessero tenuto sotto chiave i risultati dei loro studi e li avessero elargiti solo dietro lauto compenso?

Le conseguenze positive delle loro scoperte si sarebbero ridotte all’osso, perché la diffusione sarebbe stata veramente minima; quindi il benessere in cui ci troviamo oggi sarebbe solo un miraggio ancora lontanissimo !!!!!

Di certo nell’attuale società mercificata non c’è più posto per utopie del tipo "la diffusione gratuita dei risultati dell’attività di ricerca è un DIRITTO dell’umanità", oppure "l’ingegno umano è PROPRIETA’ dell’umanità, e non del singolo".

Ormai la misura della qualità dell’ingegno umano è il prezzo a cui viene venduta ... un po’ come al mercato quando si vende il pesce di prima e di seconda scelta. E’ chiaro che in tale contesto trovano ampio spazio anche tutte quelle ditte che furbamente difendono, giustificano, fomentano e soprattutto cavalcano tale posizione, disposti a calpestare (e far calpestare) qualsiasi principio etico sulla diffusione del sapere pur di guadagnarci qualche soldo con le loro ’bancarelle telematiche del pesce’: tu puoi vendere la tua tesi tramite il loro sito e loro incassano il 50% dei profitti.

Non me ne vogliate per questa mia visione così anacronistica e ormai utopistica. Mi viene solo da farmi due risate (veramente amare!) pensando a quelle persone (e ce ne sono tante!) che al figlio morente sono costrette a dire: "purtroppo non si può fare altro, perché l’unica ulteriore soluzione non è ancora stata messa a disposizione: si stanno accordando sul ’prezzo’ per renderla di pubblico dominio".

Concludo con un paradosso ... tanto per farci insieme due risate: cercate su un qualsiasi sito Internet l’intera trattazione della teoria della relatività (che mi sembra forse "un pò" più rilevante di una qualsiasi opera d’ingegno contenuta nelle varie tesi in vendita sui vari siti preposti). Se in un solo sito vi viene chiesto anche un solo centesimo per consultarla, vi offro la cena!


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Altri scenarii..
15 maggio 2006, di : Cocò

S’io fossi come uno dei genii che hanno fatto il nostro "eventuale" benessere, non metterei a disposizione alcuna idea nuova per nessuno!

Per il semplice fatto che c’è sempre qualcuno che si impadronisce di tale risorsa e la sfrutta per i propri benefici, infischiandosene del bene del prossimo (vedi telefono, elettricità, petrolio, bombe atomiche, internet, televisione,ecc.)

Oggi il mondo viaggia solo sul binario chiamato politica..

E’ successo quello che si temeva: le invenzioni diventano armi improprie nelle mani di pochi.

Finchè ci sarà la minaccia del capitalismo estremo sul mondo, non conviene dare perle ai porci.

Spero che ciò valga anche per chi avrebbe veramente dei contributi..

Appunto, lo scienziato ne dovrebbe sapere più di noi in tante cose..

La più grande invenzione, nel merito è insegnare quindi il valore dell’uomo.

Mi chiedo come farà l’umanità senza petrolio!

Non centra l’energia alternativa, centra il discorso di come renderla portabile (e ai costi della benzina)

Immaginiamo allora di adottare l’alcol, e immaginiamo l’america perdere il primato tecnologico, soppiantato dall’agricoltura!

Il prossimo scenario, invece ci vede poveri! perchè la natura non può produrre tanto alcool (tutto si ferma, anche la macchina bellica, ma.. forse no..)

(nella peggiore ipotesi, avremo benzina accessibile per altri 20 anni, l’alcol comunque costerebbe 3-4 volte di più della benzina, cioè un prezzo abbastanza scoraggiante, ma non tanto da tornare alla "belle epoque"..)

A tale situazione si arriverà per grossi gradi..

(Quindi cari inventori, converrebbe costruire delle auto leggere, con batterie già ora disponibili, e cercando di rendere il tutto possibile e dimostrato. Quindi, sempre contro-corrente, previdenti di più di certi dirigenti di case automobilistiche, forniamo la nostra "versione", per non dover pedalare al più presto..)

(si può pensare di realizzare un motore di 200 cc ad alcool che muove una macchinetta di 200 chili, e che a 70 km/ora (max 90 km/ora!) può percorrere (ad esempio)60 km con un litro. (Ma che figura, tornare indietro! alla ragione!))

