Incontro a Palazzolo Acreide 19 Giugno 2012 “Voltiamo Pagina con Claudio Fava Presidente” -

Si è svolto a Palazzolo il primo di una serie di incontri con Claudio Fava per “Voltiamo Pagina con Claudio Fava Presidente”. Erano presenti militanti di Sinistra Ecologia Libertà e molti ragazzi provenienti dai movimenti e dalla società civile. Il dibattito è iniziato con la spiegazione di Fava del perché della sua candidatura.
di Giuseppe Castiglia - mercoledì 20 giugno 2012 - 2081 letture

Fava dice che la sua candidatura inizia con la richiesta di molte persone provenienti dalla società civile, intellettuali e artisti per voltare pagina ad un periodo di mala politica e mala gestione della nostra regione. Per questo Fava non vuole che la sua candidatura sia schierata politicamente, neppure con SEL di cui è dirigente, ma sia una candidatura che appartenga alla maggior parte dei siciliani.

Fava mira a scardinare le vecchie logiche di fare politica, e vuole aprire a tutti, insomma vuole essere il presidente dei siciliani. Questo grazie alla non appartenenza ad un singolo partito o ad una coalizione, ma aprendo alla società civile e ai movimenti.

La maggior parte dei voti dovranno pervenire da persone che oggi non appartengono e non si sentono di appartenere a nessuno schieramento politico. Per la campagna elettorale cercherà l’aiuto dei comitati d’informazione e propaganda che si formeranno nei vari paesi e citta siciliane.

Dopo aver parlato delle problematiche che affliggono la Sicilia e spiegato che se lui diventerà Presidente della Regione si volterà davvero pagina, sono iniziate le domande del pubblico.

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Uno degli interventi più schietti che ha toccato il polso a Claudio Fava è stato quello della ex coordinatrice di SEL Lentini, Maria Cunsolo, che a nome di Girodivite.it dopo essersi complimentata con Fava per la sua candidatura e per il modo come si è candidato e per le cose a cui mira, ha detto: "Sarò felice di spendermi per il tuo progetto, ma prima voglio sapere visto che questo progetto, oltre l’idea, ha bisogno di chi lo porta avanti, quali saranno le logiche che porteranno alle candidature della tua lista? Visto che oggi, chi si spende nelle campagne elettorali sono i militanti dei partiti e dei movimenti, con la bandiera dei partiti, ma al momento delle candidature gli stessi vengono messi da parte dalle segreterie e da chi appartiene agli apparati di partito. Questa domanda è importante e te la faccio schiettamente, perché altrimenti non ha senso parlare di voltare pagina, se poi alla fine i giochi sono sempre uguali. Sono importantissime le finalità, ma sono altrettanto importanti le modalità con cui queste candidature avveranno. Vorrei sapere come agirai e ti comporterai, per poter effettivamente voltare pagina".

IMG_20120619_204108 Fava risponde: Oggi siamo qui per ricreare l’entusiasmo perso in questi anni, sperimentandoci giorno per giorno. Sono convinto di aver fatto bene ad aver colto l’invito che mi è stato dato. Questa è un’impresa difficile, dobbiamo metterci tutti un entusiasmo che superi le tossine e le delusioni politiche raccolte da molti di noi nell’ultimo periodo e che ciascuno di noi porta dentro di se, per proprie esperienze e delusioni. Effettivamente non c’è una ricetta, ma chiedo a ciascuno di voi il senso di responsabilità su questo percorso. Capire che questo non serve a riabilitare pezzi di partito e di politica, ma serve a proporre una modalità che riformi complessivamente la politica, ma ho un invito da farvi: facciamo in modo che questa campagna elettorale rappresenti nello stile e nei modi in cui si costruisce, non solo la risposta, ma un’occasione, perché i partiti, trovino una ragione non solo ideale, ma anche di pratica materiale diversa da quella fatta fino ad adesso.

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SEL è in questo momento dentro una crisi che non è diversa da quella degli altri partiti, non possiamo immaginare che stia in un luogo di virtù.

La cosa che dobbiamo provare a fare è evitare che questa campagna elettorale censisca le tossine che ciascuno di noi ha conosciuto e praticato nella propria esperienza, che serva a bonificare a migliorare la qualità del lavoro che ogni partito può fare dentro di se, e che si parli a chi non sta dentro questa esperienza, si parli a chi non ha conosciuto il diktat dei militanti del Partito Democratico o di Sinistra Ecologia e Libertà o di altre formazioni a sinistra, ma che si senta a pieno titolo siciliano dentro questa esperienza.

