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L’Europa degli stipendi

La Versailles europea gronda di sangue e di lacrime. Si spediscono armi in Ucraina; si privatizza arricchendo il capitale e si taglia la spesa pubblica. L’Europa è il simbolo di un capitalismo senza freni...

di Salvatore A. Bravo - giovedì 11 dicembre 2025 - 447 letture

Nel 2024 i dipendenti della Ue avrebbero dovuto incassare aumenti per l’8,5%. Ma la Commissione Europea ridimensionò l’aumento al 7,3%, ma con il conguaglio per il 2024 si è aggiunto l’ 1,2%. Per i 67000 di pendenti della nuova Versailles europea si tiene conto anche dell’inflazione. Gli aumenti riguarderanno anche i pensionati. A palazzo Berlaymont un commesso guadagna 3.750 euro con i 110 dall’ultimo aumento. Per le posizioni di “maggiore responsabilità” si arriva a 25.986 euro a cui bisogna aggiungere i 760 euro con il conguaglio. “A ciascuno il suo” per cui a Ursula von der Leyen saranno corrisposti mille euro in più, per un totale di 35.800 euro al mese.

In Italia oltre la metà dei pensionati vive con mille euro al mese. Se si possiede la casa di proprietà si sopravvive e la vita sempre più grama fa aumentare depressioni e malattie. Se la casa è in affitto è povertà fino all’indigenza. La Caritas è ormai frequentata stabilmente dalla classe media. L’Europa dei diritti individuali “divora e affama” e continua a chiedere riforme per le pensione, ovvero allungare il tempo lavorativo e tagliare gli importi.

La nuova servitù della gleba è tra di noi. Nelle grandi città, abito in una di esse, si assiste quotidianamente alla scena straziante di vecchi consumati dal lavoro che raccolgono ortaggi e cibo dai cassonetti dei rifiuti (Grazie Europa!). Nei mercati rionali a fine giornata si presentano migranti, anziani e precari a raccogliere ciò che è rimasto. Si raccoglie quanto caduto per terra e si compra la merce non venduta, spesso la peggiore, di cui i venditori liberano a basso prezzo.

Lo stipendio medio di un precario in Italia è di 800-1000 euro, ma può scendere notevolmente, per cui si è eternamente ricattati dal “padrone” e non si fanno figli. Non è solo la povertà ad impedire la crescita demografica, ma la consapevolezza del grado di sofferenza a cui i nuovi nati andrebbero incontro in una realtà di violenza come la nostra.

La Versailles europea gronda di sangue e di lacrime. Si spediscono armi in Ucraina; si privatizza arricchendo il capitale e si taglia la spesa pubblica. L’Europa è il simbolo di un capitalismo senza freni, senza etica e senza progettualità. È un’enorme macchina al servizio delle multinazionali che assediano i suoi palazzi, mentre il popolo precipita in una realtà distopica tra povertà, solitudine e guerra.

La Versailles europea ha in odio la famiglia e la comunità e punta solo sull’atomistica delle solitudini mascherata dalla logica perversa dei soli diritti individuali, in cui comincia essere compresa anche la morte di stato-europea. In tal modo può regnare, malgrado le palesi contraddizioni e le complicità dei capitalisti nazionali. Il 16% degli europei è a rischio di povertà e la fascia continua ad allargarsi. In Grecia si arriva al 35%.

Se fosse rimasto una briciola di parvenza etica, gli aumenti per i dipendenti europei sarebbero stati congelati. Questi signori distanti dai popoli e dalla verità continuano come dei dell’Olimpo a lanciare fulmini sugli ultimi conservando i loro privilegi. Se la storia è lotta di classe, i capitalisti e il loro servidorame la stanno vincendo con impudicizia. Ma nulla è per sempre, sta a noi preparare l’alternativa cominciando a pensare, malgrado le censure europee, che un’altra politica è possibile ed è necessaria.


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