Israeliani uccidono (nello Yemen) 31 giornalisti: silenzio assordante
Formigli polemizza con Meloni – Trump chiede danni per 15 milioni di dollari al New York Times e il Washington Post licenzia editorialista afroamericana – Da ottobre Massimo Giannini sul Nove – Fumata nera per presidenza Rai. Intanto alcuni giornalisti diventano “artisti” – Il manifesto fa festa
FORMIGLI VS MELONI – Nella puntata di giovedì 18 settembre, Corrado Formigli conduttore di Piazzapulita ha diretto un appello a Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, in occasione del quinto anniversario del quotidiano Domani aveva asserito che «l’informazione che le piace» dovrebbe essere libera da conflitti di interesse e che il giornalismo debba informare piuttosto che fare propaganda politica. Parole scontate che, come il colore nero, va bene su tutto. E così Formigli ha avuto gioco facile nel rispondere alla presidente Meloni: «Giorgia Meloni, in occasione dei cinque anni del quotidiano Domani ha tratteggiato in una lettera l’informazione che le piace. Innanzitutto vorrebbe editori privi di conflitti di interesse. Pare di capire che non piaccia affatto alla nostra Meloni quindi l’editoria di destra che la sostiene a spron battuto: Libero, Tempo e Giornale, tutti in mano al gruppo Angelucci, editore, deputato della destra e padrone di cliniche». E, aggiungiamo noi, grande assente dai lavori parlamentari. Poi Formigli così prosegue con una domanda basilare: «Chi stabilisce cosa sia informare e cosa invece propaganda politica? Dovrebbero essere i lettori e i telespettatori a farlo, oppure crede che tocchi ai partiti dare la patente ai giornalisti?... E non crede, la presidente Meloni, che sottrarsi per oltre 250 giorni alle domande dei giornalisti non sia di scarso aiuto all’informazione che lei apprezzerebbe? Questa settimana il suo partito e principale partito di governo attacca i giornalisti di una rete privata contestandoci di non aver parlato dell’omicidio terribile di Charlie Kirk e addirittura il suo partito ci ha scritto una scaletta di quello che avremmo dovuto dire punto per punto… le scalette ce le scriviamo da soli. Provi con il Tg1, magari sarà più fortunata. Ah, e un’ultima cosa: secondo questa logica, siccome non ne abbiamo parlato, allora vorrebbe dire che abbiamo gioito per l’omicidio di Kirk. Usando lo stesso metro, cosa avremmo dovuto pensare tutti noi il 9 ottobre del 2021, il giorno dell’assalto eversivo e neofascista alla sede della Cgil. Lei commentò che non si conosceva la matrice di quell’assalto. Ma noi non ci permetteremmo mai di dire o pensare che abbia appoggiato quell’atto eversivo criminale. Noi non lo faremmo mai».
TRUMP CHIEDE 15 MILIARDI DI DOLLARI AL NYT – Il presidente Usa ha intentato una causa per diffamazione e calunnia contro il New York Times e ha chiesto un risarcimento di ben 15 miliardi di dollari. Trump ha definito il Nyt «uno dei giornali peggiori e più degenerati nella storia del nostro Paese, divenuto un vero e proprio ‘portavoce’ del Partito Democratico di Sinistra Radicale». Il Times, continua Trump, ha mentito, per decenni, sul «vostro Presidente preferito (IO!), sulla mia famiglia, sul Maga» (Make America Great Again (in italiano Rendiamo l’America di nuovo grande-ndr). Il quotidiano ha così replicato «Non ci lasceremo dissuadere da tattiche intimidatorie… un tentativo di mettere il bavaglio al giornalismo indipendente».
WASHINGTON POST LICENZIA EDITORIALISTA AFRO-AMERICANA – Karen Attiah, un’editorialista del Washington Post, ha annunciato di essere stata licenziata dopo aver postato sui social, in seguito all’assassinio dell’attivista di destra Charlie Kirk, messaggi sulla violenza delle armi da fuoco e sui «doppi standard morali». La pagina delle opinioni del Washington Post è stata rivoluzionata nell’ultimo anno su ordine del proprietario Jeff Bezos (Amazon) per abbracciare tra i suoi temi soltanto «le libertà personali e i liberi mercati». Il nuovo corso aveva portato all’uscita di David Shipley, il responsabile della pagina, insieme ad altri colleghi.
SUL NOVE MASSIMO GIANNINI – Da mercoledì 8 ottobre, alle 21,30, debutta “Circo Massimo” condotto dal giornalista Massimo Giannini sul canale 9, l’ennesimo programma di approfondimento, informazione e attualità. Secondo il comunicato, «Politica, economia, cultura e società saranno al centro di un racconto che punta a unire intelligenza dei fatti e forza delle idee». “Circo Massimo” è anche un programma radiofonico in onda da anni su Radio Capital (Gedi- Elkann).
PRESIDENZA RAI: ENNESIMA FUMATA NERA – Anche la seduta plenaria convocata per le 8 di mercoledì 17 settembre è andata a vuoto. Ancora una volta la maggioranza non si è presentata facendo mancare il numero legale. Presenti solo le opposizioni con Dolores Bevilacqua per il MoVimento 5 Stelle, Maria Elena Boschi per Italia viva e Stefano Graziano per il Pd. Se le sedute vanno a vuoto vanno bene le vicende personali che riguardano alcuni giornalisti che sono diventati “artisti”. È il caso di Monica Maggioni che si era dimessa a metà agosto dopo 33 anni di Rai. Ma mamma Rai l’ha recuperata e gli ha fatto un contratto di collaborazione sino al 2030. Quando era assunta alla Rai, prendeva il massimo del consentito nella pubblica amministrazione, cioè 240 mila euro. Ora gli hanno fatto un contratto da “artista”: in cinque anni porterà a casa 2,5 milioni di euro. D’altronde sono tanti gli “artisti” in Rai che prima erano giornalisti: Bruno Vespa ha fatto scuola e, oggi, prende 1,6 milioni annui. E poi tanti altri, da Giletti a Maria Latella. Mai una volta che a un operaio gli fanno un contratto da “artista”.
YEMEN: ISRAELIANI UCCIDONO 31 GIORNALISTI. SILENZIO GENERALE – A seguito dell’attacco missilistico israeliano nello Yemen sono stati uccisi 31 giornalisti e 22 feriti. Questa notizia non è stata data da nessun media occidentale di peso, tantomeno italiano. È quanto scrive Alessandra Fava per Africa ExPress. I missili israeliani hanno colpito le redazioni di due giornali, 26 settembre e Al-Yemen. Questo è il secondo quotidiano più letto nel Paese mentre 26 settembre è considerato portavoce militare. Secondo l’Associated Press l’attacco israeliano è stata una vendetta per un drone degli Houti che aveva raggiunto poche ore prima un aeroporto israeliano, quello di Ramon nel sud del paese vicino a Eilat, dove è stata ferita una persona.
IL MANIFESTO FA FESTA – Quest’anno ricorre l’80esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo e, contemporaneamente il 55esimo compleanno del quotidiano il manifesto. E così la redazione ha deciso di fare festa. Una festa che durerà dal 10 al 12 ottobre e sarà, soprattutto, una rassegna culturale. Ci saranno dibattiti sui temi del momento, mostre, approfondimenti, musica e spettacoli con artisti come Zerocalcare, Arturo Cirillo, Lili Refrain. Il tutto avverrà nel quartiere romano della Garbatella. E la redazione del quotidiano racconterà gli orrori delle guerre e i fenomeni migratori. E anche le possibilità di riscatto per una società più giusta e inclusiva.
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