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Io amo Messina

Per la giornata dedicata al 25 aprile, a Messina un gruppo di cittadini ha lanciato un’altra campagna di liberazione dai nuovi oppressori: politici corrotti, silenzi di circostanza, indifferenza...

di Piero Buscemi - mercoledì 25 aprile 2012 - 3033 letture

Forse il titolo dell’articolo è troppo pretenzioso. Forse rappresenta una promessa troppo difficile da mantenere. Forse, alla fine, ci si può illudere di continuare a vivere, senza doversi occupare di ambiente, salute, vivibilità. Senso civico. Io amo Me8

Forse sono tutti questi elementi messi insieme a creare un’apatia culturale che, come abbiamo sottolineato in altre occasioni, non è più solo un fenomeno di Messina o del sud in genere. Ma Messina rispecchia senz’altro un lassismo generale verso ciò che quotidianamente ci circonda.

Neanche la morte fa più notizia di un qualsiasi evento di cronaca cittadina, magari anche di cuttigghiu, che impegna meno la mente e ci rende complici di uno stato di cose che appare difficile, per non dire presuntuoso, pensare di poter cambiare.

Quella morte, passata quasi inosservata, volutamente tacciata per incidente casuale, uno dei tanti che si statisticano in una moderna città caratterizzata dal suo traffico cittadino. Quella morte, considerata effetto collaterale quasi necessario di questo "benessere" della società moderna in cui viviamo. Ma gli episodi si sono replicati negli anni, su questo Io amo Me7 Viale Boccetta, trasformato da sempre in un disimpegno stradale utilizzato da grossi Tir in transito da e per gli imbarchi per la Calabria. Episodi di sangue innocente e di vita spezzata.

Incidenti tragici che ci riportano al passato, non così remoto come quel 25 aprile 1945. Protagonisti involontari delle pagine di cronaca della città, sacrifici assurdi, come la studentessa della vicina Facoltà di Magistero che, diversi anni fa, fu travolta e uccisa dall’ennesimo Tir in transito sul Viale Boccetta.

Molti messinesi potrebbero citare esempi simili, se non fossero distratti da questa folle necessità di dimenticare presto e spesso da un silenzio opportunista, che illude di poter essere immuni da questi tragici eventi. Ma a pensarci bene, siamo tutti vittime di un’altra occupazione, che non puzza solo di fumo di scarico dei Tir che continuano ad attraversare la città.

E’ un’occupazione che fa tanfo di cemento, neanche troppo di qualità come sembrerebbe dimostrare un’inchiesta in corso sui materiali utilizzati per realizzare l’approdo a Tremestieri, zona a sud di Messina, che avrebbe dovuto risolvere il problema del passaggio dei mezzi pesanti in altre zone della città.

E’ l’occupazione letale di quelle zone contaminate dall’amianto, dai rifiuti, dagli sprechi del denaro pubblico, dalla mancanza di servizi, dalle inefficienze. Nemici molto più difficili da contrastare, se la cittadinanza non si renderà conto che ognuno di noi sta contribuendo a creare un’eredità difficilmente smaltibile per le prossime generazioni.

Stamattina, all’ingresso di Villa Mazzini I love Messina, adiacente al viale Boccetta, una cinquantina di cittadini si sono riuniti per discutere di una possibile nuova "Resistenza" da attuare pacificamente ma con la partecipazione di tutta la società civile.

Dalle parole di Saro Visicaro, promotore dell’iniziativa e di coloro che hanno voluto lasciare la loro testimonianza, il loro impegno, la loro voglia di cambiamento, sono emersi i punti cardini dai quali concepire ed impegnarsi per uno stile di vita diverso. Io amo Me3

E’ apparso evidente che solo la determinazione e la presa di coscienza della società può provare a cambiare lo stato delle cose. Non dimentichiamolo che la Legge Finanziaria 2010 (legge 191/2009, art.2, comma 186, lettera a) ideata e approvata dal governo Berlusconi, ha cancellato per una stupida questione di risparmi sulla spesa pubblica, la figura del Difensore Civico dai comuni, l’unico mezzo a disposizione della collettività per denunciare l’utilizzo improprio del denaro pubblico.

C’è un forte senso Io amo Me4 di rassegnazione tra molti cittadini che vorrebbero partecipare più attivamente sul destino della città. Una rassegnazione figlia degli scandali sulla corruzione politica nazionale, anche in lidi che si consideravano incontaminabili. Le inchieste sulla Lega di Bossi e i comuni sciolti per mafia in Lombardia, sembrano davvero il vero "collante" dell’Italia unita. Io amo Me6

La strada da percorrere non è sicuramente facile e la censura mediatica, nascosta dall’uso ipocrita della parola democrazia, fanno il resto. Rimane una consolazione: la consapevolezza di non voler vivere il rammarico di non averci provato.

Rinunciare a comunicare le proprie idee e ad avere il coraggio di confrontarle con gli altri, rischia di soffocare tutto in un desolante silenzio, dentro il quale come abbiamo visto, la nostra classe politica locale e nazionale, sguazza troppo "liberamente".


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