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Io, che fotografo canzoni

Artisti emergenti pronti a tutto per inseguire la propria strada. Alla ricerca di chi crede nelle proprie potenzialità, ritroviamo il nostro io
di Maria Cutropia - mercoledì 8 aprile 2020 - 2464 letture

Quando finalmente trovi il mezzo con cui poterti esprimere è fondamentale trovare il modo con cui farlo, in base a ciò che vuoi fare trasparire. Una delle maniere che apprezzo molto è sicuramente la delicatezza, caratterizzata dalla semplicità che(sottolineatelo tre volte) non è banalità. Insomma, non tutti sono in grado di far risultare un’abitudine una frase d’amore, e se sei in grado di farlo come Givevra tanto di cappello, perché il mondo ha bisogno ogni tanto della nuova generazione di De Gregori.

Ginevra, o meglio SvegliaGinevra, è una tra le ultime scoperte de La Clinica Dischi ma il suo percorso non è per nulla cominciato adesso. Ginevra ha 28 anni e vuoi o non vuoi di esperienze ne fai, e, lei, qualsiasi cosa facesse sembrava la riportasse sempre alla musica. Quel filo rosso di cui tutti parlano, in realtà, legava il suo passato al futuro e pur non essendo ancora arrivata al suo obiettivo ha capito quale sia la strada da seguire.

Credo che ciò che spinga a dover uscire qualcosa dalla propria bocca, dalle proprie mani,dal proprio corpo-espressione quotidiana inclusa- nasca da una voglia di riscattarsi per gli spintoni che hanno fatto sbucciare le ginocchia in passato e da graffi non richiesti a gatti a cui volevi solo dare da mangiare. Allora quel filo diventa una corda e speri solo ti porti per una volta in salvo, e ti trasporti tra le braccia di papà, anche se non puoi abbracciarlo più.

E circa la sua semplicità che traspare dalla sua storia, non ti resta che mettere le cuffiette ed ascoltare i suoi due pezzi: Senza di me e Simone. Senza di me nasce in seguito ad una consapevolezza data da riflessioni sulle proprie emozioni che Ginevra ha saputo (e qui ripeto) semplicemente tradurre in musica "in qualche modo sentivo, dentro di me, che se avessi continuato a credere e ad avere la sensazione di poter dare qualcosa con la musica forse qualcuno se ne sarebbe accorto". E a proposito di accorgersi, Simone diventa prova concreta della crescita di Ginevra, che mi racconta a proposito della sopra citata "quando le storie finiscono non bisogna per forza dimenticare le cose belle e ricordarsi soltanto di quelle che più ci fanno male. E’ stata una storia molto bella e importante per entrambi, poi le cose non sono andate bene ed è finita ma senza guerra, l’affetto resta quando l’amore vissuto è stato autentico.".

Di base tutti nasciamo con un’idea, ma con il tempo la plasmiamo e la classe ’91, che trovava la propria adolescenza nel nuovo millennio, non si lasciava intimorire dai diversi modelli musicali; Ginevra probabilmente usava un WALKMAN CD, in cui per certo trovavi dal cantautorato di Dalla a quello di Samuele Bersani, passando per i Clash, Nick Drake, Ryan Adams, Jeff Buckley fino ad arrivare alle band come Placebo, Depeche Mode e Bon Iver. Oggi, invece, nella sua playlist resta l’indiscusso Bersani con l’aggiunta di Niccolò Fabi, Max Gazzè, Carmen Consoli, Vasco Brondi e Verdena, Ryan Adams, Sufjan Stevens e Kings Of Leon.

Tra canzoni storiche e nuove emozioni scrive i suoi testi, prendendo la chitarra che le regalò papà e mi rivela “il potere di scrivere canzoni è quello di riuscire a fermare il tempo, quasi come uno scatto fotografico, solo che non immortalo l’aspetto visivo ma quello emotivo. Per esempio, quando canto una canzone che ho scritto due anni fa,riesco a ricordare esattamente cosa ho provato in quel momento, come se mi catapultasse indietro nel tempo. Surreale quanto intenso e vero.”

Se sei ancora qui a leggere non attenderti un consiglio specifico, sii te stesso e credici, Ginevra lo dice e io per lo meno suggerisco di recitarlo ogni mattina come fosse il nostro credo "siamo prima di tutto messaggeri e in quanto tali, abbiamo la responsabilità di essere onesti con il pubblico che ci segue e si fida di noi.".Nel caso, prima però ricordati di prendere un martello toglierti la maschera e spaccarla, sembrerà un rito spirituale ma sei certo di trovare te stesso. Oppure spacchi legna per sfogarti.

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Ginevra

Biografia a cura dell’artista

svegliaginevra è una cosa che ripeto spesso.

Sarà che sono pigra, sarà che vivo in un mondo tutto mio tra le poesie più belle, i film d’amore, i sogni, le canzoni tristi e qualche riflessione post-cazzata sul perché mi ostini a non contare mai fino a 100 prima di parlare, prima di fare, prima di essere me stessa sempre, anche quando sarebbe il caso di trattenersi.

svegliaginevra me lo dice mia madre, me lo dicono i miei amici perché sono distratta la maggior parte delle volte e anche disordinata nei pensieri, nei piani e nella mia stanza. Faccio da sempre parte del ristretto gruppo di persone che hanno il talento di dimenticare le cose importanti come i compleanni e gli appuntamenti, ma non le cose inutili come i nomi degli ex.

svegliaginevra dunque lo spiego così, come un risveglio che avviene attraverso la musica e le parole.

Le parole sono importanti perché ci aiutano a capire chi siamo e cosa abbiamo dentro.

È così che scrivere per me diventa l’auto-analisi necessaria alla sopravvivenza di ognuno di noi.

svegliaginevra è la mia sveglia personale, non quella alle 7 del mattino, ma quella della mia vita che mi salva sempre dai momenti peggiori, quando sembra che il mondo mi stia crollando addosso, quando sembra che le cose stiano andando dalla parte sbagliata, quando penso di essere io quella sbagliata.

svegliatevi con me.


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