Kerala: una vittoria contro la povertà che viene da lontano
Il Kerala comunista è il primo Stato dell’India ad aver azzerato la povertà estrema, che negli altri territori del grande Paese asiatico affligge ancora centinaia di milioni di persone.
Attraversando i lussureggianti territori dello Stato del Kerala, nell’India meridionale – un vero miracolo naturale di vegetazione e acque – l’attenzione viene spesso attirata da semplici altarini in legno che ricordano i militanti del movimento contadino caduti in lunghi anni di lotta contro i proprietari terrieri, per la riforma agraria.
È a questa lunga tradizione di lotta che si è direttamente richiamato il capo del governo del Kerala, Pinarayi Vijayan, nel discorso con cui ha annunciato lo sradicamento della povertà estrema nello Stato, grazie al progetto EPEP (Extreme Poverty Eradication Programme), con cui oltre 64.000 famiglie sono state sottratte al livello più grave di povertà, secondo le definizioni delle organizzazioni internazionali. Il Kerala è il primo Stato dell’India ad aver azzerato la povertà estrema, che negli altri territori del grande Paese asiatico affligge ancora centinaia di milioni di persone.

- Kerala in India
Ancora una volta si può parlare di modello Kerala: così è stato per la lotta al Covid-19 [1], così è da tempo per l’educazione [2] e così sta diventando sempre di più per la difesa dell’ambiente. Il Kerala si caratterizza infatti per una strenua difesa del territorio dall’industrializzazione selvaggia che devasta altre parti dell’India, per grandi progetti di conservazione delle acque e per programmi di edilizia popolare – oltre mezzo milione di case costruite in meno di un decennio – caratterizzati da sostenibilità (tetti solari, uso di materiali locali come mattoni in terra stabilizzata e bambù trattato, raccolta dell’acqua piovana e compostaggio domestico).
Il protagonista politico di questi risultati è il Left Democratic Front (LDF), una coalizione di sinistra guidata dal CPI(M) – Communist Party of India (Marxist) – di cui Pinarayi Vijayan è uno dei principali dirigenti nazionali.
Nel corso di lunghi decenni, e nonostante i duri contrasti e le repressioni esercitate dal governo centrale, i comunisti del Kerala sono riusciti a coniugare con successo le grandi mobilitazioni sociali con una solida linea politica, una comprovata capacità di governo – non solo a livello statale, dove il primo governo comunista si insediò nel 1957, ma anche nelle amministrazioni locali di città e villaggi – e la costruzione di un articolato e vitale tessuto associativo, che comprende sindacati, associazioni giovanili e realtà culturali.

- Kerala - Distretti
Il nucleo centrale della lotta per la riforma agraria, che riprendeva mobilitazioni già forti in questi territori sin dall’epoca coloniale, si è coniugato con scelte decisive nella costruzione di un solido sistema sanitario e di un forte sistema dell’istruzione. Questo ha poi avuto significative ricadute economiche: come nota il premio Nobel Amartya Sen, il “modello Kerala” ha posto come prioritarie salute ed educazione anche con risorse limitate, “creando una forza lavoro istruita che oggi attrae investimenti”.
A questi assi, che rimangono centrali, negli ultimi anni si è aggiunta una straordinaria attenzione alla difesa dell’ambiente, in molte altre parti dell’India sacrificato all’impetuoso sviluppo industriale. Queste scelte si sono accompagnate a un profilo della politica della sinistra laico ma attento al dialogo con le religioni, in un territorio che è un autentico mosaico di confessioni (induisti, musulmani, cristiani), preservando il Kerala dalle drammatiche tensioni tra comunità religiose che hanno caratterizzato il resto dell’India.
Con la sconfitta della povertà estrema – risultato che ha riscosso una forte attenzione internazionale – il Kerala offre un’indicazione alternativa per l’intera India: un Paese protagonista della scena mondiale ma ancora alle prese con drammatici problemi strutturali, il più grave dei quali è l’estrema disuguaglianza sociale.
La destra, con forti connotazioni etnonazionaliste e fondamentaliste, che domina il Paese da anni con i governi di Narendra Modi, ha puntato tutto su uno sviluppo liberista estremo che ha accentuato la polarizzazione sociale. Oggi, però, si trova di fronte a grandi difficoltà, anche di natura internazionale [3].
La via del Kerala acquista quindi una sua forza attrattiva per l’India. Anche la nostra attenzione deve restare alta.
In icona: Theyyam del Kerala. Il Theyyam (Teyyam, Theyam, Theyyattam) è una forma rituale di danza popolare di adorazione del Kerala e Karnataka, in India.
[1] L. Cangemi, Socioscapes. International Journal of Societies, Politics and Cultures, 2022, vol. 2.
[2] Il tasso di alfabetizzazione del Kerala è del 93,9%, contro il 74% nazionale, con un accesso equo tra generi e territori.
[3] L. Cangemi, La difficile strada dell’India, Substack, 12 ottobre 2025.
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