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Iran, fuoco sulla libertà

Drammatiche ore per il mondo

di Emanuele G. - mercoledì 28 settembre 2022 - 992 letture

Il riflettere sulla brutalità del potere è quanto mai attuale. Anzi, è di precipua evidenza. Le notizie che ci giungono dall’Iran sono davvero inquietanti e drammatiche. La questione non afferisce esclusivamente all’abbigliamento, ma in generale alla reale qualità della libertà nel mondo di oggi. Un interrogativo non di poco conto poiché dalla sua risoluzione otteremo delle risposte più o meno certe sull’avvenire del mondo. Un mondo in bilico e in affanno per molti motivi.

Sto seguendo con ansia l’evolversi della situazione in Iran. Due fatti mi hanno colpito. Sembra che Mahsa Amini sia stata violentata e derisa prima di trovare la morte all’interno di un commissariato dove era stata rinchiusa per "motivi di sicurezza". Hadis Najafi è stata uccisa da sei colpi di arma da fuoco diretti verso il collo. Due fatti atroci e senza appello. Due episodi che denunciano l’incredibile brutalità del potere iraniano. A che punto di abisso può giungere la violenza dell’uomo sull’altro uomo.

Come già accennavo la questione non riguarda esclusivamente l’abbigliamento in sé. L’abbigliamento - piuttosto - diventa la cartina di tornasole per testare se esiste o meno un reale stato di libertà nel mondo di oggi. In maniera evidente emerge che lo stato di salute nel mondo è alquanto precario e soggetto a continue azioni di aggressione. Oltre all’abbigliamento che per i giovani significa la possibilità di esprimere il loro io, il fondo delle proteste è il giusto rivendicare una libertà piena ed intangibile. Senza se e senza ma. In quelle proteste emerge un grido a tutto il mondo sull’urgenza del problema "libertà" nel mondo post-ideologico. E la risposta non può essere che una. Confermare l’inamovibilità del pricipio stesso della libertà. Se si inizia a scalfire il sacro valore della libertà le conquiste cariche di sacrifici e amore per l’uomo delle precedenti generazioni rischiano davvero di essere annullate del tutto.

Ecco perché gli eventi accaduti in Iran nelle ultime settimane sono di drammatica urgenza. Ci fanno capire che una società che si basa sulla non-libertà perché un credo religioso la condiziona fino alla soppressione di qualsiasi anelito di libertà è una società dove l’uomo è un misero granello di sabbia all’interno di un meccanismo infernale. Ma quando una società si basa sulla libertà dell’uomo è lo stesso uomo ad essere protagonista della sua vicenda storica. Nel primo caso abbiamo una società destinata alla stagnazione più completa, mentre nel secondo caso la società si instrada verso il progresso e il completamento del desiderio di libertà.

C’è da dire, altresì, che la libertà è un principio che necessità di una lavorio quotidiano continuativo e senza interruzioni. Non è una situazione acquisita. Per carità! E’ una pianticella da curare ogni giorno che passa. Con pazienza, dedizione, amore e forza. La libertà è sempre, dunque, un punto di partenza. Ogni giorno. Ogni settimana. Ogni mese. Ogni anno. Tutto questo perché necessita di essere completata ogni giorno affinché corrisponda all’interesse dell’uomo. La libertà, quindi, come pre-condizione essenziale per lo star bene dell’uomo, per la sua dignità, per il rispetto della sua persona e per la possibilità di vivere una vita degna di questo nome.

Pertanto, vi invito a seguire le vicende in essere in Iran perché coinvolgono noi tutti. E’ una battaglia decisiva per tutti noi. Quando è in forse la libertà ognuno di noi deve essere coinvolto. Nessuno escluso. La libertà è un principio generale imprescindibile. Libertà sempre!!!


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