Il virus della Corona

Un piccolo bestiario in questi difficili momenti
di Adriano Todaro - mercoledì 4 marzo 2020 - 739 letture



striscia_ilfattoeilcommento

IL FATTO

Prove tecniche di strage, il governo agevola la diffusione del virus (titolo in prima pagina di Libero, 22 febbraio 2020)

IL COMMENTO

Questo Codiv-19 è un virus duplice perché non colpisce solo le vie respiratorie. Certo, io non sono un virologo e neppure uno dei tanti esperti che affollano, ad ogni ora del giorno e della notte, gli schermi televisivi ma, secondo il mio modesto e ininfluente parere, colpisce prevalentemente il cervello.

Se avete seguito in Tv il “duello” fra Roberto Burioni, virologo e Maria Rita Gismondo, virologa, mi darete ragione. Burioni ha sostenuto che sia in atto una sottovalutazione del rischio Coronavirus. La Gismondo, invece, ha smontato le tesi di Burioni: “A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri". Burioni era talmente incazzato che Gismondo lo potesse contestare con dati certi, che ad un certo punto l’ha definita sprezzatamente, la “signora del Sacco” considerato che la virologa è responsabile del laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano. Poi, dopo qualche giorno – come è ormai uso in Italia – ha chiesto scusa e si è rimangiato quello che aveva detto con un plauso anche al governo che ha fatto chiudere le scuole.

Naturalmente quando c’è di mezzo la testa, il cervello, i ragionamenti, l’ex ministro Salvini non è secondo a nessuno. È sempre il primo nell’affermare cazzate. E così se la prende con il ministro Speranza e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Secondo questo intellettuale dal pensiero molto debole, i due sono “accomunati dalla stessa ideologia culturale e politica [e] fanno a gara a chi minimizza di più su questo drammatico tema”. Guarda caso, però, il virus è partito da Regioni amministrati della Lega. Poi una stoccata al governo-virus, brutto e cattivo: “Il governo deve chiedere scusa agli italiani perché l’Italia è il terzo Paese del mondo per contagi, davanti persino al Giappone, che confina con la Cina”. Bravo. Ben detto! Soltanto che fra Giappone e Cina c’è il mare.

La Liguria, come altre regioni, ha annullato tutte le manifestazioni. Tutte? Beh, quasi. Una rimane. Quella in cui Salvini, e il presidente di quella regione, Giovanni Toti, si attovagliano a magnare assieme a 1.500 persone. E la diffusione del virus? Gli fa un baffo il virus ai leghisti duri e puri alla Nutella. E poi avevano pagato 80 euro, anticipati per potersi sedere allo stesso tavolo dei virologi Salvini e Toti. Magari si sono infettati e, per farlo, hanno pure pagato 80 euro!

Ma è la stampa a dare il meglio di sé, a far capire agli italiani cos’è questo Coronavirus, senza creare allarmismi e paure irrazionali.

Libero, al solito, è il più chiaro di tutti. Nel titolo, a tutta pagina, il 22 febbraio scorso si parla di strage, anzi, di prove tecniche di strage. Se le prove vanno bene, poi il governo Conte attuerà la strage con la diffusione del virus. Come vedete niente allarmismi.

Pietro Senaldi che è, nientepopodimenoche, il direttore di questo quotidiano, un altro giorno fa un titolo per tranquillizzare gli italiani. Per farlo parafrasa un famoso titolo apparso sull’Espresso nel 1955 (“Capitale corrotta – nazione infetta”) e scrive “Conte inetto, Paese infetto”. Bello, vero? Davanti ad un titolo così profondo poteva la “Betulla”, il grande giornalista-spione Renato Farina, stare zitto? No. Contribuisce anch’esso con una riflessione mica male: “Accogliamo tutti, anche il virus; si spalancano i porti per 274 migranti”. Ma i migranti venivano dalla Lombardia? Dal Friuli? Insomma, dalle regioni del Nord. No. Venivano dal Maghreb. Ma la “Betulla”, come risaputo, è pianta ben salda e allora ecco chiarito tutto: “Il governo manda agli italiani, per puri motivi ideologici, un segnale di incoerenza mortifera”. Questo lo vedo bene ad aprire un servizio di Pompe funebri: “Impresa Betulla, coerente e benefica”.

A forza di gridare “Prima gli italiani”, il virus ci ha accontentati. Pensate che il presidente del Friuli Venezia Giulia che si chiama Massimiliano Fedriga vuole “mettere in quarantena tutti gli immigrati irregolari rintracciati”. Indovinate a che partito appartiene. Nel dubbio, “Fuori i milanesi”. Al porto di Ischia si volevano fermare coloro che arrivavano dalla Lombardia e dal Veneto. È dovuto intervenire il prefetto. Ad Acquedolci (Messina) c’è anche un assessore alle Emergenze, pensa un po’. E cosa ti fa l’assessore emergenziale? Secondo i giornali, ha invitato i cittadini a segnalare “eventuali rientri sospetti di persone provenienti da territori a rischio contagio, garantendo l’anonimato”. La pazzia dilaga.

E mentre il presidente della Regione Lombardia, Fontana, è in semi quarantena e litiga, in diretta, con la mascherina spettinandosi tutto, quello della Sicilia, l’ex missino Musumeci, fa un’affermazione che è un capolavoro di sintesi: “Se i turisti arrivano dal Nord sarebbe bene che non arrivassero”.

Insomma, non si può continuare così, ci vogliono notizie certe, uno che dia informazioni corrette, che entri in tutte le case attraverso gli schermi televisivi. E chi sceglie il governo? Sembra abbia scelto Amadeus. D’altronde se è riuscito a tenere, per alcuni giorni, incollati alla Tv, più di 13 milioni di spettatori, farlo con Coronavirus sarà una passeggiata. Il virus potrebbe fuggire solo guardando le giacche che indossa.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -