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L’amicizia di Alda Merini col pittore Giovanni Bonaldi

La testimonianza che il pittore bergamasco Giovanni BONALDI ha dato di ALDA MERINI per renderle omaggio. E’ un ricordo molto tenero e materno quello che l’artista descrive del suo incontro e collaborazione con la poetessa

di khristell - domenica 8 novembre 2009 - 7340 letture

Vorrei condividere con voi la testimonianza che il pittore bergamasco Giovanni BONALDI ha dato di ALDA MERINI per renderle omaggio. E’ un ricordo molto tenero e materno quello che l’artista descrive del suo incontro e collaborazione con la poetessa che hanno fruttato diverse pubblicazioni:

LIBRI D’ARTISTA

- Certificazioni d’esistenza, due incisioni di Giovanni Bonaldi con una poesia inedita di Alda Merini, testi critici di Riccardo Barletta e Lucio Del Pezzo, edito e numerato dall’artista, copertina di metallo cm.16x22, foglio disteso cm. 22x120, Milano, 1997.

- Curva di fuga, incisioni di Giovanni Bonaldi con poesie e scritti inediti di Alda Merini, introduzione di Roberto Sanesi, la copertina in pergamena contiene 14 quartini di cm. 44x31, edizione numerata dalle edizioni dell’Ariete, Crema, 1997.

- 21 febbraio, una poesia di Alda Merini e un’incisione con intervento tattile di Giovanni Bonaldi, foglio cm. 20x27, edizioni Pulcinoelefante, Osnago, 1999.

- Splenduisti et vocasti, una poesia inedita di Alda Merini con una incisione di Bonaldi Giovanni, edizioni Il dodecaedro di Leonardo, Milano, 2000.

- Amore di carta, cinque incisioni di Giovanni Bonaldi con nove poesie inedite di Alda Merini, tiratura numerata e firmata in quaranta esemplari, edizioni Lo Sciamano, Milano, 2002.

LIBRI ILLUSTRATI

- Alda Merini, Salmi della gelosia, ed. dell’Ariete, Crema 1997.

- Cristian Bonaldi, L’Esorcismo, ed. Segno, prefazione e poesia inedita di Alda Merini, Udine 2002.

CATALOGHI CON POESIE E TESTI CRITICI di ALDA MERINI

- Giovanni Bonaldi, ed Severgnini, Milano 1997

- Il peso non dorme, ed. Mazzotta, Milano 2000

- Canti delle salite, Arsmedia, Bergamo 2002

- L’ospitalità dell’arca, Silvana editoriale, Milano 2006

TESTIMONIANZA

"La prima volta che ho incontrato la poetessa Alda Merini è stato nell’ottobre del 1996 nella sua casa milanese lungo i navigli - spiega Bonaldi -. Semplicemente ho suonato il campanello e mi ha fatto salire nel suo appartamento. Avevo letto alcune sue poesie che mi erano piaciute per quel modo, quella capacità di tracciare, con le parole, immagini simboliche. Sicuramente ero uno dei tanti che chiedevano di incontrarla, di parlarle, di iniziare una collaborazione. Gli ho mostrato i miei cataloghi, i miei quadri, i disegni, le incisioni. Come una madre, mi ha dato una carezza, mi ha salutato affettuosamente e si è resa disponibile ad incontrarmi altre volte. Quel giorno è stato l’inizio di un’amicizia che è diventata sempre più salda con il passare del tempo. Gli assidui incontri e le riflessioni sull’arte e la poesia con Alda sono di stimolo per realizzare nuovi disegni e progetti nell’ambito dell’incisione e della pitto-scultura.

Nel gennaio del 1997, viene dato avvio ad un progetto che vuole raccogliere gli scritti inediti della poetessa e le mie incisioni più significative in un libro d’artista col titolo “Curva di fuga”. Un libro di questo genere non ha un valore commerciale, ma è piuttosto destinato ai collezionisti. Questa raccolta nasce a partire da alcuni miei disegni e incisioni che mostro e spiego a Merini. Le mie immagini sono il punto di partenza per la poesia. Ed è come se le sue parole ripulissero l’arte. Nell’aprile dello stesso anno mi è data la possibilità di incontrare il grande Roberto Sanesi al quale sottopongo il progetto di questo libro d’artista che, in seguito, il noto poeta e saggista curerà con un suo scritto introduttivo. Il 21 novembre, a seguito di accordi con l’editore, il libro d’artista “Curva di fuga” (incisioni di Giovanni Bonaldi, poesie e scritti inediti di Alda Merini, introduzione di Roberto Sanesi, copertina in pergamena contenente 14 quartini di cm. 44x31), definito nella sua linea progettuale da Giovanni Bonaldi, verrà pubblicato con le edizioni dell’Ariete e presentato da Alda Merini presso il Castello Sforzesco di Soncino (Cr) in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria alla poetessa milanese.

Nello stesso anno, Alda Merini mi chiede di illustrare con cinque disegni una sua raccolta di poesie ed epigrammi dal titolo “Salmi della gelosia” stampata dalle edizioni dell’Ariete. Un altro libro d’artista con copertina di metallo accompagna, nel giugno del 1997, i miei lavori esposti alla Galleria “ArsMedia” di Bergamo in occasione della prima mostra personale dal titolo “Certificazioni d’esistenza” presentata da Riccardo Barletta, Alda Merini e Lucio Del Pezzo. AldaMerini e Giovanni Bonaldi, 21 febbraio. Nel 1999 le edizioni “Pulcinoelefante” pubblicano “21 febbraio” (foglio cm. 20x27) contenente una poesia di Alda Merini e una mia incisione con intervento tattile.

Nel 2000 incontro l’editore Gabriele Mazzotta il quale, dopo aver approfondito e apprezzato i miei lavori promuove la stampa di un catalogo dal titolo “Il peso non dorme” curato dal critico Alberto Fiz con poesie di Merini. Sempre in questo anno le edizioni “Il dodecaedro di Leonardo” di Milano pubblicano una poesia inedita di Alda Merini con una mia incisione dal titolo Amore di carta, incisione di Giovanni Bonaldi“Splenduisti et vocasti”. Tra il 2001 e il 2002 viene pubblicato in quaranta esemplari, dalle edizioni “Lo Sciamano”, un ulteriore libro d’artista dal titolo “Amore di carta” che raccoglie cinque incisioni di Giovanni Bonaldi e nove poesie inedite di Alda Merini. Un titolo questo concepito da Alda per comunicare l’essenza di un sentimento forte, che può soltanto vivere in un sogno o essere divorato dal fuoco.

Nel mese di giugno del 2002, presso la Galleria ArsMedia di Bergamo vengono presentati in una mostra personale alcuni miei lavori; la mostra, introdotta da Alda Merini è accompagnata da un catalogo curato da Sara Fontana.Nel 2005 illustro con disegni a corboncino il libro di mio fratello Cristian "I camaleonti insidiosi" (ediz. Marco Valerio) con prefazione e una poesia inedita di Alda Merini. Infine nel 2006 la Merini contribuisce con un testo critico e quattro poesie inedite alla realizzazione del catalogo edito da "Silvana editoriale" dal titolo "L’ospitalità dell’Arca" che raccoglie i progetti architettonici di Paolo Pelliccioli e i miei lavori realizzati per la cappella dell’Oratorio di Mozzo con testi critici di mons. Gianfranco Ravasi, mons. Carlo Chenis, Giuseppe Laras rabbino di Milano, mons. Pierangelo Sequeri e Franco Bonilauri. L’aiuto che Alda Merini mi ha profuso a piene mani in questi anni ha avuto il pregio di sintetizzare e rivelare nella parola poetica, tutto il significato della mia immagine pittorica.

UN INTRIGANTE ACCOSTAMENTO TRA DUE DIVERSE FORME DI ARTE La grande poetessa Alda Merini ci presenta il pittore bergamasco Giovanni Bonaldi

Come è iniziata e come è proseguita l’amicizia e la collaborazione con l’artista Giovanni Bonaldi? Perché ha accettato di lavorare con lui? La nostra collaborazione è iniziata grazie all’ostinazione di Giovanni che è venuto a cercarmi. Solitamente una persona vede nell’altro la realizzazione di quello che vuole dire. Poco alla volta i nostri linguaggi sono diventati complementari. Bonaldi l’ho visto animato da una sicurezza di sé e da una umiltà che caratterizza il vero artista a differenza di quelli presuntuosi; questo mi è piaciuto molto di lui. Inoltre ho capito che Giovanni era a corto di possibilità economiche, come tutti i grandi artisti, però aveva un grande talento e questo mi ha spinto ad affiancarlo ed accompagnarlo.

Quale è la relazione che si è venuta a stabilire tra la sua poesia e i lavori di Bonaldi? C’è molta simpatia tra noi, c’è voglia di aiutarci, c’è un intrecciarsi di bravura e bravura, insomma c’è una buona congiuntura. Poco alla volta è nato un linguaggio sotterraneo tra noi due che ci ha portato ad una buona intesa che chiaramente è stata la musa ispiratrice per le sue opere, i suoi quadri, le sue incisioni e per le mie poesie. Scrivere e disegnare sono due modi di fare arte, sono due delle espressioni somme del Bello. Proprio il connubio che si è venuto a creare tra noi ha permesso che si manifestasse il Bello che è Dio.

A suo parere, si può parlare di una dimensione trascendente nelle opere di Giovanni Bonaldi, di una ricerca del divino? Tutti gli artisti sono religiosi, si dice che siano i nipoti di Dio. Sono i prediletti, hanno un talento divino. Giovanni ha un’aspirazione per il divino; si sente pervaso di qualcosa di superiore, di diverso che si chiama Dio. Giovanni con la sua arte dà agli altri quello che la vita gli toglie: parla dell’amore e della sofferenza in relazione al divino. E’ una vocazione tremenda la sua: parlare di Dio e dell’uomo, della relazione tra i due, all’uomo stesso! L’arte è un dono che facciamo agli altri, è un dono che prima di tutto sappiamo di avere ricevuto noi e che sentiamo la necessità di buttarlo fuori e i doni che riceviamo sono sempre qualcosa di divino.

Dalla vostra collaborazione, da poco è stato edito il terzo libro d’artista che intreccia cinque incisioni di Bonaldi e nove poesie inedite di Merini. Cosa le suggerisce il titolo: “Amore di carta”? Giovanni è un artista che fa cose molto belle. Amore di carta può essere un amore tra una donna e l’artista che è stato sublimato. Come ogni poeta e artista, alla consumazione di un amore carnale si preferisce la sua espressione artistica. E’ una poesia in disegni, o viceversa, quella che caratterizza e definisce questa nuova pubblicazione. Amore di carta rispecchia un sentimento fragile proprio come può essere un foglio di carta. Un amore che si può contorcere, piegare, tagliare, rigare, incidere.

Come definirebbe Giovanni Bonaldi? L’artista terribile, che è ben diverso dai poeti maledetti.

In che senso? Terribile il suo talento, terribile la sua costanza, terribile la sua ricerca, terribili i suoi lavori. Terribile perché lascia il segno e non l’indifferenza.


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