Non dobbiamo convincere i militanti del nostro partito, ma dobbiamo convincere quelli che dentro il partito non ci stanno per principio, perché diffidano, perché non ci credono, perché sono esausti e delusi. Spiegare che questa è la loro storia, non la bestemmia in piazza, non l’antipolitica, non la demagogia d’accatto, ma la storia di un protagonismo civile che diventa progetto di governo. Per fare questo non possiamo utilizzare le risorse dei partiti piccoli o grandi, dobbiamo utilizzare risorse individuali di ciascuno di noi e fare in modo che gli altri capiscano che questo è un luogo che da cittadinanza a tutti. E’ molto complicato, ma è l’unico modo. Tu mi chiedi la lista! Ma io non ho la minima idea di quali saranno e quante saranno le liste che sosterranno me a presidente della regione, l’unica cosa che so, per quanto riguarda la lista che porterà il nome di Claudio Fava presidente, è che non sarà il rifugio dei partiti. Perché l’obiettivo non è fare una bella listona che superi il cinque per cento, noi dobbiamo mirare al cinquantuno per cento, possiamo anche prendere di meno, perché non serve effettivamente il cinquantuno per cento.

Le liste sono uno strumento, non sono l’obiettivo, il cinque per cento della lista non è il mio obiettivo, il mio obiettivo è il cinquantuno per cento dei siciliani, che mi diano legittimità a governare la sicilia. Per quanto riguarda la lista che porterà il mio nome, vi garantisco che sarà una lista che non intenderà proteggere alcuni candidati, cosa che si fa sempre nella politica, che si è fatto in tutti i partiti in cui io ho militato, ed è questo che dobbiamo combattere, le grandi virtù, le grandi battaglie i grandi ideali.

Fare una lista, in modo che garantisca qualcuno e protegga qualcun altro, poi mettere qualcuno che proviene dal mondo delle associazioni e dai movimenti, perchè questo produce consenso, ma se ne produce troppo forse è meglio metterla da parte. Noi abbiamo bisogno di azzerare queste pratiche, questo approccio alla politica, e non possiamo farlo a tavolino, possiamo farlo solo se costruiamo una campagna elettorale, che lentamente ma definitivamente emargini queste logiche.

Possiamo farlo avendo una lista del presidente che farà di questo principio la propria stella polare. Deve essere una lista che rappresenti un’idea di governo alternativo della Sicilia, dove le risorse umane che si spendono, rappresentino questo progetto e concorrano tutte insieme per rappresentarla, anche nell’assemblea regionale. Senza ragionamenti di bottega di chi va candidato, chi va garantito, chi va protetto e chi va eliminato. Al tempo stesso vi chiedo di riproporre questo ragionamento, questo esercizio di organizzazione in tutte le altre città negli altri paesi in cui voi lavorate.

Tu mi chiedi come aiutare questo progetto... è esserci in un primo momento, nel primo approccio, all’avvio di questi comitati, luoghi di discussione e di mobilizzazione. Io voglio cominciare con voi, voglio esserci, ma ciascuno deve essere capace di vivere di vita propria, di assumersi la responsabilità, di auto organizzarsi.

Non abbiamo tempi lunghi, ma abbiamo una memoria lunga, sappiamo cosa è accaduto, conosciamo il nostro territorio, sappiamo quali sono le parole d’ordine che dobbiamo spendere ciascuno nella propria città, dobbiamo diventare il tessuto connettivo di questa campagna elettorale, un tessuto più forte di quello che possono mettere a disposizione i gruppi dirigenti dei partiti, ma che servirà anche a quei gruppi dirigenti e a quei partiti per ritrovare una linea dritta di comportamento, perché non la ritrovi in teoria , non la ritrovi nella pratica dei congressi non la ritrovi a tavolino, la ritrovi perché li metti di fronte ad una procedura diversa della politica, a forme di partecipazione diversa.

Il Partito Democratico non ha detto una sola parola. Se io mi fossi presentato con un partito, a quest’ora ci sarebbero stati non uno, ma cento comunicati, cento motivi di interferenza, cento letture diverse che avrebbero detto, crocifisso, onorato, ignorato, se io mi fossi presentato come il candidato di SEL e a disposizione del partito democratico sarebbe stato la stessa cosa, siccome a tutti i presenti dico io sto con i siciliani, adesso chiedo io ai partiti di fare la loro, ma il silenzio è imbarazzante di chi non ha argomenti da controbattere.

Ma non m’interessa, voglio fare una campagna elettorale che parla ai siciliani ed assieme a loro cercherò di riformare la politica. I partiti nel bene e nel male arriveranno, quelli che ci credono, quelli che si riconoscono e con loro costruirò questa stagione politica, quelli che non ci stanno non li inseguiremo, chiederemo ai loro elettori di crederci e non ai loro dirigenti. Scopriranno che i dirigenti oggi valgono meno degli elettori, chi conta oggi è chi vuole cambiare la Sicilia, non chi vuole conservare la propria rendita di posizione elettorale. Quindi vi chiedo di contribuire con tutte le informazioni che avete sia attraverso il sito, che attraverso i canali d’informazione a questo progetto... Voltiamo pagina.


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