In ricordo del “Sindaco contadino”

"Ho conosciuto per la prima volta Ciccio in un incontro serale al partito che non c’è più. Anche Ciccio ha vissuto il dramma storico, politico e umano che è stato la fine del Partito Comunista..."
di Luigi Boggio - mercoledì 28 dicembre 2016 - 2798 letture

Ho conosciuto per la prima volta Ciccio in un incontro serale al partito che non c’è più. Anche Ciccio ha vissuto il dramma storico, politico e umano che è stato la fine del Partito Comunista. Un dramma che ha segnato la fine di una storia per un nuovo approdo che col passare del tempo è stato avvolto dalle nebbie di un progressismo riformista senza anima e corpo. In quell’incontro, siamo a gennaio ‘69, l’oggetto della discussione era il rapporto tra i comuni di Lentini e Carlentini sulle questioni urbanistiche. Un tema non facile a causa della complicata configurazione territoriale e urbana.

Quello che mi colpì nel corso della discussione è stata la lucidità delle argomentazioni dal sindaco Guercio riguardo le difficoltà che si sarebbero incontrate nel mettere assieme una linea comune per la contrada “Santuzzi”. Le difficoltà, come riconosceva anche il sindaco di Lentini Marilli, erano reali perché occorreva una legge per la rettifica dei confini tra i due comuni. Anche l’ipotesi della creazione di un consorzio per la gestione di un’area abitativa non era praticabile per la mancanza di strumenti normativi. Infine l’attenzione nel corso della discussione si è concentrata sulla lentezza dei tempi di approvazione dei provvedimenti legislativi.

L’urgenza di un simile provvedimento nasceva dal bisogno di evitare l’espandersi del fenomeno dell’abusivismo, il quale iniziava a produrre i suoi effetti devastanti sui territori. In tutta la discussione una cosa chiara era che tra le due sezioni non c’era una possibilità di sintesi, e nello scorrere degli interventi tutto ciò diventava sempre più evidente. Interventi sempre puntuali, ma distanti per tentare una soluzione al difficile problema. A queste difficoltà si aggiungevano le polemiche strumentali delle opposizioni che accusavano il sindaco Guercio di svendere una parte del territorio di Carlentini ai lentinesi.

Una polemica fuori dal tempo e dal vissuto reale per le dinamiche economiche e sociali che avvenivano nella città di Jacopo e nel suo territorio. Anche dopo l’uscita di scena del “sindaco contadino”, il discorso continuò senza un nulla di fatto con il risultato che ancora oggi abbiamo due comuni attaccati l’un l’altro ma distanti.

Ho incontrato Ciccio tante altre volte, anche dopo la sua esperienza di sindaco. Per 14 anni ha governato la città con la stessa dedizione, impegno e amore con la quale curava l’agrumeto della “Vaddara”, vicino al risorto viale dei pini del Biviere. Discutere con lui era sempre piacevole anche perché è rimasto attento alle questioni sociali e al tema dell’agricoltura fino alla fine.

Per il compagno Ciccio l’agricoltura era al centro dei suoi pensieri e riflessioni. “Un giorno non lontano”, ribadiva insistentemente con la sua solita caparbia determinazione, “per sfamare il pianeta bisognerà tornare alla madre terra!”. Sono convito che a Ciccio, la notizia dei tanti giovani che si stanno avvicinando alle campagne per dar vita a nuove imprese agricole, avrebbe fatto piacere. Nelle sue parole di contadino di un tempo sento riecheggiare molte delle cose che scrive quotidianamente Vandana Shiva sulla terra, l’acqua, le sementi e la necessità dei contadini di stare insieme contro i signori delle multinazionali dell’agro-alimentare, dei mangiatori dei suoli e delle foreste.

Un giorno, prima di vendere l’agrumeto, mi volle portare in campagna. “Questa campagna”, mi disse commosso, “ha rappresentato la vita mia e della mia famiglia. Non potendola più curare la venderò per non farla perire, perché sarebbe un peccato dopo aver visto questi alberi crescere come si crescono i figli”.

Ciccio era questo, oltre a essere stato un bravo, sobrio e onesto sindaco. E’ stato uno di quelle persone che lasciano il segno per il suo modo di essere: un uomo, un comunista e un amministratore.



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