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Immigrati, benvenuti tra noi

«Accoglienza, tolleranza, valorizzazione della diversità. Sono le chiavi per realizzare una pacifica integrazione multiculturale». Parola di esperti. Riuniti a Biancavilla dalla cooperativa "Santini-Inessa".

di Vittorio Fiorenza - mercoledì 2 marzo 2005 - 10178 letture

Sono 99 gli immigrati residenti a Biancavilla. I gruppi più numerosi sono quelli degli albanesi e dei marocchini, che rappresentano rispettivamente oltre il 40% e il 20% del totale. Si tratta, in questi ultimi casi, di intere famiglie che hanno lasciato la propria terra e che hanno trovato ospitalità nel centro etneo, dove anche lavorano (in genere gli uomini svolgono l’attività di operaio, mentre le donne fanno le casalinghe). Presenti anche singoli cittadini provenienti da paesi stranieri che hanno deciso di stabilizzarsi in questa zona dell’Etna dopo essersi sposati con biancavillesi. Sono 24, in totale, le nazionalità di origine degli immigrati che vivono a Biancavilla: oltre che dall’Albania e dal Marocco, sono presenti cittadini che vengono da Francia, Germania, Malta, Polonia, Portogallo, Bulgaria, Romania, Russia, Ucraina, Algeria, Capo Verde, Maurizius, Senegal, Tunisia, Argentina, Brasile, Colombia, Domenica, El Salvador, Guatemale, Stati Uniti, Iran. Una situazione che rimane pressoché invariata da almeno una decina di anni. Una presenza, quella degli stranieri a Biancavilla (il 20% dei quali ha un’età inferiore ai 18 anni), che non soltanto è ampiamente tollerata, ma che fortunatamente è spesso ben integrata con la comunità locale. Quasi il 40% degli immigrati (e di questi quasi tutte donne) vivono, non a caso, in famiglie del luogo perché sposati con biancavillesi.

E’ questo il quadro relativo all’immigrazione nel centro etneo, a 30 km da Catania. E proprio di immigrazione e di integrazione multiculturale si è parlato, a Biancavilla, nel corso di un seminario di studi organizzato dalla cooperativa "Santini-Inessa". L’incontro, finanziato dagli assessorati regionali al Lavoro e all’Immigrazione, ha avuto come enti parter la Fondazione "Migrantes" dell’Arcidiocesi di Catania e il Movimento Cristiano Lavoratori. Studiosi ed esperti sono stati a confronto, in mattinata al liceo socio-psico-pedagogico e nel pomeriggio nell’aula consiliare, per affrontare le tematiche dell’immigrazione, nell’ottica di una giusta integrazione sociale e culturale.

"Anche Biancavilla è nata da una convivenza (non coesione) tra la popolazione del luogo e i fondatori venuti alla fine del ’400 dall’Albania -ha detto il sociologo Grzegorz Kaczynski- il punto è conservare la propria identità; ci dirigiamo verso il multiculturalismo che dobbiamo trasformare in cultura comune". "L’intercultura -aggiunge la prof. Graziella Scuderi, docente di pedagogia interculturale all’Università di Catania- è oggi necessaria perché viviamo in una società multiculturale e bisogna valorizzare le diverse culture, la diversità e trovare con esse un punto di incontro". Un’educazione ai giovani in tale ottica è sottolineata dalla prof. Giusi Rasà, insegnate liceale di sociologia: "Nelle mie prime lezioni mi piace insegnare ai miei ragazzi una frase di un sociologo americano, il quale diceva che a casa sua aveva tre sedia (per la solitudine, l’amicizia e la società); mi piace l’idea che i giovani possano continuare questa prospettiva e aggiungere una quarta sedia, quella della cultura globale". Presente al seminario anche il presidente provinciale del Mcl, prof. Salvo D’Asero: "Oggi le comunità non vivono isolate ma in interscambio, visto che siamo in un’epoca di globalizzazione. Come Movimento Cristiano Lavoratori ci siamo sforzati di far capire agli operatori sociali e dei servizi che dobbiamo essere vicini non solo ai lavoratori italiani ma anche a quelli stranieri perché abbiamo un’ispirazione cattolica e dunque è nostra priorità stare vicini al nostro prossimo". Sulla stessa linea l’intervento del dott. Salvuccio Furnari, pedagogista al Dipartimento di Salute mentale di Adrano, nonché assessore alle Politiche migratorie: "Bisogna porre attenzione essenzialmente all’accoglienza; se riusciamo come comunità a creare questa cultura, avremo persone che svilupperanno una qualità di vita adeguata alla nostra, altrimenti, se isoliamo, emarginiamo ed allontaniamo chi da immigrato ha un’altra cultura incorreremo in segni ansiosi-depressivi con una valenza forte, tale da creare persino il disagio mentale".

Il seminario ha focalizzato l’attenzione degli operatori del settore, del volontariato sociale e degli studenti ad indirizzo di studi sociali su tematiche di così stretta attualità, ponendosi anche come momento conclusivo di un corso di formazione per operatori interculturali, figure professionali che fungono da ponte tra la terra di approdo e chi è stato costretto a lasciare il proprio paese, la cultura e spesso la propria identità.


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> Immigrati, benvenuti tra noi
16 marzo 2005, di : Ciclon |||||| Sito Web: Benvenuti ma...

Il problema non sono gli immigrati in senso assoluto ma quanti, cioè se in numero integrabile dal punto socio-lavorativo. E chi, cioè se chi viene in casa nostra è una persona onesta e ha intenzione di contribuire alla crescita dell’Italia e non a compiere reati.
    > Immigrati
    29 aprile 2005, di : carson

    Propabilmente sono uno dei pochi a essere contro-corrente perchè ritengo che l’immigrazione cos’ì comè oggi dovrebbe essere rivista.In questo mi auguro che la chiesa faccia la sua parte in certi campi( ma ne dubito )nel mettere dei paletti ben precisi.Prima di tutto mettere uno STOP all’immigrazione degli africani-musulmani-islamici,poi prendere gli albanesi e mandarli a ricostruire il loro paese,(all’italia converrebbe costruire le carceri in albania piuttosto che mantenerli quì),perchè adesso il lavoro c’è.Per quanto riguarda i musulmani-islamici bisogna prendere delle iniziative ,per NON farci togliere i crocifissi oggi e le chiese domani ritrovandoci il Vaticano trasformata a moschea.Se incominciamo a tirar via queste due piaghe dall’italia (e poi dall’europa)forse si potranno ancora salvare le radici cristiane.Per gli altri ,l’importante che non siano delinquenti e trovano un lavoro.(Spero che il governo si dia da fare in questo senso)
    >-immigr.benv.tra di noi !!!!
    10 agosto 2005, di : carson

    Voglio essere breve nel darti una parziale risposta.Ma dimmi ,come vedi se un arabo-musulmano-islamico è onesto quando viene nel Ns. paese?glie lo chiedi quando sbarca a lampedusa e ti fai dare la carta di identità?oppure ti fidi sulla parola?.E poi che contributo pensi che possano dare gente che scappa dal loro paese e,con la scusa che stanno male non fanno niente per migliorare e dare un contributo nei loro rispettivi paesi?Certo è bello trovare in europa libertà e democrazia e poi servirsene per fare i comodi loro!!!.....La loro democrazia è il corano...ti invito a leggerlo con attenzione....Ti ricordo ciò che disse un imam in Italia "con le vostre leggi(democratiche)Vi sottometteremo alle nostre leggi.(del corano).
> catastrofe
4 maggio 2005

Le chiese saranno trasformate in moschee, il Papa deposto (dicono che l’attuale Papa sia il penultimo). Di positivo potrebbe scomparire la moda "della vita bassa" e "l’ombelico scoperto" che bisogna riconoscere sono di cattivo gusto
    > La speranza!
    21 giugno 2005

    Perchè le nostre chiese si trasformeranno in moschee?Ciò può succedere solo grazie a noi,siamo noi cristiani che la teniamo in vita e solo noi possiamo distruggerla;i nostri pensieri non possono cambiare solo perchè nel nostro Bel Paese accogliamo gente di etnie diverse,è un Paese....non è un gregge!!!!!!!!!!!