E’ ovvio che nessun governo farà nulla! (si scannano tra loro), perchè gli inventori lo sanno che il mondo è fatto da sempre così..

Intanto le case automobilistiche vanno sempre più per le super-car! (perchè valgono 25.000 euro l’una)

    Un rimedio c’è !!
    17 maggio 2006, di : Titty |||||| Sito Web: http://www.girodivite.it/Pace-Prima...

    Siamo perfettamente sintonizzati sui presupposti, anche se i risultati sono diversi. infatti entrambi siamo convinti che il capitalismo dilagante, con le sue ramificazioni economiche-politiche, sia riuscito a manipolare, strumentalizzare e far appassire ogni creazione dell’uomo e della natura (a partire dall’ingegno, per arrivare, fra pochi anni, fino ... all’aria che respiriamo!!).

    Però non siamo d’accordo sul ’rimedio’ a tutto ciò. Ciò perchè Lei è mosso da un giustificatissimo pessimismo (...e chi non è in questo stato di fronte ai giganteschi problemi sociali di oggi?) che mi sembra la conduca a tirare i remi in barca (stop alla diffusione delle nuove scoperte), mentre io cerco di reagire all’immobilismo generato subdolamente dal pessimismo.

    Come?

    Fra qualche giorno sarà pubblicato un mio articolo sempre su questo sito e tratterà proprio questi argomenti. Mi farebbe piacere una sua lettura e opinione in merito.

    Nel frattempo, per approfondire meglio lo spirito della mia risposta, mi farebbe piacere se leggesse due miei articoli già pubblicati in questo sito:
    - Pace? prima eliminiamo la guerra dal nostro DNA
    - Sentimenti ’plastificati’

    A presto

    Titty

L’anti-TESI on line
16 maggio 2006, di : cotanto

Sono una di quelli che ha messo in vendita online la sua tesi di laurea : qualche soldino non fa mai male... e poi, ci sfruttano cosi tanto in scuola di specializzazione!
    L’anti-TESI on line
    16 maggio 2006, di : studentessa

    è troppo facile parlare di gistizia e di lealtà per queste piccole cose...basta con i moralismi ipocriti!!
    L’anti-TESI on line
    21 marzo 2011

    anke a me dispiace mettere la mia tesi on line ma qlk soldino mi serve visto ke l’università mi ha chiuso le porte e le varie borse di studio presentate non hanno dato l’esito sperato ed è difficile fare la pratica a costo zero, volevo sapere se effettivamente funzionano qst siti in cui puoi pubblicare la tesi o se sono solo una truffa?
L’anti-TESI on line
17 maggio 2006, di : mdm

Hai perfettamente ragione con quanto dici nel tuo articolo! Del resto sappiamo che la storia dei brevetti in ambito software ha portato in America a dover pagare delle royalties se in un programma si vuole ad esempio inserire una barra di scorrimento, così come è diventato proprietà privata il genoma di alcune specie viventi, compreso l’Uomo. La mercificazione è davvero dilagante e chissà che di questo passo non si arrivi a far pagare anche l’aria che respiriamo! Giovani non accettate la logica del mercato come fosse naturale!
L’anti-TESI on line - SQUALLOR!
1 giugno 2006, di : Pierluigi

Carissima Titty, non sono minimamente d’accordo su nulla di ciò che lei dice.

Innanzitutto mi sembra squallido il punto di partenza. Lei si chiede cosa sarebbe avvenuto se Einstein o Fermi avessero messo sotto chiave i risultati delle loro ricerche. Io mi chiedo invece: e se Einstein e Fermi avessero avuto la possibilità di copiare la loro tesi di laurea scaricandola da internet? Perchè è questo che lei hai cercato di fare. Scaricare una tesi da internet per evitare di lavorarci sopra. Essendomi laureato in epoca preinternet, e avendo lavorato oltre un anno sulla mia tesi potrà capire che la cosa può toccarmi. Se per un comportamento non solo immorale, ma anche illegale qual’è copiare una tesi, le chiedono 30 o 40 €, il prezzo medio di una tesi online, la cosa è comunque molto più conveniente che passarci su un anno della propria vita. Ritengo perciò che se Einstein o Fermi avessero avuto questa possibilità, e l’avessero sfruttata, semplicemente non avremmo le loro ricerche iniziate, almeno nel caso di Fermi, appunto con la loro tesi di laurea.

