James Cont (il Conte segreto)

"Come ebbe a insegnarmi il mio amico, professore e Maestro venerabile della Loggia Darwin, - Silvio Supino - si tratta di persuadere e resistere...."
di Deborah A. Simoncini - giovedì 24 ottobre 2019 - 950 letture

Ho voluto intraprendere un viaggio, pericoloso e straordinario e seguire l’unico sogno che mi resta. Ragiono per resistere, per lottare e continuare a vivere. Diventato importante e coraggioso il mio non è un ruolo secondario, né ancillare. Parlo di speranza e di amore, mentre attendo con inquietudine il trascorrere del tempo e di notte, tra invisibili gorgoglii della mente, ho gli incubi. Tutti strani segni premonitori? L’attesa di interventi strutturati e continuativi mi rende inquieto. Soffro per la mancanza di informazioni corrette che diventano visioni parziali e distorte di molteplici esperienze. Così precipito, rotolo nel tempo. Le mie mani indugiano sul da farsi e nel dubbio non sapendo cosa chiedere taccio. Figlio del mio tempo, frutto di una cultura prestazionale, sono afflitto da non so che male. Una subdola, misteriosa e rara malattia che in alcuni momenti mi rende irrimediabilmente incosciente. Nel calcolo della quotidianità non posso affidarmi alla scienza che è in ritardo: non può aiutarmi e patisco incertezze e timori.

Il vuoto che ho dentro di me mi spaventa. Un’enigmatica condanna, un’anomalia imprevista. La notte, nello svanire delle ombre, ho sogni frammentati e rimango con gli occhi fissi e le pupille dilatate, rigirandomi, senza capire se sono sveglio o dormo.

Prima di convocarmi il Presidente dei Presidenti mi ha mandato i suoi emissari, con tante notizie da riferirmi. Segretari e messaggeri, tutti servi indaffarati, si sono presentati dicendomi, con voce riverente: “Per noi sarebbe un grande vantaggio Giuseppi averla nella nostra grande famiglia e poterle dare nuovi ordini imperiali”.

Chiamato a consiglio non capivo quale poteva e doveva essere il mio posto e lì per lì, nel non voler dare voce al mio disagio, sono rimasto accigliato, in sospettoso silenzio. Le tante cose che mi dicevano per me erano incomprensibili.

Gettarono sul tavolo ovale i dadi e solo quando uscirono tutti sei mi ordinarono di sedermi. In quel consesso c’era più violenza che competizione anche se fingevamo di essere in tutto e per tutto persone civili.

Donaldo, faccia di bronzo forgiata dal fuoco, mettendo in mostra la sua chioma scintillante, dalla tinta costosa, mi presentò indicandomi, con le dita robuste, come unico trofeo. Il fisico possente, spavaldo e borioso dichiarò la sua proposta: “Visto che tu Giuseppi sei abile con le parole, con i miei tweet diventati tuoi, sarai la mia arma segreta, “l’arma del codardo” da tendere e rilanciare per mettere tutti in soggezione. In questa faccenda ho degli interessi personali e tu non puoi temere ingerenza alcuna da parte mia. Sarai mio alleato nel campo del sapere.” E subito dopo mi invitò a parlare.

Ascoltavo con partecipazione emozionale, immedesimandomi nel colloquio. Avrei voluto trovare qualcosa di altrettanto brillante da dire, per essere alla sua altezza. Stordito dalle facce che mi stavano intorno lo fissai nel volto affilato per cercare di cogliere ciò che nascondeva e sollevai lo sguardo, in un azzardo pericoloso. Pur pronti a saltarmi addosso e prendermi alla gola, i convenuti, il viso colmo di rabbia, l’un l’altro scrollarono le spalle. Notai sogghigni di soddisfazione.

“Perché sono qui non lo so, ma ti parlerò in tono asciutto e diretto. E’ necessario che io sia uomo per entrambi. Come tu sai bene e ben dici sono in grado di governare; le mie azioni parlano da sole, la mia dirittura di carattere, l’esperienza amministrativa maturata, l’attività operosa e ho già fatto sfoggio di astuzia, ma non sono abituato a stare in ginocchio e con il volto che avvampava arrossii. Sollevai le mani vuote, l’indice teso, la voce bassa e dolce, affermai: “Accetto! alla cospirazione offro una soluzione. Il conflitto è dannoso al Paese, ma sia la guerra che la pace insensata vanno condannate. In tutta segretezza contando sull’immutata e immutabile strada imboccata dello sviluppo capitalistico bisogna affrontare il problema del riscaldamento nucleare e delle armi globali. Per fare questo la militanza e l’adesione alla massoneria va favorita, ed è necessario formare cartelli elettorali vincenti. Come ebbe a insegnarmi il mio amico, professore e Maestro venerabile della Loggia Darwin, - Silvio Supino - si tratta di persuadere e resistere. Per quanto mi riguarda eseguirò tutte le mie incombenze con discrezione. Se saggezza, prudenza e sapienza per te Donaldo risultano modi di vivere superati io manterrò in equilibrio l’intelletto e le emozioni nel dare ascolto ai tuoi desideri. Sappi che il cammino interiore porta a conoscere passioni e pensieri, i propri e quelli degli altri. Fra la ragione e i sentimenti capaci di intuire e percepire ci sono dissonanze e consonanze. Intuizione e immaginazione accompagnano la conoscenza emozionale ed è necessario accettare i giudizi altrui. Proprio per questo, per saper giudicare in modo franco, senza ferire, il mio orecchio è più robusto del tuo. Indico modi pratici di vivere, che permettono di migliorare la condotta di vita. Nell’attesa e nella speranza, per percorrere la vita nel modo più possibile piacevole e felice, non mi stanco mai di meditare e riflettere. So che c’è bisogno delle parole e che a volte ne basta solo una. Al dolore e alla sofferenza presenti nella vita bisogna saper reagire.”

Nominato sottocapo aggiunto, lievitando a mezz’aria mi ritrovai legato in groppa a un asino e mi segnarono i polsi con il sangue e con la cenere.

Accorto, con moderato equilibrio, cominciai il mio cammino carico di riflessioni e mi avviai con passo carico di gravità per incutere trepidazione e paura. Per essere saggi bisogna intrecciare ragione e passione. Da parte mia so di poter contare come guida sull’ago magnetico, certo di conoscere al meglio le faccende umane e soprattutto il modo migliore per condurle. Tutto ciò detto era incredibile Donaldo nel darmi la patente di saggio e sapiente, mediatore di saggezza.

Per riuscire a prendere decisioni meditate e libere da pregiudizi mi affiderò alla bianca stella del mattino che non si spegne mai e mi orienta.



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