Sei all'interno di >> GiroBlog | Filigrana dei tempi presenti |

Israele: la menzogna conosciuta

Siamo all’interno di un bunker e ci rifiutiamo di capire e di scendere a patti con la realtà.

di Salvatore A. Bravo - martedì 29 settembre 2026 - 293 letture

 “Israele non ha commesso un genocidio. Israele ha impedito un genocidio”

Sono le parole di Benjamin Netanyahu all’ONU il 24 settembre 2026 su cui grava un mandato d’arresto emanato dalla Corte penale internazionale dell’Aia il 21 novembre 2024. La realtà è stata ribaltata, al punto che è stata afferma la legittimità etica, politica e militare dell’azione genocidiaria israeliana. Il genocidio a Gaza è stato definito:

“una grande bugia”.

La decisione della guerra all’Iran che ha reso le economie occidentali, ancora più fragili, nelle parole del Premier è stata:

"una delle decisioni più facili".

Se Israele e Stati Uniti non avessero attaccato, secondo B. Netanyahu saremmo morti tutti a causa delle bombe atomiche iraniane. Il nemico è disumanizzato, per cui “non è umano”, e quando non si riconosce l’umanità dell’altro, non c’è possibilità d’intesa. La morte del “nemico” è l’unica soluzione.

Alcuni rappresentanti hanno lasciato l’aula dinanzi alla manipolazione della realtà. Solo la delegazione spagnola ha lasciato l’aula tra le delegazioni degli stati europei. L’Italia non ha battuto ciglio e in nome del realismo politico la delegazione italiana è rimasta in aula.

I media nostrani, come è ormai buona norma, hanno ridimensionato l’accaduto. Solo un cenno nei TG sulle delegazioni che hanno abbandonato l’aula, il quale si è perso nel frastuono dell’informazione di Stato. Nel frattempo in Italia si è prossimi ad approvare la legge sull’antisemitismo con cui, si teme, saranno tacitate le critiche allo stato d’Israele. Associazioni e intellettuali di origine ebraica, e non, hanno denunciato la pericolosità della legge con la quale saranno tacitati quanti sono contrari alla politica d’Israele.

Il dissenso verso il ddl è stato sottoscritto dai seguenti intellettuali:

Anna Foa (storica)

Gad Lerner (giornalista e scrittore)

Roberto Saviano (scrittore)

Carlo Ginzburg (storico)

Lisa Ginzburg (scrittrice)

Giovanni Levi (storico)

Stefano Levi Della Torre (saggista e pittore)

Simon Levis Sullam (storico)

Valentina Pisanty (semiologa)

Helena Janeczek (scrittrice)

Roberto Della Seta (saggista)

Bruno Montesan

Nessuna informazione nei media sul perché del loro dissenso e nessuna spiegazione sui motivi per i quali la delegazione italiana all’ONU non ha lasciato l’aula. Netanyahu ha dichiarato, nei fatti, l’intenzione di proseguire l’azione militare. Ha così definito coloro che hanno lasciato l’aula: “Siete dei codardi morali. Stiamo difendendo anche voi”

La realtà, ancora una volta è manipolata, poiché chi ha espresso il dissenso è definito un “codardo morale”. Israele, che non è codarda, dunque, sta difendendo l’Occidente, pertanto sembra dire che non dobbiamo lamentarci, perché il lavoro sporco lo stanno facendo “loro” per “noi”. Dunque Il bene e il male ormai sono parole che non esprimono nulla. Il nuovo corso della storia è governato dalla legge del più forte e il più forte determina ciò che è vero e ciò che è dicibile.

Il silenzio complice di coloro che hanno ascoltato dimostra lo stato di marcescenza delle democrazie occidentali e degli stati che accettano che “i padroni” possano rappresentare le vittime come carnefici. Siamo giunti alla distopia pienamente realizzata nella quale tutti conoscono la menzogna, ma nessuno osa denunciarla. Questo è il dramma, ma nulla sembra accadere dinanzi a tali enormità, forse l’abitudine introiettata alla passività e alla finzione a credere alle parole dei “padroni”, per quieto vivere e per disperazione, ci ha condotti nell’abisso in cui siamo, ciò malgrado tutto è ancora possibile…

L’elenco dei delegati che hanno lasciato l’aula dell’ONU, infatti, dimostra che, malgrado tutto, siamo dinanzi a mutamenti epocali che non vogliamo riconosce e conoscere. I delegati che sono usciti appartengono ai seguenti stati:

Turchia

Palestina

Tunisia

Siria

Algeria

Yemen

Egitto

Iraq

Arabia Saudita

Giordania

Iran

Qatar

Libano

Malesia

Indonesia

Kuwait

Spagna

Brasile

Perù

Cuba

Nigeria

Ghana

Libia

Bangladesh

Afghanistan

Oman

Niger

Madagascar

Botswana

Bahamas

Antigua e Barbuda

Capo Verde

Oltre i confini dell’Europa e degli Stati Uniti si è messo in moto un movimento di condanna dei crimini delle oligarchie. Siamo all’interno di un bunker e ci rifiutiamo di capire e di scendere a patti con la realtà. Le nostre oligarchie continuano ad essere prigioniere del “sogno” coloniale e sono disponibili ad affrontare guerre e rischi atomici pur di conservare il dominio. Siamo in pericolo, certo, ma la minaccia principale è interna e non esterna.


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -