In morte di un boss
È morto il boss di mafia Nitto Santapaola portandosi nella tomba molti dei segreti della Cupola mafiosa...
È morto il boss di mafia Nitto Santapaola portandosi nella tomba molti dei segreti della Cupola mafiosa come Bevilacqua di Enna, Reina, Provenzano, Messina Denaro e tanti altri di spessore. Non hanno parlato per trasmettere potere, rapporti politici, affari ma anche per paura degli amici oscuri che li avrebbero fatti morire non in un letto di ospedale assistiti e curati.
Ecco la differenza tra chi crede nello stato di diritto, si sacrifica per fare rispettare la legalità e la convivenza a rischio della propria vita e chi con la violenza e il tritolo voleva imporre, con la complicità di uomini infedeli e senza volto, la loro legge.
Ad oggi non ci sono riusciti, anche se il fenomeno mafioso persiste e preoccupa per la capacità di penetrazione in alcuni gangli dell’economia che conta. In questo campo l’azione dello Stato con suoi apparati dovrebbe essere più penetrante ed efficace, aggiornando gli strumenti di indagine con le tecnologie più avanzate e la formazione del personale.
Le leggi ci sono, però c’è carenza di magistrati, di personale ammnistrativo, tecnico e di sede adeguate. Perché quelle sedi rappresentano lo Stato come qualsiasi posto di polizia, caserma dei carabinieri o di finanza.
Affrontare e risolvere questi annosi problemi si andrebbe in direzione di una giustizia più rapida ed efficace. Altro che referendum. Lo Stato avrebbe un altro volto e la democrazia un più forte significato. Pensiamo alla nostra terra ed a tutti quegli uomini che hanno dato qualcosa di alto e di inimmaginabile: la vita.
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