    Volevo anche aggiungere un mio pensiero per quanto riguarda il discorso: “la vita bassa” e, “l’ombellico scoperto”;perchè vengono ritenuti di cattivo gusto?Io sono una diciannovenne,vivo tutti i giorni a contatto con gente più o meno delle mia età,e non penso ci sia tutto questo disgusto a vedere una bella pancia,tutto sta nel saper indossare le cose,ci sono cose più “schifose”a questo mondo che dovrebbero abolire,lasciate in pace la moda com’è!

    >Ma te guarda!
    3 agosto 2005, di : Cristina

    ....fortunantamente il nostro è uno stato laico e le moschee ci sono già... quindi non vedo perchè dovrebbero trasformare le nostre chiese in moschee... Quando sento parlare così sedicenti cristiani, la prima cosa che mi salta in mente è che dovreste ricordare le innumerevoli etnie e religioni che hanno partecipato ai funerali di Giovanni Paolo.. Forse, da veri cristiani, andreste a confessare i vostri pensieri intolleranti e peccaminosi, dal momento che il Papa ha sempre pregato e professato per la convivenza dei vari popoli e delle varie religioni... Quando sento poi questi discorsi così intolleranti mi rendo conto che spesso "il gregge" non ascolta le prediche... anzi fa di più: predica bene e razzola male! Che schifo... Più o meno come i sedicenti "fondamentalisti islamici".. Non c’è religione che abbia come insegnamento l’intolleranza e l’odio... Cristina.
> Immigrati, benvenuti tra noi
2 novembre 2005, di : Il sogno americano è appunto il Jazz !

Sei forte Cristina! Anche se non condivido tutto quello che hai detto. Mi faccio capire meglio:.. C’è un livello di decenza in qualunque cosa e da chiunque sia enunciata. Per intenderci: non esiste il caraggio senza la paura, la bellezza senza la bruttezza, la libertà senza il dovere, ecc.. Allora, come si conserva il metro, il litro, o il kilogrammo, si dovrebbero conservare più a lungo certe anticaglie... Sarebbe una garanzia che il mondo non decada proprio quando ognuno di noi potrebbe ancora essere a metà della vita. Perciò, quanti mali in un mondo senza contrappesi! Io proporrei di fare un campionato nazionale (e mondiale) di intelligenza creativa (no enigmistica, o di agilità mentale). per esempio gente con minimo 4 lauree o competenze specifiche e poi questi secchioni, li mettiamo a risolvere i nostri problemi (vorrei vedere chi potrebbe dire "la mia idea è migliore" senza rischiare di far ridere assai! Ciao, ciao,

Salvo

> Immigrati, benvenuti tra noi
7 novembre 2005, di : luca

Fortunatamente, tranne qualche ragazzina ignorante e magari desiderosa di farsi trombare da qualche arabo e qualche scemotto di paese, in italia musulmani non ne vogliamo, gente che vive come vivevamo noi nel medioevo non ne vogliamo, le moschee ci fanno antipatia, e a quelli che hanno un pò di cervello sta religiona islamica ci puzza parecchio e non ne vogliamo sentire parlare. Viva il papa, viva l’italia, viva gli occidentali, viva la civiltà. A proposito cristina, a te dico quello che dico sempre alle ragazze che parlano come te, vattene a vivere in qualche paese islamico, poi puoi parlare senza sparare troppe idiozie.
    Luca...
    16 novembre 2005

    Luca, tesoro, sai cosa dico io invece ai poveri inetti come te? Di andarsene dall’Italia... sono le persone come te che ci fanno vergognare all’estero... A proposito delle tue frasi tipo "Viva il Papa"... Va in Chiesa ed esterna questi meravigliosi pensieri al sacerdote di turno... Vediamo poi un pò cosa ti dice! Sei veramente una di quelle persone che faccio fatica a tollerare e sei quasi in grado di farmi abbassare al tuo livello, ma resisto: UNA COSA E’ CERTA... TI COMMENTI DA SOLO! Cristina.
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Un momento del convegno. Da sinistra, Salvo D’Asero, Giusi Rasà, Graziella Scuderi e Salvuccio Furnari (Foto Carmelo Ciletta)


Il pubblico presente al liceo socio-psico-pedagogico di via San Placido


Aula magna stracolma al liceo, in primo piano il preside Vittorio Galvani (Foto Carmelo Ciletta)
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