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Israele ha attaccato l’unica chiesa cattolica nella Striscia di Gaza

Quella della Sacra Famiglia: tre persone sono state uccise e nove ferite, fra cui il parroco

di Redazione - giovedì 17 luglio 2025 - 898 letture

L’attacco ha colpito il tetto della chiesa, facendo cadere alcuni pezzi della struttura sul cortile, dove da mesi si rifugiano centinaia di persone che scappano dai continui attacchi e bombardamenti israeliani nella Striscia. Secondo quanto riferito dal Vaticano due delle persone uccise sono Saad Issa Kostandi Salameh, il portinaio 60enne della chiesa, e Foumia Issa Latif Ayyad, una donna di 84 anni che si trovava in una tenda in cui veniva offerto supporto psicologico, nel cortile.

Il patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa ha detto che ad attaccare la chiesa è stato un carro armato con un colpo di artiglieria. L’esercito israeliano ha poi pubblicato un breve comunicato in cui dice di non prendere di mira intenzionalmente i luoghi di culto e che gli avvenimenti sono sotto indagine: una formulazione generica che usa spesso in casi simili e a cui raramente seguono provvedimenti significativi.

Fra le persone che si erano rifugiate nella parrocchia, per lo più cristiani ma anche molti musulmani, c’erano anche 54 persone con disabilità o che hanno bisogno di cure speciali. Tutte le persone sono state evacuate, in alcuni casi senza poter portare con sé i respiratori di cui hanno bisogno per sopravvivere, ha detto il patriarcato di Gerusalemme (che è la diocesi che gestisce le parrocchie in Israele e Palestina).

Le vicende della parrocchia della Sacra Famiglia sono diventate piuttosto note anche per via del grande interessamento mostrato da papa Francesco, che dall’inizio della guerra nella Striscia chiamava Romanelli quasi ogni giorno. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato l’attacco contro la chiesa e in generale contro la popolazione civile con toni particolarmente duri: in un comunicato ha detto che «sono inaccettabili gli attacchi contro la popolazione civile che Israele sta dimostrando da mesi. Nessuna azione militare può giustificare un tale atteggiamento».

Giovedì i bombardamenti israeliani hanno colpito diversi luoghi della Striscia di Gaza, uccidendo finora almeno 22 persone.

Fonte: Il Post.


Gaza: sono tre i morti nella parrocchia Santa Famiglia. Patriarcato: “i leader alzino la voce e facciano tutto il necessario per fermare questa tragedia, umanamente e moralmente ingiustificata”

“Fino a quest’ora, tre persone hanno perso la vita a causa delle ferite riportate e altre nove sono rimaste ferite, di cui una in condizioni critiche e due in gravi condizioni. Il parroco della comunità, padre Gabriel Romanelli, ha riportato ferite lievi”. Lo ha fatto sapere in serata il Patriarcato latino di Gerusalemme che ha ricostruito in una nota quanto accaduto questa mattina, intorno alle 10,20 nel Complesso della Sacra Famiglia a Gaza, di proprietà del Patriarcato Latino, che “è stato colpito dall’esercito israeliano”.

“Le persone nel Complesso della Sacra Famiglia – spiega il Patriarcato latino – hanno trovato nella Chiesa un rifugio, sperando che gli orrori della guerra potessero almeno risparmiare loro la vita, dopo che le loro case, i loro beni e la loro dignità erano già stati strappati via. A nome di tutta la Chiesa di Terra Santa, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie colpite dal lutto e, da qui, offriamo le nostre preghiere per la rapida e completa guarigione dei feriti”.

Ricordando che “il Santo Padre ha espresso alla comunità colpita le sue più sentite condoglianze, la sua solidarietà e le sue preghiere per loro”, il Patriarcato Latino “condanna fermamente questa tragedia e questo attacco a civili innocenti e a un luogo sacro. Tuttavia, questa tragedia non è più grave o più terribile delle tante altre che hanno colpito Gaza. Molti altri civili innocenti sono stati feriti, sfollati e uccisi. Morte, sofferenza e distruzione sono ovunque”.

Secondo la Chiesa cattolica locale, guidata dal card. Pier Battista Pizzaballa, “è giunto il momento che i leader alzino la voce e facciano tutto il necessario per fermare questa tragedia, umanamente e moralmente ingiustificata. Questa guerra orribile deve giungere alla fine, affinché possiamo dare inizio al lungo lavoro di ripristino della dignità umana”.

“Abbracciamo tutti coloro che si trovano nel complesso e siamo al loro fianco in quest’ora dolorosa, mentre seppelliscono i membri della comunità. Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che stanno esprimendo le loro condoglianze e la loro vicinanza al Patriarcato e alla Chiesa”.

“Continueremo – assicura il Patriarcato – a stare al fianco della comunità di Gaza e faremo tutto ciò che è in nostro potere per sostenerla. Che le anime delle vittime riposino in pace eterna e che il Signore conceda a tutti voi la Sua Pace”.

Fonte: AGI, via: Faro di Roma.



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