L’Italia consuma porno

Sempre pasticci alla Rai – Repubblica non rinnova contratti dei precari – I siti “buoni” e quelli “cattivi”

di Adriano Todaro - mercoledì 12 gennaio 2022 - 1672 letture

L’ITALIA CONSUMA PORNO Pornhub è uno dei più importanti siti porno del mondo con 141 milioni unici al giorno e ogni anno stila una statistica dei Paesi che si collegano per vedere i porno. L’Italia è messa molto bene. Infatti è in quinta posizione. Al primo posto gli Usa. Il tempo trascorso davanti ai filmati porno vede, al primo posto, le Filippine con 11 minuti e 31 secondi. L’Italia è 11/a con 9 minuti e 43 secondi. Gli orari di punta della visualizzazione sono in genere dalle 22 all’una di notte, ma nei fini settimana, l’orario di visualizzazione si sposta nelle ore mattutine. Le persone guardano meno porno al venerdì, sabato e domenica perché probabilmente sono fuori a fare altre cose. Le pornostar italiane più cliccate sono state Malena La Pugliese, Martina Smeraldi, Valentina Nappi, Danika Mori, Rocco Siffredi.

SEMPRE PIÙ PASTICCI ALLA RAI – Avevamo già riportato del taglio delle edizioni serali della TGR. Ora l’amministratore delegato Fuortes ci mette una pezza che, però, è peggiore del buco. La Rai, infatti, ha deciso che l’unica edizione serale dei TG regionali sarà quella dell’Alto Adige. Un pastrocco perché la terza edizione che rimarrà in Alto Adige non si potrà vedere invece in Trentino, discriminando cosi per la prima volta anche tra le cittadine e i cittadini della stessa comunità locale. Uno dei tanti errori dei dirigenti Rai-Tv con posizioni prese senza consultare le organizzazioni sindacali e senza un piano industriale credibile.

NEW YORK TIMES CONTROCORRENTE ‒ Il quotidiano newyorchese sembra andare controcorrente. Ha infatti acquistato The Atlethic per 550 milioni di dollari, quotidiano sportivo con tanti abbonati (1,2 milioni di abbonati) ma con conti di difficile pareggio. Secondo Informa, il numero imponente di abbonati certifica un prodotto di livello, con una copertura capillare e approfondita delle vicende delle oltre 200 squadre sportive professionistiche americane. Un risultato reso possibile dai circa 600 dipendenti, dei quali 400 in redazione, che rende The Athletic, il secondo datore di lavoro di giornalisti sportivi nel paese, dietro Espn di proprietà della Disney.

DOPO 4 MILA ARTICOLI NON RINNOVANO IL CONTRATTO ‒ È quello che avviene a Repubblica. Due giornalisti, Massimiliano Salvo di Genova e Valerio Tripi, giornalista precario a Repubblica di Palermo dal 1999, il giornale non ha rinnovato la loro collaborazione. In particolare Salvo scriveva per Repubblica dal 2012 e ha prodotto più di 4 mila articoli: una media di 400 l’anno. Prima illegittimamente pagato ad articolo, poi, sempre illegittimamente, con un contratto annuale in scadenza il 31 dicembre, rinnovato anno dopo anno, dopo anno, dopo anno. Sino a quest’anno. A un certo punto Salvo ha deciso d’impegnarsi per quelli nelle sue stesse condizioni. «Stai attento – mi hanno detto in tanti – fare sindacato è rischioso se hai un contratto che scade». Salvo non è stato “attento”. Dopo un anno e mezzo di assemblee inconcludenti i giornalisti precari di Repubblica si sono infine rivolti a un giudice del lavoro. La Commissione lavoro autonomo nazionale della Federazione della Stampa (Clan-Fnsi), di cui Salvo fa parte, si appella «all’Ordine dei giornalisti affinché vigili sull’applicazione della Carta di Firenze, perché lo sfruttamento va denunciato e non coperto». Chiede al governo di non continuare con il «sostegno improduttivo a imprese che pensano a distruggere il lavoro regolare e a sfruttare i precari». La concessione di risorse pubbliche, invece, «deve essere condizionata al rispetto dei contratti e della dignità delle persone. Il sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles, fermi lo scempio che gli editori stanno facendo dell’informazione e del lavoro». Molto simile la vicenda del collega Valerio Tripi di Palermo.

BUONI E CATTIVI ‒ Quali sono i siti “buoni” e quelli “cattivi”? Ci ha pensato NewsGuard, l’organizzazione indipendente che monitora i siti d’informazione di tutto il mondo. Per l’Italia, i dieci migliori sono Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana, Tpi, diretto da Giulio Gambino, Internazionale, la rivista diretta da Giovanni De Mauro. E poi il sito dell’Agenzia Agi, quello del Sole 24 Ore, quelli del Tirreno, della Nuova Sardegna, i siti Varesenews, Lifegate e Blastingnews. I siti meno affidabili sono Ilprimatonazionale.it (Casa Pound); Byoblu.com, video blog di Claudio Messora, che ha pubblicato «informazioni false e non comprovate su temi legati alla salute, inclusa la pandemia di coronavirus del 2020». Lantidiplomatico.it, un sito di estrema sinistra, che si occupa di notizie internazionali. Databaseitalia.it, un sito di notizie che ha pubblicato «contenuti falsi sulla pandemia di coronavirus del 2020 e su altri argomenti». Il sito pubblica anche teorie del complotto di QAnon. Scenarieconomici.it, un sito con un orientamento di destra. Oltre.tv, un sito conservatore che si occupa di politica, scienza e salute, e che ha pubblicato informazioni su immigrazione, la pandemia di COVID-19 e i vaccini. Imolaoggi.it, un sito d’informazione con posizioni politiche di destra, che pubblica contenuti a sostegno delle proprie posizioni nazionaliste e anti-immigrazione. Mag24.es, Eventiavversinews.it. Voxnews.info, un sito che «pubblica regolarmente informazioni false a sostegno della sua agenda anti-immigrazione. Il sito ha pubblicato anche disinformazione sul vaccino per il COVID-19 e sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti».


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