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In ricordo dei morti di Nassiriya

Dopo più di tre anni dall’accaduto a custodire la memoria di questi uomini sono soltanto le famiglie e le associazioni cittadine. A Lentini, paese natale del caporalmaggiore Emanuele Ferraro, l’amministrazione locale ha finanziato la realizzazione di una statua in bronzo di Emanuele che verrà esposta nella piazza centrale.

di Sonia Lombardo - martedì 13 marzo 2007 - 5916 letture

Vederne l’elenco mette i brividi: diciannove nomi e corrispettive foto. Diciannove uomini, sono i caduti di Nassiriya: dodici carabinieri, cinque soldati dell’esercito e due civili morti in seguito ad un attentato kamikaze il 12 Novembre del 2003.

Dopo più di tre anni dall’accaduto a custodire la memoria di questi uomini sono soltanto le famiglie e le associazioni cittadine. A Lentini, paese natale del caporalmaggiore Emanuele Ferraro, l’amministrazione locale ha finanziato la realizzazione di una statua in bronzo di Emanuele che verrà esposta nella piazza centrale. L’inaugurazione avverrà a fine marzo in coincidenza dell’anniversario della nascita del militare, un ragazzo che ha perso la vita a 28 anni in missione di pace.

Un controsenso che lascia un’amarezza ancora più profonda, mentre si guarda quell’elenco; la stessa amarezza di quelle mogli che nel 2005 scrissero all’allora presidente della Repubblica Ciampi per sollecitare le onorificenze promesse dallo Stato e mai ricevute. Tiziana Montalto, vedova del maresciallo Alfio Ragazzi, Alessandra Savio, vedova del maresciallo Filippo Merlino; Sabrina Brancato, vedova del maresciallo Giovanni Cavallaro; Paola Cohen Gialli, vedova del carabiniere Enzo Fregosi si sono sentite dimenticate, hanno ricordato di «non conoscere ancora l’esito delle indagini sull’attentato», hanno fatto presente la medaglia negata, hanno chiesto di «assumersi l’onere della difesa della memoria, in nome e per conto di quella Patria per servire la quale i nostri familiari hanno perso la vita».

In Parlamento, infatti, si è dovuto discutere un apposito disegno di legge per assegnare ai caduti di Nassiriya una Croce d’oro piuttosto che una medaglia al valor militare che si può conferire soltanto ai caduti di guerra e come è noto “Antica Babilonia”, malgrado sia stata una missione dall’esito e dagli obiettivi discutibili, è stata ingaggiata come missione di pace.


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In ricordo dei morti di Nassiriya
18 marzo 2007

Questi ragazzi hanno avuto un gran coraggio.Hanno combatuto fino in fondo,senza avere paura,senza pensare qual’era IL RISCHIO.Grazie.Avete messo una gocccia nell’oceano.
    In ricordo dei morti di Nassiriya
    18 marzo 2007

    Ho grande rispetto per la morte di queste ragazzi ma farli passare come eroi è davvero esagerato, erano in guerra e la guerra, purtroppo, fa i morti. Io non capisco perchè l’italia e gli italiani s’indignano solo davanti alla morte dei nostri militari mentre resta in silenzio per tutte le migliaia di morti civili in iraq? Allora anzichè piangerci addosso, facciamo di tutto affinchè il governo italiano s’impegni a ritirare i nostri militare da ogni scenario di guerra.