Intelligenza Artificiale: A sua immagine e somiglianza
Il futuro ci presenta problematiche che la politica non vuole affrontare, perché legata alle multinazionali che producono tecnologie.
Le problematiche intorno all’IA sono plurali e, non poche, sono sottovalutate dagli utenti che la usano. Spesso con essa si ha la percezione di gestire senza limiti la propria e l’altrui esistenza, ma in realtà si è gestiti dalla” scatola magica”, a cui tutto si chiede e a cui si crede. La religione dell’IA è fra di noi, ma non la conosciamo, eppure si continua a denigrare la religione tradizionale, mentre ci si inginocchia dinanzi all’IA. La fiducia ingenua nella sua oggettività unisce al dramma il ridicolo.
Il futuro ci presenta problematiche che la politica non vuole affrontare, perché legata alle multinazionali che producono tecnologie. Il lavoro sarà un primo scottante dramma: un umanoide dotato di un numero strabiliante di dati astratti da coloro che usano normalmente i social e simili, non è ancora capace di imitare i gesti manuali umani, pertanto nelle scuole si consiglia ai ragazzi che debbono scegliere la futura professione, in modo implicito, e neanche poi tanto, di favorire le iscrizioni verso scuole professionali. Al momento gli umanoidi non sono capaci di eseguire gesti complessi, ma in futuro potrebbero esserne capaci.
Le professioni intellettuali sono nei fatti già sostituibili. La politica, a prescindere dagli schieramenti, non è al servizio del popolo ma delle multinazionali. Il futuro, questo è lo scenario che si apre dinanzi a noi, sarà dominato da umanoidi o simili gestiti dai privati e da pochi lavoratori umani.
La restante parte della popolazione vivrà in uno stato di ozio e con il minimo concesso e deciso dalle oligarchie. Il depopolamento ha dunque le sue cause strutturali. Narcisismo, individualismo e atomizzazione violenta hanno le loro ragioni razionali in un futuro “col numero minore di esseri umani possibili”.
Anche l’affettività sempre sotto attacco mediante l’imporsi nell’immaginario delle masse delle vite seducenti dei vip presi da tempeste erotiche passeggere sono evidentemente parte di un disegno di contrazione di nascite, famiglie e stabili affettività. Chi non ha figli e non ha legami con la comunità non lotta, ma si lascia vivere… Nei luoghi di formazione si presenta l’affermarsi dell’IA come inevitabile e fatale, per cui si chiede ai sudditi di adeguarsi ad un mondo a misura di IA. L’’IA è usata per chiudere gli orizzonti della storia.
Il panottico digitale è la storia e d’ora innanzi è il vero protagonista della storia. Il Prometeo scatenato è tra di noi, e se esso è inevitabile nei suoi sviluppi e ci si deve adeguare e, dunque, la storia è finita e gran parte dell’umanità è superflua. Marx definirebbe ciò “ideologia”. La classe dirigente presenta come fatale l’IA per eternizzare poteri privati e il ritorno di nuove forme di schiavismo non riconosciute. Con l’IA privatizzata e con il suo potere cognitivo terrorizzante si addestrano i cittadini ad essere plebe che attende e dipende dai voleri scientifici dell’IA.
La religione del capitalismo ha nell’IA la sua emanazione con cui gli interessi privati sono rappresentati come neutri e tutto questo è circonfuso dalle nuvole dell’oggettività che celano gli interessi di classe. Altro dato rilevante è l’impossibilità di conoscere l’IA nei suoi processi reali, essa ha spazi sempre più ampi di autonomia. Le variabili sono tali che anche i più esperti non conoscono il processo che conduce al risultato finale.
Si immagini l’IA che gestisce armi nucleari e sistemi militari. Tutto è possibile, e la fine potrebbe arrivare a prescindere dalle decisioni delle oligarchie. Vi sono già stati incidenti militari. Il margine di errore dell’IA è più alto di quanto si immagini. Nel 2003 in Iraq un missile gestito dal sistema di difesa antiaerea automatizzato Patriot abbatté per errore un caccia britannico Tornado. In questi giorni durante il conflitto tra Russia e Ucraina gli sconfinamenti dei droni potrebbero dipendere da errori dell’IA, ma le conseguenze politiche e militari potrebbero condurre ad esiti esiziali.
Naturalmente, anche nel quotidiano, i dati immessi possono essere usati in modo improprio dai programmi, infatti si consiglia cautela nell’immettere i dati. Dinanzi a problematiche così inquietanti manca l’informazione di massa. La politica se fosse al servizio del popolo, porrebbe in campo una campagna informativa in modo strutturale sui pericoli dell’IA e coinvolgerebbe i corpi medi nello stilare un programma sugli usi di essa. Il “si può e dunque si deve” è un dogma della tecnocrazia. Se una tecnologia attacca direttamente la vita dei popoli con la prospettiva di ridurli a “plebe” che attende passivamente la morte e le altrui decisioni non è da perseguire.
L’IA è il “cavallo di Troia”, l’ennesimo, con cui si privatizza il pubblico nella gestione culturale e finanziaria. L’aspetto culturale è rilevante quanto l’aspetto finanziario. I programmi in uso indirizzano verso l’economicismo. Le variabili in essi presente non sono finalizzati a distribuire il servizio a tutti i cittadini, ma rilevano principalmente gli aspetti finanziari e, dunque, escludono, nei fatti, coloro che non possono comprare il servizio. Agli indigenti o meno abbienti richiedenti un servizio, si pensi al sistema sanitario, si assegnano tempi di attesa lunghissimi e nei fatti sono escludenti. Si rinuncia alle visite mediche, o chi può si rivolge ai privati. L’IA organizza un sistema secondo parametri tali da diminuire drasticamente coloro che usufruiscono dei servizi pubblici. L’a priori è dato da multinazionali in accordo con il servidorame politico. Nulla è neutro.
Non esistono fatalismi nella storia, ma decisioni che si mascherano di oggettività e che nascondono interessi di classe e, nel nostro caso, anche una intenzionale mutazione della natura dell’essere umano. L’essere umano è creatura e non è creatore assoluto. Le oligarchie vorrebbero presentarsi al popolo come divinità immanenti che tutto possono, pertanto il popolo deve solo attendere le fatali decisioni che a loro volta sfuggono ai padroni dell’IA.
Dinanzi a tale tragedia storica un programma politico razionale ed etico deve puntare sull’informazione e sulla gestione selettiva dell’IA sottratta alle oligarchie. Senza la buona politica e una robusta coscienza di classe si cadrà nell’abisso di forme inedite di totalitarismo tecnocratico che potrebbero minacciare la vita di tutti, anche delle oligarchie nichilistiche e malvage del nostro tempo storico.
Ancora una volta le oligarchie stanno evocando forze spettrali che non riescono a dominare e conoscere perché accecate con i loro complici solo dal potere. Solo i lavoratori e le classi medie possono riportare l’IA e le tecnologie all’interno della politica reale e vera, la quale non può che avere quale centro gli interessi del popolo e dell’umanità. Si sta aprendo uno spazio di lotta dove, invece, le oligarchie sognano il dominio totale.
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