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Incontro a Pesaro con i Revolver, cover band dei Beatles

I revolver nascono nel 1999 a Urbino dall’unione artistica di tre musicisti beatlesiani...
di Paolo Marelli - martedì 11 settembre 2007 - 5395 letture

Storia della band

I revolver nascono nel 1999 a Urbino dall’unione artistica di tre musicisti beatlesiani. La band originale nasce con Alessandro Sorini, chitarra, Enea Sorini, batteria, e Simone Sorini, basso.

Dotati di ottime qualità vocali, riescono presto a farsi notare come band emergente e producono The Beatles cover band - 12 intepretazioni fedeli dei brani dei Beatles. Per tutto il 2000 girano di palco in palco nelle feste in tributo ai Beatles e partecipano al festival europeo Beatles Tribute Band di Rimini, ottenendo il riconoscimento come cover band ufficiale dei Beatles da parte del fun club italiano.

Il primo album ufficiale, Egg, viene prodotto nel Marzo del 2001 dalla Pma e presenta 7 composizioni originali della band in pieno stile ’60s, con una forte componente vocale, e 13 canzoni dei cover. Dal 2002 i Revolver decidono di aumentare la loro attività in studio, diminuedo i concerti, in cerca di una maturità che consenta di superare l’icona di Tribute Band. Questo periodo produce 12 pezzi in italiano che non sono mai stati pubblicati. Di questi pezzi, la Sony decide di inserirne due, “Ciao mama” e “Little Girl”, nella compilation Flying blind di band emergenti.

Da questo progetto nasce nel 2005 Because, disco con 7 brani già inseriti in Egg remixati e rimasterizzati e una rivisitazione di Norwegian Wood. Durante la preparazione di questo disco, però, la formazione dei Revolver subisce un cambiamento. Simone Sorini, elemento fondamentale della band, decide per motivi professionali di aderire ad un progetto di musica medievale con l’orchestra Micrologus che lo porta ad avere molte date ed impegni internazionali.

L’attività musicale del gruppo a questo punto segue due direzioni: Alessandro ed Enea rivisitano in acustico i brani dei Beatles. Nei concerti, al posto di Simone, c’è Aberto Arcangeli, vecchio amico e lui stesso grande beatlesiano.

Intervista

Come sono rimasti i rapporti tra di voi e Simone? Buonissimi. Noi capiamo la scelta che è anche una buona opportunità professionale. E poi Simone è un amico da sempre è un fratello. Infatti questa sera sapevamo che era a Urbino e l’abbiamo invitato a salire sul palco con noi per qualche pezzo. Era da due anni che non suonavamo dal vivo insieme. Siamo felice di avere riavuto con noi un nostro vecchio compagno.

Come avete riorganizzato il gruppo? Abbiamo pensato a come poter andare avanti e abbiamo preso due direzioni. Una è quella di fare spettacoli acustici. Mentre per gli spettacoli in elettrico abbiamo pensato al più beatlesiano che conoscevamo ed Alberto è con noi. Non c’è stato nemmeno il bisogno di spiegarsi l’intesa è nata subito.

Avete mai sentito la voglia di staccarvi l’etichetta di tribute band? Quando siamo nati non c’erano molte tribute band. Ora esiste solo quello, c’è di tutto. Noi non siamo mai stati filologici, noi siamo in 3 e non in 4, non mettiamo il parrucchino e non vestiamo come loro. Questa cosa iniziava un pò a stancarci. C’è stato un periodo in cui abbiamo sentito voglia di staccarci e abbiamo creato un disco con 12 pezzi in italiano ma non è mai stato pubblicato. ’E difficile staccarsi e poi vedi ancora nel 2007 ci chiedono i Beatles! Siamo nati da quello, anche se in studio lavoriamo a dei pezzi nostri!

Riuscite a mantenervi con i progetti musicali? Solo con i Revolver no. Enea ha altre collaborazioni musicali che permettono più autonomia. Noi invece facciamo anche altro ma questa cosa la vediamo anche come opportunità per restare indipendenti e poter suonare solo quello che vogliamo.

Come avete visto il pubblico questa sera? Vi siete divertiti? Benissimo. C’erano delle ottime luci..ahahha. Scherzi paradossalmente a noi piace che il pubblico, che sapevamo non essere giovanissimo, stia concentrato ad ascoltare la nostra musica. Poi se avessimo avuto un target più giovane magari avremmo optato per altre scelte. Comunque il concerto è andato benissimo e ci siamo divertiti parecchio.


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