Le faccio inoltre notare che non c’è nulla al mondo che si paga più delle informazioni. Il medico che le chiede una parcella per una diagnosi non fa altro che venderle informazioni, così come l’avvocato che la difende le vende le sue conoscenze legali, o anche l’idraulico che le ripara un rubinetto le vende la sua conoscenza del proprio lavoro. Gli stessi Fermi ed Einstein, peraltro, sono stati pagati per le proprie informazioni, per le proprie ricerche, ottenendo cattedre universitarie o assegni di ricerca che non avrebbero raggiunto se avessero nascosto al mondo i risultati dei loro studi.

Le consiglio pertanto di spendere pure la trentina di euro che le chiedono, di utilizzare la tesi che si sarò illegalmente procurata per laurearsi e per vivere felice. Si faccia anche un po’ schifo però.

La saluto e le lascio la mia email per eventuali repliche.

Pierluigi

    ’FATTI, NON ... PRUGNETTE!!’ (Cevoli - Zelig)
    7 giugno 2006

    È molto pericoloso prendere per la tangente basandosi solo su delle supposizioni non preventivamente verificate. Si rischia di far miseramente sprofondare la propria credibilità nel ridicolo!!

    E in questo errore è incappato proprio ...lei!!

    Infatti lei mi ha preso a ...sassate (ovviamente è un eufemismo, perché lei mi ha trattato molto peggio!), immaginando che io fossi una laureanda a caccia di facili scorciatoie tramite scopiazzamento di tesi qua e là; e oltretutto senza voler neanche riconoscere (economicamente) il duro lavoro di altri.

    Per evitare che lei in futuro si schianti nuovamente contro situazioni ridicolizzanti, le fornisco il conforto di qualche ragguaglio:

    1) la mia laurea risale a quasi 20 anni fa; quindi, come lei, non ho usufruito dei vantaggi di Internet, versando perciò due anni di durissimo sudore sulla mia tesi sperimentale.

    2) Il lavoro bibliografico che ora si può condurre facilmente tramite Internet, all’epoca si faceva nella biblioteca delle università, dove, per fortuna i testi si consultavano gratis, come adesso dovrebbe esser fatto su internet. Quindi ora come allora non vedo il motivo di far pagare una consultazione.

    3) La informo che non sto scopiazzando delle tesi da internet, ma sto semplicemente approfondendo delle analisi (insegno Sociologia delle Comunicazioni) mirate alla formazione (GRATUITA!!!) di studenti universitari e di volontari del servizio civile della CARITAS.

    4) applicando il sacrosanto motto del comico Cevoli di Zelig (‘Fatti, non prugnette!’), non ho perso tempo a fermarmi solo al suo stadio (le illazioni gratuite e offensive), ma sono andato ben oltre, mettendo a disposizione la mia tesi su dei siti NO-PROFIT...e incitando molti altri a farlo.

    Ciò detto, che altro aggiungere?

    Mi auguro che la prossima volta lei investa più tempo nel cercar di cogliere i messaggi profondi di certi articoli, senza andare solo a caccia di un qualsiasi ‘casus belli’, pur di togliere la sicura e sparare all’impazzata.

    Perciò, buona RILETTURA del mio articolo!!

L’anti-TESI on line
5 febbraio 2012, di : Fabio Toffano

Buon giorno, ho letto con interesse questo articolo e vorrei far conoscere, ed eventualmente riscontrare problemi o altri casi simili, quello che mi è accaduto sul famoso sito Tesi on line, dove ho pubblicato la mia tesi di laurea accettando le loro condizioni di vendita, che in sintesi sono: 1 Il primo acquisto dell’anno corrente non ti danno niente (la tua tesi la vendono a 30 euro e tengono tutto loro)

2 Dal secondo acquisto dell’anno corrente ti danno il 50% della vendita, ma a fine anno tutto viene azzerato, ricominciando con lo stesso sistema ogni anno.

A me è stranamente successo che il primo anno mi hanno avvisato subito di un acquisto, e quindi niente per me, ma anche subito all’inizio del secondo anno ecco subito un acquisto (anche qui senza nessuna remunerazione) e poi niente. Ovvio che dopo il primo acquisto tu sei lì ad aspettare il secondo, che però stranamente non arriva mai, ma ti costringe a tenere la tua tesi sul sito. Non voglio ancora parlare di truffa...ma se questo è sistematico forse qualcosa di strano c’è..meglio quindi condividere la propria tesi gratuitamente con tutti. Fabio