L’Altra Città Siracusa, n. 75, 2025
Niente buone notizie, niente regali di Natale per i lavoratori della zona industriale e nemmeno per chi vive nei dintorni del depuratore consortile di Priolo: sul futuro dell’area prevalgono l’incertezza e la politica dei rinvii.
Chi avrà la pazienza e la curiosità di leggere l’approfondimento proposto in questo numero de Laltracittà deve sapere alcune cose. Qui non si entra nel dettaglio di tante possibili proposte che potrebbero fare risorgere la zona industriale, e non si ripercorrono minuziosamente iter giudiziari o legislativi che hanno portato alla situazione attuale e al sequestro del depuratore consortile. In questo articolo proviamo a tirare qualche riga, a congiungere diversi punti che sembrano lontani tra loro, per dire che un sogno, forse solo un brutto sogno, è finito. Un sogno che ha fatto credere che lo sviluppo dell’area industriale siracusana fosse la salvezza di queste zone piene di ricchezze naturali, ma povere di coraggio, di volontà e di capacità imprenditoriale. Un sogno al quale hanno voluto credere quasi tutti: la classe politica, gli imprenditori di qui o quelli venuti da fuori, le organizzazioni di categoria e anche tanta gente comune.
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